Il tempo, a cui è dedicata anche la canzone della sigla (Oração ao Tempo di Caetano Veloso) è la cura di tutti i mali, anche se, come racconta Manu nel suo blog, dedicato alla sorella, che Ana leggerà durante una notte intera, su suggerimento di sua nonna Iná, non cancella una nostalgia o Manu, anche se è andata avanti con la sua vita, ha pensato a lei in ogni istante.
Ed è il tempo che aiuterà Ana a elaborare il cambiamento che c'è stato in un periodo che lei non ha mai vissuto e cancellato. L'impatto maggiore verrà dall'incontro con la piccola Julia, che lei ricordava come una neonata e che adesso è una bambina di dieci anni.
Vederla davanti ai suoi occhi è la prova tangibile che il tempo è davvero passato e che lei ha perso parte dell'esistenza di tutti. Iná, con tutto il tatto che manca alla madre, cerca di farle capire che le cose sono andate avanti e che adesso dovrà imparare a ricostruire la sua vita.
Anche Lúcio, con tutto il tatto e la gentilezza possibile, si apre a lei, raccontandole della morte della moglie e di come abbia dovuto ricostruire la sua vita, passo a passo, di come stia provando ancora adesso a farlo. Tra i due si stabilisce l'inizio di una bella amicizia.
Sarà comunque Iná a dare una spinta alla riconciliazione delle due sorelle, regalando alla nipote più piccola un computer e dandole l'indirizzo del blog che Manu ha scritto durante quegli anni, raccontandole di Julia, della vita che passava e del dolore che lei provava.
Ana capisce che il tempo è ciò che ha creato rapporti nuovi, che lei ignora, ma che Manu l'ha sempre amata, quindi chiama la nonna per chiederle di portare la sorella, a cui aveva chiesto di non andare più in ospedale.
Eva è contraria alla sua scelta, ma Ana non vuole essere manipolata e decide di seguire il suo cuore. L'incontro tra le due sorelle è emozionante e Ana, dimessa dall'ospedale, chiede anche a Manuela di aiutarla a conquistare la figlia che la guarda diffidente, temendo che possa in qualche modo allontanarla dalla famiglia che considera sua.
A VIDA DA GENTE è una storia che presenta dei punti ben sviluppati, mentre altri piuttosto ingenui, come il famoso passaggio temporale, fatto senza grande coraggio. Lo sviluppo dei personaggi, invece, sembra abbastanza realistico, tranne per Eva, che mostra un'astio nei confronti della figlia maggiore che è davvero difficile da digerire, senza una motivazione.
Un altro elemento ben sviluppato è il risveglio dal coma. Abbiamo assistito a numerosi risvegli, da quello mitico e vagamente assurdo in THE LAST COP a molti altri in cui le persone si risvegliavano e nel giro di poco tempo li vedevamo nuovamente come prima.
In A VIDA DA GENTE il risveglio di Ana è lento e graduale, nonostante tutti i medici lo definiscano prodigioso, perché la ragazza recupera abbastanza rapidamente tutte le sue funzioni, ma la vediamo esercitarsi per imparare nuovamente a fare gesti che un tempo erano per lei scontati, come pettinarsi, mangiare, camminare e parlare.
Durante tutto questo periodo Manu è al suo fianco e anche Rodrigo compare, accompagnando Dona Iná, ma Ana si rende conto che c'è qualcosa di strano e quando Lúcio, con tatto, pian piano cerca di spiegarle che l'incidente che ha subito si è verificato molti anni prima e che nel coma ha perso diversi anni, la ragazza si rende conto che la vita delle persone è proseguita.
Chiede infatti a sua nonna se Rodrigo ha un'altra donna al suo fianco, perché, nonostante la sua presenza, ha notato la sua freddezza e Iná cerca pian piano di farle capire che, anche se per lei sembra non essere passato un giorno, la vita è andata avanti.
Ana capisce che ha perso Rodrigo ed è disperata, ignorando che la donna che lui ha sposato è proprio Manu che nel frattempo si dispera, cercando di trovare un modo per dirglielo. Lúcio è stato chiaro. Le ha detto che le informazioni devono essere date con attenzione, per evitare un peggioramento della situazione.
Quando però Ana chiede a sua madre Eva di chiedere a Manu di venire in ospedale per starle accanto diversi giorni, in pratica sostituendola, Eva si risente, come se le avesse preferito la sorella e come al solito, mossa da gelosia, riversa sulla figlia la verità nel peggiore momento possibile.
Ana è annientata dalla notizia che Manuela si è sposata con Rodrigo e che ha cresciuto sua figlia al posto suo e quando la ragazza entra nella stanza, ha una vera e propria crisi. Solo l'intervento di Lúcio evita che la situazione degeneri, ma un solco è stato scavato tra le due sorelle.
Lúcio racconta a Manu quello che sta succedendo in ospedale, dei miglioramenti di Ana e tutto quello che la ragazza dovrà affrontare, dopo dieci anni di coma. La notizia lascia il suo cuore pieno di gioia, ma man mano che assimila tutte le informazioni, innegabilmente si affaccia anche la paura.
Vorrebbe parlare con Rodrigo, ma un temporale improvviso costringe il ragazzo a rimanere a Gramado per la notte e il giorno dopo Manu corre in ospedale per vedere la sorella, che ha chiesto di lei. L'incontro è emozionante, anche perché dopo anni in cui si è recata lì, per starle accanto e per parlare con qualcuno che non rispondeva, adesso Ana, anche se ancora immobile e muta, riesce a comunicare con lei.
E qui la descrizione delle emozioni dei personaggi è trattata bene. Manu è felice di riaverla accanto, ma ha onestamente paura di perdere tutto quello che ha costruito in questi anni: la sua famiglia con Julia e Rodrigo.
Le emozioni di quest'ultimo sono simili alle sue, soprattutto dopo aver rivisto la giovane che è la madre di sua figlia e da cui è stato allontanato nel pieno dell'ardore adolescenziale. Adesso è un uomo che ama Manuela, ma allo stesso tempo i sentimenti per Ana non sono scomparsi e si ritrova confuso e spaventato.
Manu è divisa, teme che lui possa tornare da lei e allo stesso tempo crede quasi che sia giusto che lui possa riunirsi con la donna che amava e da cui il destino l'aveva separato. Alisse cerca di farle capire che nel frattempo è trascorsa una vita e che i sentimenti sono cambiati. Rodrigo ama lei come un uomo, mentre era l'adolescente innamorato di Ana.
Nel frattempo la ragazza continua a migliorare: piccoli passi avanti con un gesto della testa, un movimento della mano, seguita con entusiasmo da Lúcio, che si convince sempre di più che la giovane si riprenderà.
Chi davvero non sopporto è Eva, che continua a insinuare che Manu e Rodrigo abbiano tradito Ana, si siano rubati sua figlia, riscrivendo la storia in maniera diversa da come sono andati i fatti. Non funziona neanche il passaggio temporale, che sembra non aver lasciato tracce profonde.
Com'è possibile che Alisse sia ancora all'università e che non abbia un fidanzato, un lavoro, non ci siano cambiamenti in una vita di una persona adulta? La timidezza della scelta penalizza un lavoro che di per sé presenta molti pregi.
Avevo comprato questo libro un po' di tempo fa, su una bancarella dell'unica libreria seria del mio paese. Isabel Allende è una garanzia, soprattutto dopo aver letto diversi suoi romanzi, che non mi hanno mai delusa. Il suo grande pregio è il potere della parola, potente, emotiva, capace di trasportare il lettore in luoghi sconosciuti dell'animo umano.
Ho comprato questo volume sulla fiducia, senza che ci fosse un riassunto e senza avere particolari della trama. L'ho riposto su di uno scaffale della mia libreria, conscia che prima o poi mi avrebbe chiamato a sé, come è in effetti successo.
La storia si dipana pian piano attraverso mille racconti, raccolti da Irina, una giovane di origine Moldava, pallida e spaventata dalla vita, che custodisce un terribile segreto, e da Seth, un giovane rampante avvocato che più per stare accanto alla ragazza che per vero convincimento, comincia a raccogliere informazioni sulla nonna, Alma Belasco, che pur lui ama sinceramente e che a un certo punto della sua vita, ormai piuttosto avanti con gli anni, decide di entrare a Lark House, una clinica per persone anziane.
Tassello dopo tassello, emerge la singolare personalità di Alma, una ragazza di origini polacche, separata dai suoi genitori durante la guerra, e mandata a vivere in America con i suoi zii, in modo particolare Isaac, lo zio che l'amerà sempre come una figlia.
Il legame di Alma con i Belasco diventerà sempre più forte, costruendo davanti ai nostri occhi le vicende di una vita borghese che riflettono però anche le dinamiche di un paese che si affacciava alla terribile guerra mondiale, per seguire poi gli anni di ripresa e di boom economico.
Il legame tra Alma e Nathaniel, il cugino, ma anche con Ichimei, il figlio del giardiniere giapponese, che la ragazza incontra nella sua primissima infanzia, è il punto focale di tutta la storia, che racconta dell'amore declinato in tutte le sue forme, da quello passionale e viscerale che Alma nutrirà per tutta la vita per Ichimei, pur non trovando la forza di combattere contro le convenzioni e una società che condannava le relazioni miste, a quello per Nat, il marito amico, che le sarà vicino per buona parte della sua vita.

Ma il racconto della vita di Alma in qualche modo spazia inglobando tutti i vari personaggi: la famiglia Fukuda, dal benessere iniziale, alla vita in un campo di concentramento americano, per poi affrontare il difficile reinserimento, i Belasco con la loro famiglia chiassosa e particolare, ma fondamentalmente positiva, ai singolari abitanti di Lark House, ognuno con le sue pulsioni, il proprio bagaglio di vita e di speranze, per giungere a Seth e Irina e alla loro drammatica vicenda.
Tutto il racconto è impregnato d'amore, non solo quello durato una vita tra Alma e Ichi, che emerge anche nel momento finale della vita della donna, ma anche quello di Nat per la moglie amica, o quello di Nat per Lenny Beal, il misterioso amico della donna arrivato a Lark House, o il sentimento delicato che unisce Alma a Kristen e l'affetto che si sviluppa tra Irina e questa nonna acquisita, che le infonderò una nuova speranza e una nuova fiducia in se stessa.
Racconto scritto con sapienza, in modo da far combaciare tutte le tessere sul finale, ed emozionante con quel finale struggente in cui l'amore di Alma e di Ichi assume una dimensione spirituale ed eterna. Assolutamente consigliato!
FRASI TRATTE DAL ROMANZO
Non siamo vecchi per il fatto di aver compiuto settant'anni. Iniziamo a invecchiare nel momento in cui nasciamo, cambiamo giorno dopo giorno, la vita è un continuo fluire. Ci evolviamo. L'unica cosa diversa è che adesso siamo un po' più vicini alla morte. E cosa c'è di male in questo? L'amore e l'amicizia non invecchiano. Ichi
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«La felicità non è per tutti, Cathy!» «Certo che lo è.Tutti nasciamo felici. Lungo la strada la vita ci si sporca, ma possiamo pulirla. La felicità non è esuberante né chiassosa, come il piacere o l'allegria. È silenziosa, tranquilla, dolce, è uno stato intimo di soddisfazione che inizia dal voler bene a se stessi». (Cathy e Irina)
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Neko era stato il suo confidente. Per non farlo da sola, parlava con lui, con la tranquillità che non avrebbe mai risposto, ma che grazie alla sua saggezza felina avrebbe capito tutto.
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Gli anni spirituali sono serviti a ben poco se non riesco a liberarli del desiderio. Attendo le tue lettere e la tua voce al telefono, ti immagino mentre arrivi di corsa... A volte l'amore fa male. Ichi
La vita di Rodrigo e di Manu sembra perfetta, dopo anni di sacrifici. Il primo raggiunge finalmente la laurea, dopo che la moglie lo ha convinto a riprendere gli studi, e gli affari della donna vanno sempre meglio.
La piccola Julia sembra abbastanza serena, anche se a un certo punto comincia a non voler continuare le visite in ospedale, tanto che Manu valuta di dover iniziare di nuovo con le sedute da una psicologa, ma parlandole, scopre che la bambina trova strana quella madre silenziosa che non risponde alle sue domande e considera lei la vera madre.
Sempre con calma, Manu cerca di farle capire che lei è una persona speciale e per questo ha due mamme che si prendono cura di lei. Con dedizione e attenzione, alla fine riesce a convincere la bambina ad andare in ospedale.
Intanto Rodrigo decide di regalarle un biglietto per Parigi, dopo tanti anni di sacrificio e, pur preoccupata per tutte le cose che lascerà in sospeso per una settimana, Manu decide di accettare quel viaggio per loro due.
Nel frattempo, però, qualcosa sta succedendo in ospedale. In un primo momento sembra trattarsi di reazioni involontarie, che inducono Eva a sperare che la figlia si stia riprendendo, ma Lúcio sembra piuttosto scettico e cerca di non alimentare le sue speranze.
Ma pian piano, giorno dopo giorno, quelle contrazioni involontarie aumentano, fino a quando la giovane apre completamente gli occhi.
I test fatti dal medico dimostrano che Ana capisce e segue i comandi che le vengono dati, mostrando una sua volontà di ritornare in vita.
L'uomo chiede a Eva di informare la famiglia dell'accaduto, ma quando si rende conto che nessuno viene a visitare la ragazza, capisce che ancora una volta i contrasti in famiglia hanno ostacolato un processo naturale e chiama Manu, dicendole che ha bisogno di vederla.
La ragazza, in ansia, lo accoglie a casa sua, convinta che debba trattarsi di Ana e l'uomo le da la notizia incredibile del suo risveglio. È chiaro che adesso tutto cambierà e gli equilibri costruiti saranno nuovamente stravolti.
Tutte le cose finiscono per andare al loro posto e pian piano quella che si era costruita come una famiglia per bisogno si trasforma in un'unione reale. Manuela aiuta Rodrigo a riprendere gli studi, si occupa di Julia come se fosse davvero sua madre e con il passare degli anni la bambina comincia a chiamarla mamma.
Pur sentendo in qualche modo come un tradimento nei confronti della sorella, la psicologa che segue Julia le dice che deve accettare questa manifestazione di affetto e l'esigenza affettiva della bambina, pur continuando a parlarle della sua vera madre, che in realtà Manuela cerca di coinvolgere sempre nelle vicende, festeggiando con lei i compleanni di Julia, continuando a scrivere il suo blog, nella speranza che, prima o poi, la sorella possa leggerlo.
Il tempo passa, lento, mansueto, con gioie e novità. I compleanni di Julia diventano un evento a cui Manuela e Rodrigo si dedicano con passione, ma pian piano il loro rapporto comincia a trasformarsi, e senza che nessuno dei due se ne renda conto, quando Julia festeggia tre anni, si rendono conto che i sentimenti sono cambiati e quella che era prima solo un'amicizia adesso si è trasformata in amore.
Manuela è combattuta e insicuro perché accettare Rodrigo significherebbe in qualche modo rinunciare all'idea di un risveglio di sua sorella, ma sua nonna Iná le spiega che non è così, che la vita che ha vissuto l'ha avvicinata a Rodrigo e che l'amore che sentono l'uno per l'altra è già una realtà.
E Rodrigo chiede a Manuela di sposarsi, trasformando quella che era una famiglia creatasi per caso, in una vera e propria unione ufficiale.
Manuela si reca anche in ospedale, chiedendo ad Ana di capire il suo cuore, che è stato qualcosa di non pianificato, nato spontaneamente.
Il tempo continua a passare. Rodrigo e Manu comprano un vecchio rudere che pian piano trasformano in una grande casa, mentre la piccola Julia festeggia i suoi dieci anni e il mondo sembra aver assunto un aspetto completamente diverso.
Ovviamente a breve il risveglio di Ana metterà in crisi quello che hanno faticosamente costruito. Se il passaggio del tempo e la trasformazione dei sentimenti è seguito abbastanza bene, appare piuttosto improbabile la mancanza di cambiamenti fisici che interessa tutti i personaggi, come se il tempo davvero non lasciasse traccia, cosa a cui le serie brasiliane tendono a peccare.