venerdì 5 dicembre 2025

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Un mondo crudele (3)

 


Che mondo terribile è quello in cui vive Fatmagul? Vorrei credere che è tutto frutto di una fantasia malvagia, ma la verità è che basta fare un salto indietro nel tempo per ritrovare situazioni simili anche qui da noi. Quello che stride è che l'ambientazione è contemporanea, anche se siamo in un piccolo paese nella provincia di Smirne, eppure fa male pensare che, di fronte a una tragedia così grande come quella che è successa a una ragazza, il paese sia più interessato al morboso, al pettegolezzo grezzo che al suo dolore.


Ma come prendersela con il paese, se persino un fidanzato innamorato reagisce nel modo abominevole di Mustafa? E pensare che in tutti i momenti di orrore vissuti da Fatmagul, lei ha pensato a lui come la fonte della sua felicità, il pensiero bello a cui aggrapparsi e invece qual è la reazione del pescatore quando la incontra? Praticamente l'aggredisce rivendicando i nomi di quelli che hanno abusato di lei!


Mukaddes, la cinica cognata, è quella che insiste sul fatto che ormai la sua reputazione è rovinata e che è meglio tacere. È però anche quella che, avendo trovato l'anello di Erdogan sulla scena del crimine, si reca dalla famiglia dei ragazzi, rivendicando una compensazione per quello che è successo. I genitori prima reagiscono negando, poi, davanti alla consapevolezza che è stata coinvolta anche la polizia, si rendono conto che non possono sfuggire e che devono trovare una soluzione.


Quale può essere? I loro figli hanno il denaro, un futuro brillante davanti e se qualcuno si deve sacrificare chi può essere dei quattro? Ovviamente in questo mondo crudele a essere sacrificato per tutti loro è Kerim, figlio di nessuno, con una madre di cui già tutto il paese ha parlato, e che, nei loro progetti, dovrà prendersi la colpa di tutto e sposare la ragazza, come richiesto da Mukaddes, per "riparare" l'onda davanti alla società.


Lui nega, non capisce perché debba essere il solo a pagare, ma loro, che hanno il potere economico e sociale, gli promettono di salvarlo dal carcere, di dargli una vita serena, sicura, lontano dal paese. Kerim è schiacciato dal peso di quello che ha commesso e dalle pressioni di tutti che vogliono solo chiudere il capitolo su quella storia terribile.


E Fatmagul? Anche lei subisce pressioni da tutte le parti. La costringono a lasciare l'ospedale, dove aveva un minimo di protezione da parte delle istituzioni sanitarie, e, una volta in casa, la cognata cerca di farla cedere, di accettare la storia che la donna ha anche raccontato alla polizia. Lei e Kerim avevano una storia alle spalle di Mustafa e la sera dell'aggressione lei avrebbe progettato di fuggire con lui, ma si sarebbe pentita all'ultimo momento, scatenando la reazione di Kerim. 




Fatmagul si rifiuta, combatte contro il destino mostruoso di dover sposare uno dei suoi carnefici, ma non trova aiuti da nessuna parte. Mustafa, che lei ancora ama, brucia la loro casa, convinto che lei, in qualche modo, lo abbia tradito. E lei? Ritorna sui suoi passi, pensa di farla finita, ma l'arrivo di Kerim, che vaga disperato a sua volta, la salva, anche se lei, disgustata corre via.


Cosa succederà a questo punto? Certo è una storia che si guarda con il fiato sospeso, temendo, avendo un brivido profondo perché questo mondo crudele non è così lontano da noi e da una mentalità che, fino ad alcuni decenni fa, era tipica di molti paesi anche qui.

giovedì 4 dicembre 2025

Fatmagül'ün Suçu Ne? - La colpa (2)

 


Chi prova il senso di colpa di fronte a quello che è successo a Fatmagul? Oggettivamente sembra di essere caduti indietro nel tempo, in una società dove lo stupro non è un dramma in sé e una violenza fisica e psicologia che soffre una donna, ma qualcosa che, in qualche modo, anche se terribile, è legata a una colpa di qualcuno.


Così l'unica che sembra toccata nel profondo da quello che è successo, a parte ovviamente Fatmagul, sconvolta e sotto shock, è Meryem, la madre di Kerim, che ritrova la giovane ferita sulla spiaggia dove i ragazzi l'hanno abbandonata, priva di conoscenza. La donna, che era lì per raccogliere delle erbe, chiama subito i soccorsi e l'accompagna in ospedale.


Intanto Erdogan, Vural, Selim e Kerim ritornano a casa, tutti sconvolti dall'enormità di quello che hanno fatto, anche se la reazione è diversa e subito si crea una spaccatura tra di loro. I primi tre cercano in qualche modo di rimuovere l'accaduto e soprattutto di nasconderlo alle loro famiglie, preoccupati dalla possibile reazione. Kerim sembra l'unico sconvolto davvero, essendo anche il solo a non ricordare chiaramente quello che è successo. Sconvolto e disperato, torna sul posto del delitto poche ore dopo, cercando di recuperare il ricordo, senza però riuscirci. 
 


Intanto sua madre Meryem è accanto a Fatmagul in ospedale, mentre la famiglia di lei la cerca. Solo il fratello Rahmi sembra mostrare una certa preoccupazione, mentre la cognata Mukaddes è preoccupata più per il buon nome rovinato, per le voci del paese che della vera sofferenza della ragazza, incolpata da lei per essere uscita la sera, contro le sue indicazioni.


Mustafa, lontano in mare, scopre che la ragazza è scomparsa e cerca disperato di scoprire che fine possa aver fatto. Lui è il ricordo felice a cui la mente di Fatmagul cerca di aggrapparsi disperata nel mare di dolore che la travolge. È l'unica cosa che le dà sollievo, mentre i ricordi dello stupro cercano di assalirla in ogni istante.


Ma intanto c'è questo sentimento sottile che la circuisce, si insinua pericoloso intorno a lei, come se davvero ci fosse una colpa sua, sottostante, che possa in qualche modo trascinarla in basso. L'unico che, a ragione, prova dolore reale al pensiero dell'atrocità commessa è Kerim e ancora una volta applaudo al talento recitativo di Engin Akyurek che lo esprime da dentro, senza manifestazioni violente o eccessive, ma con una recitazione che lo mostra calato completamente in una situazione terribile in cui sembra non trovare via d'uscita, anche perché pur rifiutando anche solo il pensiero di aver fatto qualcosa alla ragazza, Vural sostiene di averlo visto, che anche lui si è comportato come tutti gli altri.


Quello che cambia però è la consapevolezza della colpa, che gli altri hanno in maniera ridotta, in quando coprire la verità diventa molto più importante del dolore stesso della vittima, lasciata in balia di una sofferenza non meritata. E sul finale ecco ritornare a casa Mustafa, a cui il suo capitano ha raccontato quello che è successo e che è già voce del paese. Quale sarà la sua reazione? L'aiuterà e sosterrà? Dati gli elementi visti in precedenza temo sinceramente. 

mercoledì 3 dicembre 2025

IL SARTO - Vecchie ferite (3x1)


Si può iniziare una nuova vita, dimenticando il passato? È la grande domanda che spesso le persone si pongono. Se le ferite ci sono state, le cicatrici si possono ignorare o continuano a fare male? La verità è che non si può far finta di niente, perché è un dolore che compromette anche il nostro presente. La nuova stagione inizia con Peyami in giro per il mondo. Adesso che ha fatto i conti con il passato della sua famiglia, il lavoro è ripreso alla grande.


Parigi, Londra, New York. Il mondo è incantato dal suo talento e lui torna in Turchia dopo mesi pieno di idee e meraviglia, ma resta una questione irrisolta, che lui cerca di ignorare, che ha un nome preciso, Esvet, ormai moglie a tutti gli effetti di Dimitri.


Il ritorno di Peyami a Istanbul offre la serenità della sua vita familiare, con Kiraze e Mustafa che vivono insieme, sereni, e che non sono più motivo di turbamento e sofferenza. Lui però cerca di ignorare il fatto che Esvet sia la donna che il suo cuore amava e a cui ha rinunciato per l'amicizia con Dimitri.


Quest'ultimo si reca a cena con la moglie, intenzionato a dargli una bella notizia che riguarda il loro futuro prossimo. Peyami li accoglie con un certo turbamento perché puoi anche fingere di aver superato tutto, ma certe ferite non smettono di pulsare vive e terribili. 


Quando Dimitri informa l'amico della loro decisione di lasciare la Turchia e di trasferirsi a New York, Peyami accusa il colpo. La verità non è il dolore per separarsi dal suo amico di sempre, ma il pensiero di non rivedere mai più Esvet, che oggettivamente non ha mai dimenticato. Sarà sua madre a incoraggiarlo ad affrontare i suoi veri sentimenti, a non mollare e a parlare con la ragazza.


Quando alla fine Esvet si presenterà nel suo atelier per discutere di alcune scarpe da lui realizzate, Peyami non riuscirà a contenersi e le chiederà di non partire. Esvet resterà? Da quello che abbiamo visto nelle anticipazioni a fine seconda stagione, cederà anche lei alla tentazione e questo avrà conseguenze disastrose.

IL SARTO - La verità (2x8)


Ecco, credo che se questa fosse stata l'ultima puntata, ne sarei stata particolarmente felice, perché è costruita in un modo tale da chiudere in qualche modo tutti gli elementi e darci una visione positiva in quella scena finale di amore e di ricostruzione che la verità in qualche modo concede, eppure le immagini della terza stagione, che ci vengono offerte, ci fanno capire che nulla è concluso e che c'è ancora da patire.


Peyami affronta la madre anche se in un primo momento sembrava sul punto di voler fuggire via. Le parole del musicista lo bloccano e lo inducono a tornare sui suoi passi e Kiraze, finalmente, ha il coraggio di raccontare tutta la storia di prevaricazione e sofferenza, di una ragazza venduta per soldi dalla sua famiglia, che però alla fine si era legata a Mustafa, di come la nonna di Peyami le avesse imposto un figlio e che poi era stata mandata via da lei proprio quando credeva che non potesse avere figli. 


Peyami, in definitiva, le era stato strappato, in quando era l'unica cosa che interessava ai suoi nonni e la vita della donna era stata un lungo purgatorio di sofferenza e di lontananza. La verità libera Peyami da tutti i suoi lati oscuri e quando tornerà a casa, per la prima volta, si rivolgerà a Mustafa in maniera diversa, prendendosi cura di lui, accogliendolo nella sua vita, sotto gli occhi stupiti di tutti quanti.


Nel frattempo anche Dimitri sta attraversando una fase di verità, soprattutto dopo lo scontro con il padre, un uomo che lo vessava, che cercava di farlo sentire una nullità, che lo puniva mettendolo nel famoso baule dove lui aveva rinchiuso Esvet durante il primo episodio. Tutti i suoi problemi iniziano davvero lì.


Stanco di essere in qualche modo manipolato da loro e dalle loro aspettative, Dimitri decide di sbarazzarsi dei suoi demoni interiori, prendendo il famoso baule e distruggendolo davanti agli occhi dei suoi parenti, come a voler chiudere con il passato. Che possa essere per lui una fase di rinascita? Mi sarei illusa in questo modo se non fosse stato per gli spezzoni della prossima stagione che ci mostrano un Dimitri che non è andato avanti di una virgola, rispetto alle sue follie.


Ma intanto ci godiamo l'ultimo episodio della seconda stagione, con una sfilata dove Peyami torna a brillare, combinando modernità e tradizione, con la presentazione ufficiale, al mondo intero, di suo padre Mustafa, tenuto nascosto fino a quel momento come un segreto, con il rincontro dell'uomo con Kiraze, la madre, finalmente tornata nella loro famiglia.

 


Come sarebbe stato bello finirla qua anche se mi rendo conto che l'amore per Esvet è ben lungi dall'essere sparito, ma avrei potuto leggerci una rinuncia in nome dell'amicizia, che poteva anche andarmi bene, invece ecco che l'ultima stagione arriverà in qualche modo a turbare tutti gli equilibri.

IL SARTO - Ricominciare (2x7)


Finalmente siamo fuori dal tunnel. Questa seconda stagione è stata un lungo patimento e, sinceramente, devo dire di aver preferito di gran lunga la prima rispetto a questa, ma, in qualche modo, il volo dalla scogliera e poi la chiacchierata con la donna delle pulizie (che Peyami ignora essere la sua vera madre) lo hanno aiutato a uscire da quel baratro autodistruttivo e pesante da guardare nel quale mi sentivo decisamente impantanata.


Adesso, dopo che è riuscito a vedere nuovamente un futuro anche professionale, si rimette in sesto e decide di affrontare la grande sfida, quella di poter finire la collezione nei tempi stabiliti dai soci. Il messaggio che Dimitri riceve lo fa infuriare, mentre Esvet è grata e felice, sperando che davvero questa sia la svolta e che Peyami abbia deciso davvero di ricominciare.


Il padre di Dimitri è furioso per questa svolta, in quanto il suo obiettivo era quello di farlo fuori dagli affari, così istiga il figlio che va dall'amico affrontandolo e scaricando tutto il suo risentimento per non essere in grado di primeggiare su di lui e perché Esvet lo ama molto di più d quanto potrà mai affezionarsi a lui.


Peyami però ha raggiunto una calma invidiabile, dopo il furore dei tempi passati e gli fa presente che sì ha amato Esvet, che si è innamorato di lei quando ignorava la sua vera identità, ma che quando ha scoperto che era la sua fidanzata ha imposto al suo cuore di rassegnarsi perché in definitiva, dovendo scegliere, Peyami sceglie l'amicizia di una vita e non l'amore. Dimitri si rende conto che le sue parole sono sincere.


Nel frattempo però Esvet ha scoperto la verità su Kiraze, la donna che ha sposato Mustafa nel passato, la madre di Peyami. Ha seguito le indicazioni dell'uomo e ha ritrovato la donna, che viveva con il musicista, lo stesso che compariva nella foto che Peyami aveva bruciato, ma che è una prova tangibile che la donna è davvero sua madre. 


Esvet la prega di aiutare Peyami, di raccontare la verità, ma lei non se la sente e progetta di fuggire. Esvet invita Peyami in un ristorante, dove l'uomo si presenta solo per ribadirle che alla fine ha scelto l'amico di una vita a lei. Esvet lo ascolta, ma poi gli rivela la verità della sua presenza. Non è lì per ascoltare le sue bugie, ma per dargli ancora una volta un tassello fondamentale del suo passato.


Kiraze compare, attirata dal musicista, che si era messo d'accordo con Esvet per metterla davanti alla verità. Così Peyami, ancora una volta, si ritrova a dover fare i conti con il passato. Avrà il coraggio di affrontarlo?


Fatmagül'ün Suçu Ne? - Prime impressioni (1)

 


Dopo Sefirin Kızı, il passaggio alla prima serie di Engin Akyurek che ha avuto esito a livello internazionale è stato naturale anche se, pur essendo lui, nello sguardo, nella voce, ci si ritrova sempre davanti a un cambio, in questo caso piuttosto forte, essendo un salto all'indietro di dieci anni. Seguire una serie di Engin è sempre un'esperienza e devo dire che, nel giro di un episodio, non particolarmente lungo, rispetto ad altre, si finisce per precipitare in un mondo completo, ben delineato, dove pian piano si comincia a conoscere tutte le dinamiche.


Lontani da Bodrum, da Mugla, le ambientazioni sono comunque di mare, anche se siamo in un piccolo villaggio, Ildırı, nel distretto di Çeşme, nella provincia di Smirne. Fatmagül Ketenci (interpretata dalla giovane e bellissima Beren Saat) è una contadina che vive con il fratello Rahmi, il figlio dell'uomo e la moglie Mukaddes che coglie ogni occasione per trattarla male. Unica consolazione della sua vita è il fidanzato Mustafa (Fırat Çelik), un pescatore, che ama fin da quando era bambina. I due sognano di sposarsi quando avranno finito la casa che lui sta realizzando con le sue stesse mani.


Se la loro vita è umile, ma abbastanza felice, dall'altro lato vediamo un gruppo di ragazzi di buona famiglia, che vivono negli agi e nella futilità. Si tratta di Selim, che si è appena fidanzato ufficialmente con la figlia di un politico, ma è un donnaiolo incallito che ha un secondo telefono dove registra tutte le telefonate delle altre donne con il nomignolo Imdat 1, Imdat 2 e così via. Poi conosciamo Erdogan, suo cugino, e Vural, un amico della famiglia Yasaran.


I tre sono amici d'infanzia Kerim Ilgaz (interpretato appunto da Engin Akyürek), che continuano a frequentare, nonostante le differenze di classe, ogni volta che tornano in paese da Istanbul, dove vivono abitualmente. Kerim è un ragazzo educato, cresciuto dalla zia Meryem Aksoy, un'omeopata, che si è presa cura di lui dopo la morte violenta della madre. Lo ha allevato a modo, dedito al lavoro. È un apprendista fabbro che lavora sodo ma che coltiva l'amicizia con questi tre amici completamente diversi da lui.


Anche se Meryem e il suo socio nell'officina cercano di fargli capire che quei ragazzi ricchi sono da evitare, perché troppo diversi da lui, Kerim è affezionato e non riesce a vedere un problema nei pochi giorni che trascorrono insieme. L'evento importante del loro viaggio a Ildiri è il fidanzamento di Selim con Meltem.


Durante la festa Kerim rivede Fatmagul, che aveva intravisto insieme ai suoi amici, mentre si occupava del gregge. La ragazza, infastidita, lo evita, per raggiungere Mustafa, che quella sera, le rivela, deve uscire in barca per una battuta di pesca e lei gli promette che andrà a salutarlo dalla riva.


Kerim e gli altri ragazzi, ognuno con problemi di contrasto con la propria famiglia, decidono di proseguire la festa da soli, cedendo a droghe e alcol. Mentre si trovano su di una spiaggia solitaria, confusi per le sostanze assunte, intravedono Fatmagul che sta correndo da Mustafa, di nascosto alla cognata Mukaddes che la vigila come un falco. O meglio è Kerim che la vede, segnalandola ai suoi amici.


Ed è qui che succede l'irreparabile. I gruppo si avventa su di lei con una ferocia selvaggia, stravolgendo il destino della povera Fatmagul e di tutti loro. L'episodio è pieno di tensione, giocato sui contrasti, tra la luce del posto e l'oscurità della notte. Gli attori sono tutti in parte, la musica è drammatica e incalzante, gli intrecci si profilano subito interessanti. Ci sono gli elementi per una storia che promette bene, nonostante la drammaticità inevitabile di una trama come questa. Sono davvero curiosa di proseguire per capire quello che succederà.

martedì 2 dicembre 2025

Sefirin Kızı - (Finale 52)Tempo crudele. Non fa mai male alle persone. Che tu provi a trattenerlo o no, si ferma, passa. Il dolce dolore diventa il ricordo di ogni cosa. Arriva il momento della migrazione.


Ed  eccomi arrivata a commentare l'ultimo episodio di questa serie molto particolare dove si ricorda soprattutto il famoso cambio del personaggio femminile, ma dove predomina, senza ombra di dubbio, il personaggio di Sancar Efeoglu, magistralmente interpretato da Engin Akyurek.


Anche se rispetto al ritmo tumultuoso degli altri episodi, qui finalmente si prendono tutto il tempo per far evolvere le varie storie, l'inizio è tempestoso, come sempre, anche perché eravamo rimasti in sospeso con Mavi pronta per partorire e il pazzo di Sedat che la inseguiva nel bosco.


Tutto precipita con il rapimento di Melek e l'arrivo di Sancar, ma a salvare la piccola dalle grinfie dell'uomo sarà, inaspettatamente, il vecchio ambasciatore, ormai malato e in fase di pentimento, per gli errori del passato. Sancar e Melek si salvano e Sedat muore, sparato dall'uomo. Mavi, riportata a casa, partorisce grazie a Halise, un bambino maschio, chiamato Mehmet.


Il tempo passa e sana tutte le ferite e quello che ci decanta in modo evidente quest'ultimo episodio, anche se alcune coppie vengono invece travolte dal destino e dall'incomprensione, come Zehra e Kavruk che, nella gioia generale delle altre coppie, rivelano alla famiglia di aver divorziato e che le loro strade si separeranno definitivamente.


È un addio doloroso, anche se Zehra ha deciso di trovare se stessa e la propria identità oltre il concetto di amore e matrimonio. Elvan e Yahya, invece, si sono risposati e hanno deciso di provare ad avere anche un figlio loro, seguendo le indicazione del medico che Yahya ha consultato. Il loro è un amore e una felicità conquistata con determinazione, perché nulla sembra essere scontato e chi vuole essere felice deve solo lottare.


E intanto l'ambasciatore, che frequenta ormai la casa di Sancar per vedere Melek, rivela a Sancar di aver contattato Nare, informata della sua malattia. E finalmente, dopo molto tempo, scopriamo il destino di questo personaggio fondamentale, che era rimasto come sospeso. Scopriamo che è andata in America, come aveva ipotizzato diverse volte, e qui è stata ricoverata in una clinica ad Orlando per sindrome da stress post traumatico.




La donna si è curata, o è ancora in trattamento, ma si è pentita fortemente di aver abbandonato Melek. Ha saputo che Sancar è diventato padre e ne è felice. Vuole sole poter rivedere la figlia. In un primo momento Sancar rifiuta questa possibilità, ancora addolorato e spaventato che lei possa portargli via la bambina. Sarà Mavi, ancora una volta, a farlo ragionare sull'importanza per Melek di riallacciare i rapporti con la madre.


Come un vento benevolo, la presenza di Mavi ha tranquillizzato un uomo come Sancar, sempre pronto ad esplodere e a trascinare tutti verso la tempesta. Mavi lo convincerà a partire per un viaggio, che li condurrà tutti in America, permettendo alla piccola Melek di rivedere la madre, pur rimanendo ancora nella loro famiglia, ormai solida e sicura.


Vedere Sancar affermare con consapevolezza l'importanza della presenza di Mavi nella sua vita, tranquillizza il telespettatore che le tempeste sono davvero finite. E mentre il tempo passa, ammorbidendo le ferite più profonde, ci viene concessa la possibilità di rivederli dopo un anno, ritornare in Turchia, ancora come quella famiglia che si è costruita con fatica, con determinazione e la voce di Kavruk, che chiude il cerchio, narrando di un amore reale che si è contrapposto alla legenda, ci spiega come la felicità non è un bene che scende dall'alto, ma qualcosa che devi costruire con impegno e fatica.


Nel complesso la storia mi ha preso, anche se decisamente la seconda parte molto più della prima. Il personaggio di Nare, pur centrale, presentava troppe problematiche che spesso trascinavano le vicende in una sorta di limbo dove tutto si ripeteva senza via d'uscita. L'arrivo di Mavi è servito a rinvigorire la trama, a smorzare i toni più cupi e a portare speranza. Gli attori sono stati bravi, le location curate, ma è innegabile che ci sono delle forzature, come il personaggio di Gediz, incapricciatosi per una storia che viveva solo nella sua testa, e che ha portato a distruggere un rapporto che aveva invece molto da dare.

 


Interessanti alcune storie parallele, come quella di Elvan e di Yahya, meno quella di Kavruk e di Zehra. Su tutti domina, innegabilmente, il personaggio di Sancar, il modo in cui cresce, si trasforma, impara dai suoi errori, il modo in cui scopre e impara ad essere un padre e poi un uomo migliore. È lui che merita e che riscatta buona parte della storia che, pur avendo delle buone premesse, ha più di qualche momento di calo. Di tutto il racconto, come ho detto, la parte finale è la migliore e in qualche modo riscatta il resto, riuscendo anche ad affrontare una problematica di peso come l'uscita di scena di un personaggio cardine.