sabato 20 giugno 2015

POLDARK - PUNTATA 5



Le cose proseguono con una certa moderazione, delineando un certo confine di sventure tra Ross e Francis. Se il primo si ritrova amato e in lotta per portare avanti la sua eredità, l'altro, pur avendo ereditato un impero consolidato, e trovandosi al fianco una moglie come Elizabeth, finisce per farsi prendere dai suoi sensi di inferiorità e trascinare sempre di più bel baratro la sua famiglia.


Intanto emergono nuovi personaggi: il medico che ha curato Ross durante la guerra ed uno dei suoi dipendenti, innamoratosi di un'attrice dalle grandi pretese che sicuramente lo porterà alla rovina. Intanto Demelza da alla luce una bambina, a cui viene dato il nome di Julia, battezzata e celebrata con una festa in cui la donna ha ancora modo di sentire tutto il peso della differenza che esiste tra il suo mondo e quello del marito.


Ross, intanto, pur amando la moglie, si lascia sfuggire una considerazione a Verity sul fatto che ancora provi dei sentimenti per la bella Elizabeth, per la quale al momento provo solo simpatia. Pur avendo mostrato una certa debolezza nel non aver saputo aspettare il ritorno del suo amore partito per la guerra, adesso che è la sposa di Francis cerca in tutti i modi di dare la scelta giusta, pur trovandosi al fianco un marito che non perde occasione per farla soffrire, dilapidando il patrimonio di loro figlio in donne e gioco.


Demelza, che si è molto legata a Verity, desidera che la giovane possa riallacciare la sua storia con il capitano e decide di muoversi autonomamente, alle spalle del marito e della stessa ragazza, andando a cercare il Capitano, che in un primo momento reagisce con violenza, dicendole che Verity è un capitolo chiuso che si è lasciato alle spalle.


La andrà a cercare successivamente, pentito, confessandole di non aver mai dimenticato la cugina del marito. Demelza, decisa a facilitare l'incontro tra i due, chiede alla donna di accompagnarla un giorno in paese per comprare delle stoffe. Si tratta di un pretesto per permettere l'incontro tra i due. Intanto Ross prende parte alla festa di George Warleggan, dove Francis finisce per giocarsi quello che gli rimaneva del patrimonio di famiglia, ovvero la minerà che da secoli apparteneva ai Poldark.


La situazione economica precipita sempre di più e Ross e Demelza sembrano trovarsi ai margini di un ciclone che è pronto a travolgere tutti loro.


Puntata meno incalzante della precedente, malgrado ci siano stati momenti di notevole spessore, come la chiusura della miniera, la nascita di Julia. Ottima la fotografia, come al solito, con le musiche e le location. Molto poetica anche la scena di Elizabeth con suo figlio, mentre giocano alla finestra, liberando una farfalla intrappolata: molto pittorica e altamente simbolica.


VOTO: 7




POLDARK:; Avevi ragione. Il mondo è un posto più difficile, adesso che abbiamo Julia. La posta in gioco è più alta. 
 Le perdite sono più dolorose. Eppure, non farei a cambio con lui. La mia vita è più preziosa perché ho meno certezze: 
 e più ricca perché sono più povero. 
DEMELZA: Che cosa significa "RESURGAM"?
POLDAKR: Io risorgerò.
DEMELZA: Davvero?
POLDARK: Lo spero

VELVET - IL VERO AMORE NON FINISCE MAI (Stagione 2, Episodio 12)



L'ultima puntata della seconda stagione è stata trasmessa mercoledì e ci ha regalato quello che doveva essere il finale che avevamo sperato già durante la prima serie. Che in qualche modo fosse un episodio di svolta si era già capito da come si stavano mettendo le cose e ne abbiamo avuto finalmente conferma.



Dona Isabel è morta facendo promettere ad Alberto di lottare per la sua felicità, ovvero per conquistare Anna, la donna che ha sempre amato, ma che situazioni varie hanno allontanato da lui. Che fosse colpa di Don Rafael era evidente, anche se poi anche loro ci hanno messo del loro nel complicare il resto. Alberto, addolorato per la perdita di una madre da poco recuperata, decide di essere sincero e di rompere con Cristina, a cui racconta di non averla mai amata, svelando il nome della misteriosa donna del suo passato: ovvero Anna. Lei, disperata, decide di andare via, anche se nella mia mente si affollano vari quesiti. Nella Spagna degli anni cinquanta era possibile divorziare? Cristina non ci sorprenderà con la solita notizia telenovelera di una gravidanza improvvisa che manderà a monte i piani di Alberto?


Mentre questi quesiti non trovano risposta, assistiamo da un lato all'addio doloroso dei vari personaggi a Isabel (Emilio, Bianca, Alberto), dall'altro lato abbiamo le nozze tanto attese di Rita e Pedro, con le disavventure di quest'ultimo che deve raggiungere la fidanzata al paese.


Imbarcatisi su di un pulmino (Jonas, Pedro, Anna e Luisa), i quattro attraversano le campagne intorno a Madrid per raggiungere il paesino da cui vengono anche Rita e Clara, intente a dare la notizia alla famiglia che il futuro marito della prima altri non è che l'ex fidanzato della seconda. Intanto Alberto e Mateo abbandonano il funerale frettolosamente, dopo che il primo in qualche modo riceve una sorta di benedizione di Don Emilio per riconquistare Anna. Quest'ultima arriva da Rita portandole il vestito dei suoi sogni, con un bigliettino da parte di Raul De la Riva. Le nozze tanto attese e sperate si celebrano con tutto il loro carico di romanticismo ed ironica, seguite da una festa di paese a cui partecipano tutti gli invitati.


Quando Clara e Anna, senza accompagnatori, decidono di andare via, ecco che i loro rispettivi amori compaiono all'orizzonte. Mateo viene accolto con esuberanza da Clara, che infondo non si è mai disinnamorata di lui, mentre  ad attendere Anna, nella piazza deserta del paese, c'è Alberto, a bordo di una macchina sportiva rubata, pronto a portarla verso una felicità tanto attesa.



L'episodio però si chiude con un guizzo di notizie che ci portano già verso la terza stagione, che penso stiano girando in Spagna. Gli intrighi non sono finiti e la felicità sembra un bene quanto mai difficile da mantenere. Che cosa succederà ai nostri eroi? Suppongo che lo scopriremo solo con l'arrivo dell'inverno.

Nel complesso la seconda stagione è stata meno trascinata della prima, più interessante ed ho amato Anna molto di più che nella prima serie. Ho buone speranze per il continuo.

VOTO: 7


domenica 14 giugno 2015

POLDARK - PUNTATA 4




Ammetto candidamente che questa serie mi sta conquistando piano piano sempre di più. La coppia di Ross e Demelza ha il fascino di un amore che sboccia pian piano e si trasforma in qualcosa di solido. Avevamo lasciato i nostri due eroi davanti ad un prete, con una sposa sorpresa, un marito determinato e dei servi accigliati che proprio non capiscono le scelte del loro padrone. Neanche Demelza riesce a capire pienamente perché Ross abbia deciso di sposarla, convinta che lui non potrebbe mai amarla davvero. Si considera davvero poca cosa rispetto a lui, ma questo non le impedisce di essere estremamente felice.


Nel frattempo la notizia scioccante delle nozze comincia a girare. E' lo stesso Ross che accende la miccia del pettegolezzo, andando a dare la notizia al cugino Francis, ancora perso dietro alla sua convinzione di essere un fallimento per la famiglia, il padre, i dipendenti e soprattutto Elizabeth, che nel frattempo si comporta da moglie impeccabile, malgrado sia rimasta addolorata dalla notizia del matrimonio di Ross con la sua domestica.


L'unica della famiglia che da appoggio all'uomo è Verity che si reca a casa dei novelli sposi, subito dopo la morte del padre, non sopportando la solitudine della casa. Demelza, pur turbata in un primo momento, finisce per simpatizzare con lei e tra le due nasce una bella amicizia, guidata dalla sincerità con cui entrambe amano Ross.


Nel frattempo però le cose alla miniera vanno con molta lentezza ed il pessimo matrimonio fatto da Ross induce gli investitori a tirarsi indietro. La loro speranza di trovare il rame sembra allontanarsi sempre di più, ma lui continua a sperare, come le donne del villaggio che guardano per ore il mare in attesa che i branchi di pesci arrivino per poter permettere a tutti di superare l'inverno.


In quello sguardo silenzioso e disperato verso l'orizzonte c'è una poesia immensa ed intensa che esplode liberatoria il mattino in cui le campane suonano e la gente si rende conto che ce la faranno a superare l'inverno. Scene come queste, con Ross e Demelza che corrono a dare una mano per aiutarli finiscono per conquistare il cuore del telespettatore.



Intanto Demelza, che ha scoperto di aspettare un bambino, nasconde ancora la notizia, speranzosa che Ross possa in qualche modo affezionarsi a lei. Varity è sicura che Ross accoglierà bene la novità, ma le promette discrezione. Intanto Demelza cerca di adattarsi a questa nuova vita e alla sua nuova posizione, convincendo anche i domestici, che sospettano di questo cambiamento, che in realtà nulla cambierà. L'arrivo di Jinny, la ragazza che ha avuto il bambino e perso il marito nella puntata precedente, sembra arricchire ancora di più il quadro della vita a casa Poldark.


Intanto Francis sembra divorato dall'apatia ed il suo matrimonio è sempre più in bilico. Per il Natale Elizabeth invita Ross e Demelza a casa loro e la ragazza vorrebbe evitare di partecipare, timorosa di mettersi in ridicolo. Ross però accetta e la moglie, malgrado un primo momento di imbarazzo, riuscirà con la sua freschezza ed il suo candore a brillare anche davanti ad un pubblico non sempre ben intenzionato nei suoi confronti.


Davanti alla luce che irradia, Ross si rende conto di essersi innamorato della moglie, che aveva accettato frettolosamente nella speranza in qualche modo di vincere la solitudine. Nel ritornare verso casa, il mattino successivo, i due coniugi vengono accolti dalla una splendida notizia: finalmente è stato trovato il rame.


La puntata è tutta giocata sulla speranza, sul combattimento, sulla fede che può portare il cambiamento e su come a volte le cose inaspettate possano davvero dare sollievo e portare una gioia inaspettata. Come al solito ben recitato, splendide musiche, ed emozionante nella narrazione.

VOTO: 8


CITAZIONE DA "CANNONI PER LA LIBERTA" (VOL XI - OUTLANDER)

A BREATH OF SNOW AND ASHES - PARTE II

VOLUME XI






Quella sconcertante sensazione di violazione, perdita, dolore e isolamento se n’era andata: adesso era solo un’ombra nella mia mente. E la cosa più bella era che Jamie era lì; una presenza solida e fisica, che sapeva di sudore, di whisky e di cavalli... Era lì. Non lo avevo perduto

(CLAIRE)


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Nessuna di voi due si avvicinerà a quell’uomo se io o Ian non saremo presenti.» 
«Che cosa pensi potrebbe fare?» Brianna si irritò, davanti al suo tono. «È alto la metà di me, per l’amore del cielo!» 
«E un serpente a sonagli è ancora più piccolo», replicò il padre. «E non entreresti in una stanza in cui c’è uno di quegli animali, solo perché pesi di più... almeno spero.

(BREE E JAMIE)

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Ricordi che cosa ti dissi a proposito degli Highlanders, quando Arch Bug venne da me con la sua piccola scure?»
Vivono rispettando un giuramento; e moriranno per esso.

(CLAIRE E JAMIE)

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«Tu non lo stai facendo per gli ideali, vero? Non lo fai per la libertà. Per la libertà, per l’autodeterminazione e per tutto il resto.» Scosse il capo. 
«No», disse piano. «E non lo faccio nemmeno per stare dalla parte dei vincitori, una volta tanto. Anche se immagino che sarà un’esperienza nuova.»
Mi rivolse un sorriso repentino e mesto e, colta alla sprovvista, risi. «Perché lo fai, allora?» «Per te», disse senza esitazione. «Per Brianna e il piccolino. Per la mia famiglia. Per il futuro. E, se questo non è un ideale, credo di non averne mai sentito parlare.

(CLAIRE E JAMIE PARLANDO DELLA GUERRA)

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 «Henri-Christian», aveva muggito, nella sua voce rauca e rotta, «io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo! Mi sentite, piccoli bastardi? Il suo nome è Christian! Appartiene al Signore! Tormentatelo ancora, massa di buoni a nulla, e Satana balzerà fuori per trascinarvi tra le urla... all’INFERNO

(ROGER BATTEZZANDO IL BAMBINO DI FERGUS E MARSALI)

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«Sono nata alla fine di una guerra. La Grande Guerra... la chiamarono così, perché il mondo non aveva mai visto nulla di simile. Te ne ho parlato.» La mia voce aveva un leggero tono interrogativo, e Jamie annuì, gli occhi fissi sui miei, le orecchie pronte ad ascoltarmi. «Avevo un anno quando scoppiò una grande epidemia d’influenza. In tutto il mondo. Morirono centinaia, migliaia di persone; interi villaggi scomparvero nel giro di una settimana. E poi arrivò l’altro conflitto. Il mio.»

(CLAIRE)

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 «È un vero conforto», disse infine, «veder sorgere e tramontare il sole. Quando vivevo nella caverna, e mentre mi trovavo in prigione, mi dava speranza: sapevo che il mondo andava avanti.» Lo sguardo era rivolto fuori dalla finestra, alla distanza blu dove il cielo si scuriva verso l’infinito. Quando deglutì, la sua gola si mosse leggermente. «E mi dà la stessa sensazione sentire che ti dai da fare nel tuo ambulatorio, Sassenach, mentre sbatti gli oggetti e imprechi sottovoce.» Poi si voltò verso di me, e i suoi occhi avevano la profondità della notte che si avvicinava. «Se non fossi più lì... o da nessun’altra parte...» aggiunse, «il sole smetterebbe di sorgere e di tramontare.» Sollevò la mia mano e la baciò, con estrema delicatezza. Poi me la posò sul petto, chiusa intorno all’anello. Si alzò e se ne andò.

(JAMIE E CLAIRE)



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«Devi andare avanti, per loro... anche se non lo faresti per te stesso», aveva sussurrato, il viso di Fergus premuto contro la sua spalla, i capelli neri bagnati d’acqua e di sudore, freddi contro la sua guancia. «Tu comprends, mon enfant, mon fils? Comprends-tu?»

(JAMIE A FERGUS)

*****

«Tu», dissi, puntandomi un dito accusatorio, «non vai da nessuna parte. Non hai il permesso di ucciderti, sono stato chiaro?» «Oh, ecco da chi ha preso Bree», mormorai, cercando di fermare il giramento di testa. Richiusi gli occhi.

(JAMIE A CLAIRE)

*****

Questa era la mia epoca. La mia realtà era questa: lo stridore del legno, la sensazione untuosa del grasso sotto le dita, l’arco del sole che scandiva il ritmo delle mie giornate, la vicinanza di Jamie. Era l’altro mondo – quello delle automobili, dei telefoni che squillavano, delle sveglie e delle ipoteche – a sembrarmi irreale e remoto. Un mondo che apparteneva soltanto ai sogni.

(CLAIRE)

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«Io non appartengo a questo posto», dissi piano. «Brianna, Roger... non appartengono a questo posto. Jemmy non dovrebbe essere qui; dovrebbe guardare cartoni animati in TV e disegnare automobili e aerei con i pastelli... e non imparare a sparare con un fucile alto quanto lui, e a sventrare un cervo.» Sollevai il viso e chiusi gli occhi, sentendo l’umidità che si posava sulla mia pelle e pesava sulle mie ciglia. «Ma siamo qui. Tutti noi. E siamo qui perché l’amore che provavo per te era superiore a quello che provavo per la mia vita. E perché credevo che tu mi amassi allo stesso modo.

(CLAIRE A JAMIE)

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A quel punto piansi, e non feci nulla per trattenermi. Piansi per quegli anni vuoti, tormentati dal desiderio del tocco di una mano. Anni privi di significato, in cui mi ero sdraiata accanto a un uomo che avevo tradito e per cui non provavo alcuna tenerezza. Piansi per le paure e i dubbi e le sofferenze del presente. Piansi per lui, per me e per Mary MacNab, che conosceva la solitudine... e l’amore

(CLAIRE)

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Sai una cosa? Provo dispiacere per molte cose e per molte persone. Rupert, Murtagh, Dougal... Frank. Malva», aggiunsi sommessamente, con un nodo in gola. «Ma, parlando per me soltanto...» Mi schiarii la voce. «Non mi pento di nulla», continuai, osservando le ombre che s’insinuavano strisciando dagli angoli della stanza. «Di nessuna maledetta cosa.» «Nemmeno io, mo nighean donn», disse, e le sue dita si fermarono, calde sulla mia pelle. «Nemmeno io.»

(CLAIRE E JAMIE)

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Il bisogno di Claire era un bisogno fisico, come la sete per un marinaio rimasto bloccato in mare dalla bonaccia per settimane. L’aveva già avvertito, e piuttosto spesso, negli anni che avevano trascorso separati. Ma perché adesso? Lei era al sicuro; sapeva dove si trovava... forse era solo lo sfinimento delle ultime settimane e degli ultimi giorni a procurargli quel dolore alle ossa, quasi gli fosse stata strappata dal corpo come la costola di Adamo per creare Eva?

(JAMIE)

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Mi strinse a sé in un abbraccio di costole e alito e calore e muscoli, poi mi allontanò un poco e abbassò gli occhi sul mio viso. Da quando l’avevo intravisto sulla barca non aveva smesso di sorridere. E il sorriso gli illuminava gli occhi. Senza dire una parola, mi tolse la cuffia e la gettò oltre il parapetto. Mi passò le mani tra i capelli e si lasciò trasportare arruffandoli, poi mi prese il viso tra le mani e mi baciò, le dita che affondavano nel mio scalpo. Aveva la barba di tre giorni, che mi grattò il viso come carta vetrata, e la sua bocca mi fece sentire a casa comunicandomi una sensazione di sicurezza.

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«La tua espressione», rispose brevemente Ian. «La rivoglio quanto te, Zio Jamie... be’», si corresse con un ghigno ironico, «forse non così tanto... ma la rivoglio indietro. E tu», aggiunse, pungolandogli enfaticamente il petto, «vedi di aspettare.»

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«Mi sono convinto che quello che cercavo era Dio. E forse lo era. Ma Dio non è di carne e sangue, e il suo amore da solo non poteva sostenermi.

(THOMAS CHRISTIE A CLAIRE)


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«Ho già sofferto», riprese con voce rotta, «per l’amore che ho dato e che ho ricevuto; ho passato la mia vita ad amare persone che non ne erano degne. Concedetemi almeno di sacrificare la mia vita per una persona che lo merita.»

(TOM A CLAIRE)

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«Conoscete la Dichiarazione di Arbroath, dico bene? Quattrocento anni fa, furono i nostri antenati e i loro padri a mettere mano a queste parole: ...fino a che anche solo un centinaio di noi resterà vivo, mai noi saremo condotti sotto il dominio inglese, a nessuna condizione.» Si interruppe per riprendere con voce più ferma. «In verità non è per la gloria, non per le ricchezze, non per gli onoriche noi combattiamo, ma per la libertà... per quella sola, a cui nessun uomo retto rinuncerebbe, anche a prezzo della vita stessa.

(JAMIE)



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. «Ho fatto un sogno.» «Un incubo?» Adesso gli capitava di rado, ma qualche volta tornavano: i ricordi sanguinosi di Culloden, della strage e di tutte quelle morti inutili; la fame e il confino della prigione... E ogni tanto, anche se molto di rado, tornava a fargli visita anche Jack Randall con amorevole crudeltà.

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«Non riesco a guardarti dormire senza provare il desiderio di svegliarti, Sassenach.» La sua mano mi afferrò un seno, ora delicata. «Suppongo di sentirmi solo, senza di te.»





CANNONI PER LA LIBERTA' di Diana Gabaldon (La Saga di Jamie e Claire - Vol XI)


La seconda parte del volume A BREATH OF SNOW AND ASHES è sicuramente quella più voluminosa (ben ottocento pagine) per portare a conclusione le tribolate avventure e disavventure della famiglia Fraser. Ho uno strano rapporto con Diana Gabaldon che non ho mai avuto con le altre scrittrici. Ci sono decisamente dei momenti in cui la mia attenzione si perde e finisco per chiedermi perché sto continuando ad andare avanti. Sono quei minuti in cui parte di me si dice che è troppo prolissa, che davvero Roger non mi conquista, e che Brianna l'avrei voluta con qualcun altro. Poi qualcosa accade, ed eccomi di nuovo preda di una strana magia, felice di ritrovare una poesia scoperta per caso ormai molti mesi fa.



La bellezza di questa storia restano Jamie e Claire, anche se non siamo più nel fiore degli anni e davanti abbiamo una coppia di mezza età. Eppure Jamie, anche se nonno, continua ad essere un faro per la sua comunità, per la famiglia, per gli amici e soprattutto per Claire. Temo sempre che prima o poi finirò per disinnamorarmi, ma poi qualcosa succede, basta una frase, una scena e mi rendo conto che l'amore è vivo come prima.



In questa corposissima seconda parte, le vicende sono davvero tantissime, a tratti apparentemente slegate tra di loro, anche se poi abilmente ricongiunte sul finale. La politica e la storia marciano con passo determinato verso la famiglia Fraser, che a differenza di tutti gli altri, sa quello che succederà e quale sarà l'esito finale. Anche se in un primo momento, Jamie funge da uomo del Re, mediatore tra gli indiani per cercare di convincerli a sostenere la causa regale, ben presto, su suggerimento di Claire, e a differenza di moltissimi Highlander che hanno prestato giuramento alla corona, finirà per schierarsi con i ribelli.



Intanto però succedono diecimila altre cose: Fergus e Marsali, insofferenti ed incapaci di continuare a vivere al Ridge, accettano l'offerta di Jamie che è riuscito a trovare un lavoro da tipografo per Fergus, da sempre menomato per via della mano. I due si trasferiscono a New Bern con i bambini e se la comunità del Ridge perde una presenza importante, la loro vita sembra indirizzarsi nel verso giusto.



Intanto Roger decide di prendere gli ordini e onestamente confesso che tutta questa parte di lui e Brianna mi ha alquanto delusa ed annoiata. Se li avevo amati molto nella fase iniziale, pian piano mi sono disaffezionata, pur apprezzando Brianna per il suo evidente carisma e somiglianza con il padre. Ho apprezzato il suo ingegno, il modo in cui si è integrata alla comunità, ma la sua storia con Roger non mi ha per niente conquistata e onestamente vi confesso che avrei gradito se si fosse messa con qualcun altro.



Intanto a salvarmi dalla noia, quando ormai ero convinta che questa seconda parte non potesse prendermi come la prima, sono intervenuti loro, Jamie e Claire. Tagliando buona parte delle altre storie questo libro sarebbe fantastico, come gli altri dedicati alla loro giovinezza. Claire si ammala, durante una epidemia di dissenteria amebica, ma la sua malattia ha un percorso strano, come quello di Thomas Christie, il protestante, compagno di cella di Jamie ai tempi del carcere. Anche lui si è unito alla comunità del Ridge, malgrado la sua morale rigida e i suoi modi sospettosi. Confesso che il suo personaggio è quello che mi ha sorpreso di più.



La disperazione di Jamie all'idea di perdere Claire è sempre commovente e solo questo è valso da solo il rinnamoramento per questa storia. Peccato che anche superando la malattia, i problemi non siano finiti e tutto ruoterà intorno al misterioso ed ambiguo personaggio di Malva Christie, l'allieva alla quale Claire ha sognato di lasciare il suo sapere, trasmettendole le sue conoscenze. Peccato che la ragazza si riveli molto più pericolosa e piena di segreti di quando si potesse immaginare.



Rimasta incinta, la donna incolperà davanti a tutti Jamie, che avrebbe cercato consolazione tra le sue braccia quando Claire era malata. La disperazione della donna, ma poi anche la consapevolezza dell'impossibilità che l'uomo che le è al fianco l'abbia davvero tradita, aggiungeranno dinamica al tutto, con il successivo e macabro omicidio di Malva, trovata con la gola tagliata, nell'orto di Claire.



I sospetti, le voci e poi la folla inferocita che vorrebbe uccidere Claire e Jamie che considerano i responsabili mi hanno nuovamente trascinato in quest'epoca pericolosa e barbara, in un paese in fermento, pieno di miscugli pericolosi, ma affascinanti. Quando Jamie perde Claire, trascinata da una prigione all'altra del paese, mi è sembrato davvero di rivedere la mia coppia mitica, che combatteva per la propria vita e la propria indipendenza in una Scozia brumosa e piena di incanto, alla vigilia di un disastro, dove l'unica cosa che contava era l'amore.



E quando i due si ritrovano, grazie al sacrificio di Thomas Christie, ad un certo punto mi sono resa conto della ragione per cui ero finita nuovamente nella rete di Diana Gabaldon. Non avevo più notizie di Brianna e Roger. Peccato che poi tornino sul finale.



Ma l'illusione di essere tornata indietro mi è stata concessa ancora di più con lo scoppio della guerra e la battaglia che contrappone Jamie agli Highlander che sono rimasti fedeli alla Corona e al loro giuramento. Nel capitolo intitolato I FANTASI DI CULLEDON ho provato un brivido di emozione profonda ritrovando la presenza di Murtagh, personaggio che ho amato e non ho mai dimenticato e se per un momento nella mente di Jamie i fronti si sono confusi, quel flashback sulla battaglia di Culledon ci ha riportato in vita un cattivo mai dimenticato, quel Black Jack che neanche lontanamente può essere sfidato dal pirata che ossessiona gli incubi di Brianna. E rivederlo mentre combatte con Murtagh mi è valsa anche la noi di interi capitoli dedicati ad altro.



L'ultima parte è quella di congedo e chiarimento. La nascita di Amanda in qualche modo segna la fine del periodo di Brianna e Roger nel passato, ma la loro partenza mi addolora solo in prospettiva di una separazione che priverà Jamie di una parte sostanziale della sua famiglia. Per fortuna degli strani sogni lo aiuteranno a comunicare con loro e a sapere che tutto è andato per il verso giusto.


E se scopriamo anche chi era il misterioso assassino di Malva e che fine ha fatto l'oro di Hector Cameron, è quella scena di una Lallybroch ritornata alla discendenza di Jamie Fraser a commuovermi notevolmente, con quella misteriosa scatola riemersa dalle cose del Reverendo che racconta a Brianna e Jamie di quello che è successo dopo la loro partenza.



Malgrado la noia di alcuni momenti, facendo un bilancio completo anche delle vicende di LE NEVI INFUOCATE, devo dire che con questo romanzo la Gabaldon ci ha regalato una grande storia dove Claire e Jamie continuano a brillare di una luce che, malgrado il tempo, non accenna a diminuire.
VOTO: 9

sabato 13 giugno 2015

POLDARK - PUNTATA 3



Dopo una pausa di un paio di settimane eccomi nuovamente a commentare un episodio di POLDARK, serie britannica che ci regala la storia di una famiglia, appunto gli aristocratici Poldark, ed in modo particolare di Ross, il nipote tornato dalla guerra (quella americana) che, dotato di tempra e carattere, decide di risollevare le sorti delle miniere di ferro lasciategli dal padre, malgrado i tempi sembrino essergli contrari.


Diversamente da Francis, il cugino elegante, ma senza carattere che ha però sposato Elizabeth, la donna da lui amata, Ross riesce in qualche modo ad imporsi all'attenzione di tutti per la sua forza di volontà, rispettato soprattutto dai suoi stessi operai della miniera a cui ha ridato la speranza per il futuro. Al suo fianco Demelza, la rossa un po' selvaggia, da lui accolta nella sua casa sta sbocciando sempre di più, tanto da suscitare i pettegolezzi del paese che sostengono che viva nel peccato don Ross.


Molta parte della puntata è in realtà legata a Jimmy, il ragazzino che lui aveva accolto nella sua casa dopo la morte del padre. Il ragazzo si dedica al bracconaggio per mantenere la madre e le sorelle, e la ragazzina di cui si è innamorato e che aspetta un figlio suo. Ross decide di dargli una mano e gli offre una vecchia casa abbandonata di sua proprietà dove Jimmy potrà vivere una volta sposato.


La sua presenza nella vita dei suoi dipendenti viene benedetta, mentre Francis si sente sempre più inadeguato sia nel suo ruolo di marito di Elizabeth, che di padre e di figlio. La donna, pur sempre fedele, è ancora palesemente innamorata del cugino e la nascita dell'erede non sembra appianare le insicurezze del marito, che continua a frequentare amicizie dubbie. Il padre cerca di spronarlo perché segua l'esempio di Ross, ma Francis è solo accecato dal rancore.


Intanto Varity, la sorella, conduce un'esistenza spenta e triste, dopo essere stata costretta a rinunciare all'amore. Ross intanto si rende conto che Demelza è diventata una presenza fondamentale nella sua casa, vivendo in simbiosi con lui e anticipando i suoi bisogni. Durante il battesimo del figlio di Francis ed Elizabeth per caso ascolta i pettegolezzi che circolano su di lui e la ragazza ed indignato se ne va.


Quello che ignora è che Demelza è stata avvicinata dal padre, ora sposatosi con una donna molto religiosa, venuto per chiederle di tornare a casa con lui. La ragazza non vorrebbe, ma sente che Ross acconsentirebbe senza rimpianti, non sentendosi legato a lei allo stesso modo in cui lei sente il legame con lui.


Intanto Jimmy viene arrestato ed in una scena madre in cui Ross spicca con una visione assolutamente moderna di giustizia, l'uomo cerca, inutilmente, di risparmiare il carcere ad un ragazzino che ha cacciato di frode solo per sfamare la famiglia. Non ci riuscirà anche se il ragazzo avrà una pena molto più blanda di molti altri.


Deluso dal suo stesso ceto sociale a dal fatto di non essere riuscito nell'intento, Ross torna furioso a casa, dove Demelza aveva trovato un vestito elegante in uno dei bauli dell'uomo. Il modo in cui lei osserva le sue cose, le sfiora, le spia, esprime una forma di venerazione quasi infantile che commuove e coinvolge, come l'intensa scena in cui lui la rimprovera e caccia, prima di rendersi conto che Demelza è profondamente turbata. 


L'attrazione tra i due è così ben recitata che si trasmette attraverso lo schermo, rivelandosi una delle tante componenti positive di quest'ottimo prodotto. Pur sentendosi tentato, Ross cerca di fare la cosa giusta, mandandola via. Sarà lei a spingerlo a saltare e a colmare le distanze tra di loro.


Peccato che il giorno dopo faccia la sua comparsa (diciamo per caso!!!) l'elegante Elizabeth che con poche battute sulla temporaneità della bellezza di alcuni fiori selvatici, che presto appassiscono, farà precipitare Demelza nuovamente nell'insicurezza e nel desiderio di fuga, che tanto la caratterizza. A riportarla a casa, e addirittura sull'altare, facendo la cosa che lui reputa più appropriata, sarà Ross, convinto che l'unico modo per mettere a tacere le voci, dare a Demelza il ruolo che merita e fare la cosa giusta, sia quello di sposarla.


Puntata intensa, soprattutto nei punti in cui Ross e Demelza interagiscono, come anche il coinvolgimento d Ross nelle dinamiche dei suoi dipendenti. Bellissima come al solito la fotografia, le musiche ed i paesaggi. Piccola nota: nella fase in cui ancora vivo prigioniera del fascino di OUTLANDER ho notato il damasco alle pareti della villa Poldark simile a quello di Lallybroch. Mi sto innamorando di questo periodo storico.

VOTO: 8