Ho sentimenti contrastanti dopo la visione di questo quarantunesimo episodio, il secondo della terza stagione. Una parte di me è davvero arrabbiata e vorrebbe entrare nel pc per afferrare i personaggi e distribuire quattro ceffoni che loro di solito regalano con molta generosità. Un'altra parte di me si chiede che cosa sia successo e se ci vogliano far girare a vuoto in questo mare di frustrazione che perennemente mantiene separati i nostri eroi e che ci induce a vederci intrappolati come i topolini bianchi che corrono sulla ruota senza arrivare mai da nessuna parte. Per fortuna, sul finale, una sorta di mini riscatto c'è e mi induce a sperare, ma quanto mi ha fatto arrabbiare quest'episodio!
La famiglia di Reyyan continua nel suo mondo dispotico a fare di lei quello che vogliono senza considerare che esiste un marito, che è una donna adulta e che potrebbe pensare con la sua testa. Hanno deciso che, dato che Miran ha sparato ad Azat e ha dichiarato alla nonna di volersi ancora vendicare, lei non debba più rimanere sposata con lui. Fanno di tutto e si comportano come se lei non avesse una sua volontà. Il padre Hazar, che è stato perdonato da poco dalla figlia per le sue bugie sulla sua identità, sembra più feroce degli altri, deciso a troncare il rapporto tra la figlia e l'uomo che ama.
Sorpresa in compagnia del marito (e sì è ancora il marito!), la costringe a lasciarlo, la trascina a casa dove già la famiglia bisbetica le ha preparato le carte del divorzio da firmare, con tanto di avvocato che la stava aspettando. Un altro personaggio si sarebbe imposto. Reyyan firma, anche se spera nel suo cuore che qualcosa fermi quest'evento che lei comunque considera catastrofico. Il modo in cui decidono della sua vita è vergognoso, ma posso capire il contesto che è quello dove la prendevano a ceffoni un giorno sì e l'altro pure, nel silenzio assoluto dei suoi genitori che si suppone l'amassero.
Miran soffre per la separazione, arriva al punto di comprare la casa accanto a quella degli Şadoğlu, per poter tranquillamente saltare il muretto e trovarsi sul tetto della loro casa dove incontrare la propria moglie. Reyyan è lusingata, lui invece, eterno Otello, vede seduto accanto a lei, durante la cena di famiglia, il misterioso Aslan e comincia a vedere rosso.
La moglie lo prega di mantenere la calma, ma per una volta tanto il suo furore è giustificato. Aslan è un tipo strano. Il suo compito sarebbe quello di aiutare i due innamorati e di vendicarsi della nonna che lo ha strappato alla sua famiglia, ma la sua ossessione segreta per Reyyan ce lo mette in cattiva luce e quando entra in possesso della lettera di Dilşah, quella che Zehra, smarrita chissà dove e dimentica di tutti i problemi della figlia e della sua famiglia, aveva cucito nella bambola di Gül, temporeggia invece di darla a Miran, risolvendo vari conflitti.
Mahfuz, il padre di Reyyan, insinua che lui speri di avere una possibilità con Reyyan ed è per questo che non l'ha ancora consegnata. Scopriamo infatti che l'uomo che aveva rapito Reyyan nella seconda stagione, durante il confronto tra le due famiglie nella villa di campagna, è proprio Aslan. Reyyan aveva raccontato della presenza di qualcuno di inquietante nella stanza che la spiava. Ovviamente era lui.
La gelosia di Miran quindi ci sembra stranamente giustificata, mentre non capiamo come lui possa avere la foto scattata da Aslan nella sua stanza che lo ritrae con Reyyan. Strano scivolone di una produzione che in generale è molto attenta ai dettagli.
Intanto Reyyan viene costretta ad andare in tribunale per firmare il divorzio. Miran ha detto che lo vuole per convincere la nonna della sua intenzione di vendicarsi, anche se il suo scopo è quello di smascherarla davanti a tutti, ma neanche lui è così propenso. Per fortuna ci salva da questa separazione che risultava piuttosto forzata dopo tutto quello che hanno passato, la stessa Reyyan che blocca il padre fuori dal tribunale per dirgli che non può divorziare perché aspetta un bambino da Miran.
A questo punto per un attimo ci ho creduto anch'io, pur sapendo che non poteva essere opera dello Spirito Santo, ma ho pensato che l'estremo pudore di queste produzioni (dopo averci illuso con il bacio sul ponte ed essere stati multati) ci avesse fatto perdere un momento fondamentale nell'evoluzione di quest'amore estremamente intenso, ma difficilmente consumato.
Si rivelerà una bugia, quando lo svelerà a Miran che però la guarda quasi con il mio stesso stupore. Ovviamente Reyyan ha mentito per convincere il padre sul fatto che non possa divorziare. Per tutto il resto del mondo risulteranno separati, ma in realtà restano ancora marito e moglie.
La gioia della mancata separazione dura poco, il tempo di tornare a casa della famiglia Şadoğlu che il nonno terribile, Nasuh, si sta sbarazzando del povero Mavi, avendo deciso anche che Reyyan, oltre al divorzio, non può neanche circolare fuori dalla casa. Verrebbe voglia di unirsi alla vendetta di Azize e di fargli fuoco una volta per tutte.
Il dolore di Reyyan per fortuna dura poco perché il marito in incognito la rapisce la sera per portarla alla casa nella radura, dove le mostra il povero Mavi, recuperato solo per lei. E quando le dice di aver fatto testamento, nel caso le cose si dovrebbero mettere male, perché non debba mai più dipendere dalla sua famiglia, ci viene davvero voglia di coccolare questo povero sventurato ragazzo che ha tutti i pregi per diventare davvero un principe azzurro, malgrado il mantello nero che sua nonna ha cucito per lui.
E mentre i nostri due innamorati si baciano felici, pensando a un possibile futuro insieme, nella notte l'inquietante (e mi dispiace assai perché l'attore è molto fascinoso!) Aslan li spia, chiaramente non intenzionato ad aiutarli per colpa della sua passione insana per Reyyan. Speriamo che andando avanti il fastidio provato in questo episodio si attenui! Gli elementi per amare la serie ci sono ancora. Cercherò di aggrapparmi a quello.
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