Pur procedendo con una certa lentezza, sto andando avanti con la visione di questo racconto delicato, appassionato e sincero. Franz è sottoposto ad un processo che, alla luce delle macchinazioni di Manfred, sembra non presentare possibilità di assoluzione.
I suoi documenti ritrovati nei pressi dell'incidente, un movente possente, come la relazione che Silvia aveva con suo fratello ed il fatto di essere la figlia dell'uomo che aveva ucciso sua madre, vengono rafforzati da alcune testimonianze costruite ad hoc da parte dell'uomo che lo odia più di ogni altra cosa.
Manfred ha riversato su Franz tutte le sue frustrazioni, l'odio per il prossimo, per le umiliazioni che Ernest gli ha inflitto durante tutta la sua vita. Anche in occasione del processo, l'uomo la cui ammirazione e il cui affetto per lui valgono più di ogni altra cosa testimonia in favore del figlio prediletto.
In quest'occasione, non solo Ernest prende le parti di Franz, ma chiede perdono per il modo in cui ha ostacolato la sua relazione con Amelia, in definitiva l'unica donna che davvero lo ha amato e gli è rimasta vicino malgrado le mille difficoltà.
La sua testimonianza non basterà, anche perché Manfred ha pagato vari testimoni che giurano che Silvia si sentiva minacciata dal marito e che è proprio Franz la persona vista che inseguiva l'auto della donna.
La condanna è inevitabile. Dovrà rimanere in carcere per trent'anni. Franz è disperato ed Amelia si consuma nel dolore, malgrado la piccola Pérola faccia uno dei suoi sogni rivelatori. Ritrovandosi nel mondo dei morti, incontra la figlia di Salvador, quella che è morta al posto di Silvia, che le rivela che lei non è presente nel mondo dei morti, ma che si trova ancora tra i vivi.
Anche se tutti sanno che Pérola è una bambina particolare, nessuno da peso davvero alle sue parole, anche se Silvia si sveglia nella capanna dei due signori che l'hanno curata, confusa e senza ricordi. Loro le parlano di Franz e del processo, ma lei non ricorda nulla e per il momento non è in grado di aiutare il nostro protagonista.
Manfred, libero dalla presenza di Franz, cerca di insediare Amelia, venuta a portare la piccola Pérola dal nonno. Sarà l'intervento proprio di quest'ultimo ad aiutarla a fuggire dalle sue grinfie, anche se poi l'uomo deciderà di vendicarsi andando in prigione per insinuare a Franz che Amélia si è data a lui.
L'uomo non ci crede neanche un istante, ma è preoccupato da quello che Manfred potrebbe fare alla donna che ama e finisce per accettare il piano degli altri carcerati che stanno solo aspettando il momento propizio, ovvero il trasferimento in un altro carcere, per poter fuggire.
Per quanto riguarda gli altri personaggi, assistiamo alla lotta di Gaia contro Laura per l'affidamento di Giuseppe, il cui cuore è diviso tra queste due mamme che lui sente di amare, mentre la parte comica è affidata ad Aurora e Davi, che dovrebbero convolare a giuste nozze, ma vengono ostacolati dal coreografo di lei, contrario al matrimonio, che decide di rapirla la mattina in cui dovrebbe andare al cabaret dove tutti l'aspettano. Ovviamente non ha fatto i conti con un carattere determinato come quello di Aurora che si libererà da sola.
Marianna Vidal è una scrittrice dotata di una penna capace, interessata a storie sentimentali che sappiano spingere più in là di un semplice racconto d'amore. I suoi libri ci creano sempre un mondo, personaggi che in qualche modo prendono vita davanti ai nostri occhi e che possono poi tranquillamente continuare a vivere anche dopo la lettura dell'ultima pagina. È una scrittrice adatta a quelle lettrici che vogliono perdersi in una trama che sappia mescolare elementi diversi, mettendo in primo piano quelli romantici.

NON INNAMORARTI DI ME segue in qualche modo lo stesso filone dei romanzi precedenti, ma allo stesso tempo marca un cambiamento significativo nella sua scrittura. Ci aveva in qualche modo abituato alla terza persona, allo sguardo attento del narratore che, senza far pesare eccessivamente la sua presenza nel racconto, ci aiutava a visualizzare il suo mondo narrativo così come lei lo aveva concepito per i suoi lettori, pur lasciando loro la possibilità di colorarlo con le sfumature preferite da ciascuno di noi.
Questo volume, slegato da qualsiasi saga, ci offre un tuffo nella mente e nella personalità dei protagonisti, a cui concede di raccontarci in prima persona le loro emozioni, i loro turbamenti, le loro vicende piuttosto complicate.
Lontano dai paesaggi assolati o invernali della sua bella Ischia, NON INNAMORARTI DI ME si muove su un registro prettamente italiano, pur offrendoci delle brevi escursioni estere (quali Parigi e New York), ma il cuore pulsante di tutto è Roma, la città Eterna, con le sue strade lastricate, con i suoi locali notturni, con i suoi ponti sospesi, dove la notte è palpitante, giovane e dinamica, e allo stesso tempo offre mille racconti, pieni di sfumature.
Fabiola e Lorenzo si amano fin dal primo giorno in cui si sono incontrati, in un orfanotrofio romano, Il Biancaneve, dove sono stati accolti da una coppia che si occupa di tutti i bambini sventurati che arrivano da loro. Lorenzo è un ragazzino complicato, rissoso e pieno di problemi, abbandonato quando aveva cinque anni da genitori che gli hanno lasciato solo dei passaporti con foto stracciate e nomi falsi.
Fabiola è una bambina rimasta orfana, dopo la tragica morte di suo padre, investito sulla Tuscolana, una notte di pioggia. Tutto il suo dolore combatte con una forza altrettanto potente e determinata, che guiderà la sua vita, cioè il desiderio di farla pagare alla donna che reputa responsabile della sua infelicità: Marina Lovato, la compagna di suo padre, che non si è voluta fare carico di lei e che l'ha lasciata nelle mani delle autorità.
Il destino dei due ragazzini sembra essere segnato dal distacco, soprattutto quando Fabiola viene adottata da una coppia di francesi che la portano lontano dall'Italia. I due si promettono, in modo adolescenziale, di continuare ad amarsi, ma la vita passa per entrambi, portando grossi cambiamenti. L'unico punto fermo nella vita di Fabiola, ribattezzata Nicole Debois, è il desiderio di far pagare Marina Lobato, che nel frattempo, per uno strano colpo di fortuna, sposa Marco Fiore, uno degli showman più famosi della televisione nazionale.
Tredici anni dopo Nicole torna a Roma decisa a distruggere la sua nemica, che reputa responsabile di aver truffato suo padre e di aver in qualche modo determinato la sua morte. Ha studiato il piano in tutti i dettagli. Sa perfettamente cosa fare. Dovrà incontrare Marco Fiore, diventare la sua assistente, sedurlo e allontanarlo dalla donna che è sicura distruggerà anche lui.
Peccato che ad ostacolare i suoi piani sia ancora una volta il destino, perché Marco, uomo generoso, attento e colto, ha adottato tredici anni prima un ragazzino dell'orfanotrofio Biancaneve, Lorenzo, che è diventato un giovane uomo problematico, ma assolutamente affascinante.
Quando i due si rivedono, alla tenerezza del passato si aggiunge una fiamma intensa di desiderio e l'attrazione è inevitabile, ma Lorenzo odia le bugie e si rende conto che Nicole, o meglio Fabiola, non fa che raccontargliene, giocando con i suoi sentimenti.
La sua vita è già piena di problemi, diviso tra un'adorazione sincera e assoluta per il padre e un astio inspiegabile per la donna che continua a presentarsi come sua madre, Marina, ma che lui sente di non poter amare nello stesso modo.
Nel racconto delle vicende che coinvolgono Fabiola e Lorenzo, prendono vita mille altri personaggi, con i loro caratteri, le loro peculiarità, come Mirko, l'amico fedele, Virginia, che lungi dall'essere un'antagonista classica, si rivela una donna vera e credibile nei suoi sentimenti, Maurizio il donnaiolo imperterrito, che pur resta sentimentalmente legato a un'unica donna per tutta la vita, la giovane e sensibile Sabina.
Con la sua penna, la Vidal crea un mondo di personaggi che si fa fatica a lasciar andare alla fine del romanzo, tanto che si vorrebbe davvero continuare a vivere con loro per sapere come andranno avanti le vicende. La trama è ricca di passioni e di colpi di scena ed è imperdibile per tutti gli appassionati, o quelli che cercano una storia d'amore che sappia insaporire il racconto di una vita.
Ieri sera ci sono cascata di nuovo. La verità è che la Pilcher scriveva romanzi con una trama che sicuramente in un contesto letterario avevano un suo fascino, ma che portati sul piccolo schermo, pur conservando uno scheletro narrativo di un certo interesse, vengono svuotati dalla psicologia interna dei personaggi e finiscono per apparire piuttosto blandi.
In realtà questo film, pur non rappresentando nessun capolavoro, si presentava piuttosto scorrevole e meno scontato. Sarah e Michael sono una coppia di giovani australiani in crisi, dopo la perdita del bambino che lei aspettava. Nella speranza che un nuovo ambiente possa in qualche modo rianimare la loro vita, i due decidono di accettare uno scambio di casa. Loro cederanno quella di Malbourne per un mese ad una vecchia coppia inglese, Olivia e Fergus, ed in cambio vivranno a casa loro in Cornovaglia.
In realtà è soprattutto Sarah che vivrà lì, in quanto Michael ne approfitta per sbrigare alcuni affari a Londra, dove si è guadagnato un appalto come architetto.
Appena arrivata in Cornovaglia, Sarah scopre che la casa dove dovrà vivere è una lussuosa mansione storica in decadenza, Berkley House, dove vive anche il vecchio Albert e dove presto incontra l'avvocato David Leary, che rappresenta un importante cliente che rivendica la proprietà.
Durante la notte un incendio appiccato alle stalle, dove si trovano i cavalli di valore della coppia, rischia di uccidere gli animali e di mandare in fumo una parte importante della mansione. Sarah, insieme a Albert, riescono a salvare i cavalli e far spegnere l'incendio.
La donna finisce per scontrarsi diverse volte con David, ma ben presto, nel tentativo di ritrovare la coppia, che si scopre non aver mai lasciato l'Inghilterra, i due si lasciano coinvolgere anche dai loro sentimenti, mentre il rapporto tra Sarah e Michael entra sempre più in crisi.
Ovviamente alla fine trionferà l'amore, quello vero, con la A maiuscola, pur con un pizzico di rischio da affrontare ed un cambio di vita che indurrà Sarah a fare scelte completamente diverse rispetto al passato, mentre le vicende di Berkley House si risolvono felicemente, come è giusto che sia in una storia di questo tipo.
Posti incantevoli, trama carina, senza grande sconvolgimenti, attori meno stonati del solito. Piacevole.
In questo periodo sospeso, in cui tutto sembra essersi fermato, ho una strana voglia di film e la sera cerco tra i vari canali disponibili in chiaro qualche pellicola che possa distrarmi. Ieri, tra le poche alternative disponibili, mi sono imbattuta in questo film di diversi anni fa, ramake di una pellicola ben più celebre e riuscita, ovvero Il Cowboy con il velo da sposa del 1961.
Se nella versione originale l'incredibile somiglianza delle due gemelle era dovuto al fatto che i loro genitori, separati quando loro erano molto piccole, non hanno raccontato alle figlie di avere una sorella gemella, qui la somiglianza è semplicemente miracolosa.
Alyssa Callaway e Amanda Lemmon, pur essendo identiche, hanno due vite completamente diverse. Alyssa è figlia di un miliardario rimasto vedovo da dieci anni, mentre Amanda è un'orfana che vive in un centro dove è coccolata da Diane Barrows, un'assistente che, pur volendo adottarla, non può farlo perché non è sposata.
I loro destini si incrociano quando Alyssa torna dall'Europa per volontà del padre che ha deciso di sposarsi con una fidanzata interessata solo alla sua posizione e al suo denaro. La loro villa si trova accanto ad un camping organizzato per ragazzi orfani di New York, dove Alyssa incontra Amanda.
Le due decidono quasi per gioco di scambiarsi i ruoli per permettere ad Alyssa di avere accanto Diane e ad Amanda di scoprire cosa si prova ad avere un padre. Ben presto le due ragazze decidono di fare di tutto perché Diane e Roger si conoscano e si innamorino, realizzando la famiglia che entrambe le ragazze sognano.
L'idea originale resta interessante, ma in qualche modo in questo film viene diluita tutta la sua forza di base, diventando solo un pretesto per mostrarci le gemelle Olsen, all'epoca nell'apice della loro gloria e offrire ai telespettatori qualche momento di svago, senza troppo impegno. Resto comunque affezionata alla versione del 61, decisamente più coinvolgente.
Non so perché alla fine ci casco sempre. Forse perché esistono certo periodi della vita in cui abbiamo un bisogno assoluto di staccare, di evadere e di non impegnarci troppo in pensieri drammatici e sicuramente in questa fase storica il desiderio di staccare dalla pandemia, dalle ansie sull'economia e sul futuro è quanto mai forte.
Sabato sera, cercando qualcosa per tv che potesse distrarmi, sono approdata su La 5, canale che di solito trasmette storie sentimentali e adatte ad un pubblico femminile. Possiamo dire che c'è quasi un appuntamento fisso con i film tedeschi tratti dai romanzi di Rosamund Pilcher. Un'altra autrice che la Germania ama in modo particolare è Inga Lindstrom, che in realtà è Christiane Sadlo, scrittrice, giornalista e sceneggiatrice tedesca.
La storia di SOMMERLUND PER SEMPRE è piuttosto semplice e tipica dei romanzi rosa, il che significa tutto e niente allo stesso tempo. Gli elementi di trama ci sono; quello che pecca è sempre la rappresentazione televisiva, che appare insipida e svuotata di qualsiasi profondità.
Ho letto libri della Pilcher e la realizzazione televisiva non rende onore a quelli che sono i suoi romanzi. Il ciclo di Inga Lindstrom provoca lo stesso effetto, pur inducendoti poi a seguire la trama.
Bertil Hanson (interpretato da Mathis Landwehr) è un avvocato di successo che vive a Stoccolma, in compagnia del figlio di dieci anni, Paul, dopo che la moglie è morta due anni prima.Il ricordo della mogli è ancora molto presente e l'uomo cerca di schivare le avance di una collega che cerca in tutti i modi di sedurlo.
Paul, un giorno, contatta telefonicamente un call centre per risolvere un problema che ha avuto con la lavatrice. A rispondergli è Britta (Anna Rot), una ragazza di Sommerlund che nel tempo libero si dedica a restaurare barche di legno, sognando un giorno di trasformarlo nel suo vero lavoro.
Paul organizza un viaggio con il padre, senza rivelargli il suo vero intento, per portarlo a Sommerlund, nella speranza di incontrare la donna, che nel frattempo è fidanzata con Thomas e prossima alle nozze, pur essendo molto diversa dal ragazzo.
Bertil e Britta s'incontrano e tra loro nasce subito una certa attrazione, ma gli ostacoli da superare non sono pochi, anche se, come è tipico di tutte le storie sentimentali, il lieto fine è in agguato.
Film senza grandi pretese, con attori che sembrano piuttosto blandi, poco coinvolti, e una regia che si limita a fare il compito che gli è stato affidato, senza grandi slanci e profondità, ma si rivela un film adatto a passare una serata tranquilla, senza grandi sbalzi emozionali.
Franz è una brava persona e anche se il commissario sospetta che possa davvero essere responsabile della morte della moglie, uccisa in un momento di impeto per la relazione che aveva con suo fratello, o per averlo ingannato dieci anni, mentendogli sulla sua vera identità, finisce per accettare le sue preghiere di rimandare l'arresto preventivo, in attesa del processo.
Franz vuole prima sposare Amélia, dandole la possibilità di avere quella felicità così a lungo rimandata. Per questa ragione tace, a lei e alla famiglia, quello che ha concordato con il commissario, ovvero che si costituirà subito dopo le nozze.
Amélia vive i suoi momenti felici, ignorando il dolore che si avvicina. Le nozze vengono celebrate nel "cortizo" alla presenza di tutti gli amici di una vita, celebrato da Tempa, con un rito che è un misto tra quello buddista e quello cattolico. Peccato che a minacciare la loro felicità arrivi Manfred, deciso a tutto pur di privare Franz di tutto quello che ha.
La notizia del suo arresto arriva a sconvolgere la felicità dei presenti e Franz, fedele alla parola data, si presenta in commissariato, facendosi arrestare. Amélia è disperata e non riesce ad accettare che tutto possa ripetersi di nuovo. In realtà, grazie alla cauzione, alla fine Franz viene rimandato a casa in attesa del processo.
La piccola Pérola in realtà ha fatto un sogno premonitore, o meglio rivelatore, perché ha visto l'esplosione della macchina di Silvia e Manfred che osservava la scena dall'alto. Pur sospettando tutti che le prove presentate in qualche modo possono essere state costruite ad arte proprio da lui, non hanno la possibilità di dimostrarlo.
Il processo arriva e a testimoniare vengono chiamati un po' tutti per dare la loro versione dei fatti, del matrimonio tra Franz e Silvia, per cercare di ricostruire quello che è successo. In realtà le false testimonianze di Manfred e dell'uomo da lui pagato sembrano confermare la colpevolezza di Franz, che disperato vede sempre di più le porte del carcere chiudersi su di lui.
Intanto un'altra storia che procede è quella di Toni e Gaia. Laura, che era fuggita con Tavinho, appoggiata da Arthur, finisce per pentirsi del suo gesto e quando il bambino, che ha sentito i suoi discorsi con il pittore, le chiede di tornare a Rio per incontrare i suoi genitori naturali, Laura finisce per cedere.
La gioia di Toni e di Gaia è enorme e Hilda, pur appoggiando il marito, è preoccupata da quello che potrebbe determinare nel loro rapporto. Nel frattempo al cabaret ancora una volta il panico di cantare davanti al pubblico la blocca e Arlindo si chiede come fare per utilizzare una voce come la sua.