Questa domenica pomeriggio ero alla ricerca di qualcosa da vedere e alla fine mi sono imbattuta in questo film, sempre di PASSIONFLIX, tratto dal romanzo di Carly Phillips ed Erika Wilde. Non avevo letto il libro, a differenza di GABRIEL'S INFERNO, e quindi non ero preparata alla storia che avevo davanti.
Il film ci presenta la ricca protagonista, Samantha Jamieson, figlia di un potente uomo d'affari, che sorprende il padre mentre conclude un nuovo affare con un suo socio, quello di sposare la figlia in modo che l'azienda rimanga interamente in famiglia.
Offesa da questa decisione che la taglia completamente fuori, Samantha affronta il padre e decide di tagliare i ponti con la famiglia per cercare di lottare e diventare indipendente. La sua prima tappa, in questo suo percorso di ribellione, è un bar dove ha deciso di prendersi una sbornia colossale, ma il destino guida i suoi passi nel bar di Clay Kincaid, il sexy proprietario che s'intenerisce e le offre una mano.
Clay non si considera un santo, malgrado tutti lo chiamino Saint, per la sua propensione ad aiutare quelli che si trovano in difficoltà. Lui si vede come un peccatore, con un oscuro passato, che condivide con i suoi due fratelli, molto diversi da lui.
Samantha ne è subito attratta e lotta per farlo cadere nella sua rete, anche se Clay cerca in tutti i modi di mantenere le distanze, anche se la sua nuova cameriera è gentile, sexy e simpatica con tutti. I suoi fratelli lo prendono in giro, Catherine, la sua amica, insinua che non deve lasciarsela scappare e Samantha, con impegno e decisione, alla fine riuscirà a farlo cadere.
Nel frattempo la ragazza lotta per conquistare una sua autonomia, per poter affermarsi come persona, inseguendo quello che è sempre stato il suo sogno segreto: quello di diventare una pasticcera. Clay l'aiuta e la sostiene e la loro unione sembra diventare sempre più solita, fino a quando il passato oscuro di Clay non bussa alla sua porta.
Il film è carino, sexy come lo annuncia il nome e abbastanza scorrevole, anche se il finale appare piuttosto semplicistico, come se si dovesse per forza trovare il lieto fine. Mi rendo conto che è una commedia romantica, ma immagino e spero che il libro abbia risolto i vari problemi in maniera più convincente. Nel complesso, comunque, resta una pellicola piacevole adatta a staccare la spina per meno di due ore.
Ed eccoci arrivati ad un punto che, in qualsiasi prodotto di questo tipo, davvero odio dal profondo. Essendo tornata Silvia in scena, molte situazioni irrisolte si sarebbero potute chiarire, con la sua testimonianza e l'assoluzione di Franz, ma ovviamente, rimasta da sola in strada, ecco arrivare Manfred.
Lui in qualche modo la irretisce, trascinandola lontano e raccontandogli una versione della storia che, la sua mente confusa, finisce per credere. Franz diventa il marito pericolosa che ha tentato di ucciderla e lei, pur di salvarsi, si reca nell'appartamento di Viktor per portare via anche il bambino che hanno avuto, lasciandogli solo un biglietto.
Viktor usa proprio quel foglio per andare dalla polizia e denunciare che la compagna è ancora viva, ma i tempi biblici della burocrazia brasiliana sembrano molto simili ai nostri ed ecco che il tempo passa perché la perizia calligrafica possa essere eseguita.
Alla fine risulta che la donna è ancora viva, ma lei è barricata a casa di Manfred che cerca di convincerla della sua versione utilizzando tutti i mezzi a sua disposizione. Nel frattempo ha anche il tempo per infastidire Ernest, che aveva trovato lavoro nel club di Pasos, costretto poi a mandarlo via.
Se la sua redenzione segue un filo lineare, nel frattempo ci godiamo il matrimonio orientaleggiante di Amazona e la soubrette di cui si era innamorato. I due sono una coppia affiatate e sembrano destinati solo alla felicità.
Chi è sul piede di guerra invece è Aurora e Davi. La prima ha deciso di frequentare Fabricio, suscitando la gelosia di Lola, che per ripicca ripiega su Davi e il triangolo diventa quadrato. Mancheranno ancora una manciata di episodi, ma spero che le vicende accelerino un po' il ritmo, per non rovinare una storia che tutto sommato è stata molto carina fino a questo momento.
Ieri sera non trasmettevano niente d'interessante in televisione e mi sono portata avanti con JOIA RARA, che avevo lasciato nella piena follia di Manfred, da cui Ernest Hauser era riuscito a sottrarsi chiedendo il perdono di Amélia e ottenendolo solo grazie all'intercessione della piccola Pérola.
Adesso che l'uomo vive con la giovane nuora, sembra quasi sereno, mentre Manfred è oltre ogni limite e sua madre, preoccupata per la sua salute, contatta dei medici perché gli possano prescrivere una cura.
Intanto la piccola Pérola è sempre più convinta del fatto che Silvia sia ancora viva e, chiedendo l'aiuto di Yolanda, si fa accompagnare dal padre, che prega di andare nella capanna nel bosco, che lui aveva sognato.
Franz sa che la figlia che il destino gli ha donato è molto particolare e alla fine cede, travestendosi e recandosi nel capanno, dove trova tracce di Silvia: il suo anello, un ritratto fattole da Viktor, articoli di giornale che parlando del processo, tanto che il giovane si convince che la donna sia ancora viva.
Silvia nel frattempo, spinta soprattutto dalla donna che si è presa cura di lei e che è andata a lavorare da Vikor, decide di farsi vedere dal giovane, che continua a soffrire per la sua assenza. I due si ritrovano, ma la mente confusa della giovane le impedisce di capire quali sono i suoi nemici e quali i veri amici.
Vikor riesce però a convincerla che deve andare dalla polizia per raccontare la verità e scagionare suo fratello. Peccato che, mentre lei lo aspetta in strada, viene avvicinata da Manfred, che sicuramente la allontanerà dal proprio obiettivo.
Nel frattempo i rapporti tra Davi e Aurora si compromettono e la diva decide anche di vendicarsi di Lola, che vorrebbe strapparle il suo coreografo. La guerra tra le due soubrette sembra destinata a durare.
Tra i romanzi di Rosamunde Pilcher che ho letto nel passato, mi è rimasto il ricordo di RITORNO A CASA, una storia d'epoca, ambientata nell'Inghilterra degli anni trenta e quaranta, che, con tocco delicato, racconta le vicende di Judith Dunbar, una giovane di buona famiglia che viene mandata in collegio quando aveva solo quindici anni, mentre la sua famiglia, con la sorellina piccola, Jess, si trasferiva a Singapore per affari.
Guardando un po' in giro ho recuperato questa serie divisa in due episodi, frutto di una collaborazione anglo-tedesca, che mi ha dato la speranza che fosse adattata meglio al piccolo schermo, rispetto alle infinite versioni offerte dalla televisione tedesca. Ed effettivamente devo dire che la differenza si nota fin dal primo episodio.
La storia inizia con Judith (interpretata in questa fase della storia da una giovanissima Keira Knightley) che entra in collegio, mentre la sua famiglia parte. Qui conosce la biondissima e ribelle Loveday Carey-Lewis, che diventerà la sua migliore amica.
È proprio Loveday che la introduce a Nancherrow, la splendida dimora in Cornovaglia dove vive la famiglia Carey-Lewis: due sorelle e un fratello, Edward, che subito conquista la piccola Loveday, malgrado sia più grande di lei.
La famiglia Carey-Lewis, in realtà, è un nucleo affiatato di gente amichevole che accoglie tutte le persone bisognose nel loro circolo, tra cui il giovane Jeremy, un medico, Tom, un vecchio corteggiatore e numerosi altri personaggi. Tutti si affezionano a Loveday che riesce in qualche modo a vincere la distanza dalla famiglia grazie al loro calore e al loro affetto.
Durante una visita a casa di un'eccentrica zia, Judith viene infastidita da un vecchio corteggiatore della donna e l'esperienza la segnerà, anche se, divenuta adulta e avendo ereditato le proprietà della zia, la sua vita sembra scorrere verso binari sereni, anche se siamo all'alba di una guerra terribile che sconvolgerà tutte le loro vite.
Prima che i destini dei personaggi si compiano, durante una romantica estate, Loveday s'innamora ricambiata di un eccentrico pittore, venuto per il ritratto a Diana, sua madre; Judith offre il suo cuore al romantico Edward, senza rendersi conto che Jeremy è innamorato di lei, e quest'ultimo, pur volendole bene, le dice di non sentirsi pronto per impegnarsi con lei.
La guerra arriva, sconvolgendo il testino di tutti. Judith è entrata come ausiliaria nell'esercito e a Londra da il suo contributo, i ragazzi si sono arruolati ed quando Edward rivede Judith in occasione della morte di una sua zia, le svela di aver capito di aver commesso un errore, respingendola e le chiede di sposarlo.
Il tempo è passato e la disillusione è stata forte, al punto che lei rifiuta, dichiarando di non amarlo più. Poco tempo dopo, l'aereo di Edward viene abbattuto e il mondo felice di Nancherrow viene sconvolto per sempre.
A fine maggio, sulla piattaforma in streaming PASSIONFLIX, è uscito un film che stavano aspettando da molto, basato sulla trilogia di Sylvain Reynard, GABRIEL'S INFERNO, dove avevano dato il ruolo del fascinoso protagonista ad uno dei belli della televisione italiana, Giulio Berruti.
Ho seguito nei mesi le varie riprese, pur non applicandomi più di tanto, mossa da una lieve curiosità e da un senso di patriottismo che mi induceva a voler vedere Berruti in un contesto internazionale come la produzione di PASSIONFLIX. La storia in realtà mi aveva abbastanza convinto, pur non avendo ancora proseguito, per impegni di letture varie, con la trilogia ed essendomi fermata al primo volume.
Ieri mattina ho approfittato per recuperare il film e devo dire che, anche rispetto ad altri che avevo visto (a eccezione forse di THE PROTECTOR), GABRIEL'S INFERNO spicca con una regia molto più accurata, attori in parte e un tentativo di fare un passo in avanti nella realizzazione di questi adattamenti dei romance più famosi.
La storia inizia con il requiem di Mozart, la Lacrimosa, e con un quadro, quello che raffigura l'incontro di Dante e Beatrice che tornerà costante nel racconto delle vicende. Lo stacco sulla realtà contemporanea e sui banchi dell'università dove studia Julia, la nostra protagonista, ci riporta subito in un contesto decisamente diverso.
Gabriel O. Emerson è uno stimato e fascinoso professore universitario, esperto in studi danteschi. Julia è una ragazza che viene da lontano, apparentemente timida e impacciata, che subisce i rimproveri e il malumore di Emerson, pur conquistando la simpatia di Paul, uno specializzando che la prende sotto la sua ala.
Emerson, per un malinteso, caccia Julia dal suo corso, ma poco dopo, ritrovandola infreddolita sotto la pioggia, viene preso da un momento di pietà e decide di accompagnarla a casa, scoprendo non solo una vera e propria passione per Dante, che condivide con lui, ma anche delle condizioni di estrema povertà.
Pentito di aver riversato su di lei il dolore per la perdita di Grace, la donna che lo ha adottato quando aveva nove anni, e che l'ha cresciuto come un figlio, Gabriel la riaccoglie nel suo corso, per scoprire, poco tempo dopo che Julia è la miglior amica di sua sorella Rachel, venuta a trovarlo.
La presenza della ragazza li costringe in qualche modo ad interagire e l'attrazione che Gabriel prova per lei è tale da dover lottare combattere con forza, per non rovinare la sua carriera universitaria, pur provando gelosia per Paul e insofferenza per le condizioni di miseria in cui si trova la ragazza.
Inoltre Gabriel ha la sensazione di averla già vista da qualche parte, anche se sua sorella gli ha rivelato che i due non si sono mai incontrati.
Si tratta di una bugia, in quanto Julia conserva gelosamente la fotografia di un Gabriel molto più giovane, che lei aveva conosciuto quando aveva solo diciassette anni ed era un uomo turbolento e pieno di problemi. Era stato il suo primo bacio, ma lui sembra aver dimenticato ogni cosa e lei non vuole ricordarglielo, nascondendo anche un'esperienza traumatica che l'ha portata a fuggire dalla sua città.
Berruti e Zanetti, i due protagonisti, sono molto affiatati e ben centrati nella parte. Riescono a far rivivere Gabriel e Julia alla perfezione, mantenendo quella tensione narrativa presente anche nei romanzi.
La sgradita sorpresa (per me che non amo i finali aperti, in quanto sto aspettando da una vita il continuo di DRIVEN sempre di PASSIONFLIX) è che la storia s'interrompe in un momento cruciale, che non rappresenta però il finale del primo volume.
A questo punto non mi resta che aspettare, pregando la riapertura dei set, e la disponibilità degli attori. Sicuramente in questo modo non ci sono tagli rispetto al romanzo, ma ci toccherà attendere per poter vedere la conclusione almeno della prima parte di GABRIEL'S INFERNO. Film comunque da vedere per tutti quelli che hanno amato il romanzo, ma anche adatto a quelli che non lo hanno ancora letto. P.S. Ho adorato anche la musica, dalla Lacrimosa del Requiem di Mozart alla Besame mucho, cantata nel locale dove Julia e Gabriel ballano.
Ho accelerato la visione di questa piccola storia di altri tempi, mossa dal desiderio di sbloccare lo stallo in cui eravamo caduti, con Silvia che non ricorda il suo passato, Franz nascosto e Manfred che ricatta e tortura Ernest.
Nella visione di questa manciata d'episodi finalmente la situazione evolve, grazie (o forse per colpa) di Lola, la subrette del cabaret Pacheco Leal, fidanzata con Fabrizio, il comunista amico dei protagonisti.
L'uomo ha notato che la donna, ogni volta che si parla di Manfred, assume una strana espressione e lascia la stanza. Un giorno la costringe a confessare e Lola, in un mare di lacrime, racconta di essere stata lei la persona che ha tradito i suoi amici, confessando il loro rifugio, facendoli arrestare e finire in carcere. Lo aveva fatto nella speranza di conquistare Manfred, che l'ha usata per tutto il tempo.
Fabrizio la costringe a raccontare ad Amelia, Gaia, Franz, Toni e Mundo tutto quello che ha fatto e gli amici di una vita reagiscono feriti nel profondo per quello che ha fatto. Franz ha la conferma definitiva che suo padre ha fabbricato prove per sbarazzarsi di Amelia e della sua famiglia, ma nel frattempo suo padre, ricattato e seviziato da Manfred, è riuscito a fuggire.
Senza soldi, senza nessuno, corre proprio da Amelia per chiedere il suo perdono e di essere ospitato da lei nel "cortizo". Di fronte al muro innalzato dalla ragazza e da Franz, disgustato da tutte le azioni malvagie del padre, che gli ha confessato anche di aver ucciso Catalina, sua madre, durante una lite, sarà la piccola Pérola, affiancata dai tre monaci a fargli capire il peso del valore della compassione.
Non si tratta del perdono, ma di rompere l'azione del male. Ad ogni gesto crudele, se si risponde con la crudeltà, s'innescherà un meccanismo senza fine che non li salverà. Più per compiacere Pérola, che per sincera convinzione, i due cedono permettendo al grande Ernest Hauser di rimanere con loro, a vivere nell'umile comunità che lui aveva sempre tanto disprezzato.
Ma il cambiamento è in atto nel vecchio Ernest, commosso dalle parole della nipotina, e stremato dalle violenze continue subite da Manfred, ormai fuori controllo. Così decide di andare alla polizia per raccontare tutta la verità, pur non avendo prove per dimostrare la veridicità delle sue parole.
Intanto Silvia si avvicina sempre di più alla vita delle persone che amato ed odiato. Introduce a casa di Viktor la donna che si è presa cura di lei, che si offre come tata del loro bambino, questo per poterlo vedere da vicino, mentre cerca di approssimarsi anche a Manfred che, però, completamente pazzo crede di avere delle allucinazioni.
Di solito non amo i film sul ballo, tranne qualche eccezione. Il fatto che finiscano per dare tutto quello spazio alle coreografie a discapito della trama mi porta a storcere il naso, quando ne vedo uno. SAVE THE LAST DANCE, invece, riesce in qualche modo a far emergere anche dinamiche che non hanno solo a che vedere con i sogni di gloria di una ragazza talentuosa.
La 5, mossa forse anche da tutte le problematiche che stanno riportando all'attenzione mondiale una situazione che negli Stati Uniti non hanno mai completamente risolto, il razzismo sottile e pericoloso che sembra essere una componente oscura di una parte del paese che non riesce a superare, ieri sera ha proposto questo film che racconta la storia di Sara e Derek.
La prima, una giovane promessa della danza classica, si trasferisce a Chicago dopo la drammatica morte della madre, per stare con il padre, un musicista di jazz piuttosto incasinato. Sara soffre per la morte della donna a cui era legatissima e in qualche modo si reputa responsabile perché la madre stava correndo da lei per essere presente al suo provino. Si punisce così allontanandosi dalla danza.
Nella nuova scuola di quartiere, lei è una delle poche ragazze bianche, ma l'incontro con Chenille, una ragazza madre, e suo fratello Derek, l'aiuterà ad interagire con gli altri e ad inserirsi, anche se la differenza di ceto sociale, ma soprattutto il colore della sua pelle, alimenterà molti pregiudizi intorno a lei.
Per niente guidato da questi ultimi è Derek, ragazzo intelligente che spera di diventare medico e che aspetta con ansia i risultati della sua richiesta di entrare in una prestigiosa università. Sarà proprio lui, ballerino di hip hop, ad incoraggiare Sara a ritornare a ballare e a tentare la strada per entrare alla Juilliard, la più importante scuola d'arte del paese.
Tra difficoltà, incomprensioni e razzismo, entrambi riusciranno a coronare i loro sogni, senza perdersi. Film interessante, anche se da questo, ne sono nati tanti altri che hanno in qualche modo rubato l'idea. Resta comunque una versione decisamente da guardare.