Ana dà alla luce la piccola Julia e al parto è presente la donna che adotterà la bambina. Cerca di resistere e di mantenere le distanze con la figlia, temendo che, se la vedrà, non riuscirà più a separarsi.
Una notte però, quella prima delle sue dimissioni, il pianto intenso di un bambino dalla nursery la induce ad alzarsi e andare a vedere e quando i suoi occhi si posano sulla piccola Julia, tutti i suoi piani di affidarla a un'altra madre vengono spazzati via.
Quando la mattina dopo la coppia di genitori adottivi si presenta per vedere la bambina, Ana, come una tigre, rifiuta di farli entrare, dicendogli che ha cambiato idea e che non era mai stata d'accordo con il cedere la sua bambina.
Quando Eva arriva e scopre la sua decisione, cerca di farle cambiare idea prima con la minaccia, poi con il pianto, alla fine si rende conto che Ana non è disposta a lasciare sua figlia e che, pur di salvare la sua carriera, da cui dipendono tutti loro, deve agire prontamente.
Così parla con la proprietaria dell'agenzia a cui si era rivolta, promettendole di pagarla comunque, se farà un cambio sui documenti, così come aveva pensato di far fin dal principio, registrando la bambina con il nome di una madre diversa. Poi si reca all'ambasciata brasiliana con il documento, registrando la piccola Julia come propria figlia.
Ana è turbata da questa decisione, ma allo stesso tempo si rende conto che è l'unica possibilità di continuare a rimanere accanto a sua figlia.
Le due donne ritornano a Porto Alegre dopo un anno di assenza e all'aeroporto ad accoglierle c'è Manuela, stupida ed emozionata di rivedere la sorella, ma soprattutto di scoprire che Ana non ha ceduto la sua bambina.
Quando però scopre il piano folle della madre, non approva e cerca di far capire alla sorella che la soluzione migliore sarebbe quella di informare Rodrigo della nascita della bambina. È sempre Manuela, che nel frattempo ha cominciato a studiare psicologia all'università, che, incontrando il ragazzo, lo informa che la sorella è tornata e che, anche in un'altra occasione, gli dice dove poterla trovare.
Ana è turnata, anche se a Rodrigo presenta Julia, che aveva portato fuori per una passeggiata, come la sorellina che sua madre ha avuto da uno straniero argentino. Rodrigo si rende conto che c'è qualcosa di strano, ma non sospetta minimamente la verità.
La persona che capisce che qualcosa di strano è successo è la madre di Eva, nonna delle due ragazze, che quando le incontra insieme alla piccola Julia, non dubita che l'anno trascorso lontano da Porto Alegre abbia un significato completamente nuovo.
La vita di Ana Fonseca sembra essere perfetta, almeno guardandola da fuori. È un'atleta piena di talento. A soli 17 anni ha già vinto tornei internazionali; è il volto di campagne pubblicitarie rivolte a un pubblico giovane. In questi tempi particolarmente complicati, di riorganizzazione della loro vita, Ana è il sostegno economico della sua famiglia.
Quando però la madre scopre tra le sue carte i risultati di un test di gravidanza, la sua furia è assoluta. Rivede in lei tutti i sacrifici inutili fatti, la vita complicata e difficile e cerca di fare pressioni sulla figlia perché ponga fine alla sua gravidanza.
Si rivolge subito a Vitória, la sua manager e allenatrice, rivelandole quello che sta succedendo. La donna convoca la ragazza e in un incontro a tre cerca di farle capire che l'unica soluzione è quella di sbarazzarsi del bambino. Di fronte al rifiuto netto e feroce di Ana, che minaccia di abbandonare per sempre il tennis, la sua allenatrice le propone un nuovo accordo.
Diranno alla stampa che ha scoperto di avere una malattia per la quale dovrà trattarsi all'estero e allontanarsi dalle competizioni sportive per un po'. Poi se ne andrà con sua madre in un posto dove aspettare la fine della gravidanza. Nel frattempo si affiderà a un'organizzazione che si occupa di far adottare bambini, senza passare per le procedure legali, ma che le permetterà di verificare e conoscere la famiglia al quale affidare il suo bambino.
Alice, una ragazza conosciuta nel centro sportivo, a cui Ana si sente legata, le suggerisce di lottare per il suo bambino e di non cedere a una proposta simile. Anche Manu cerca di sostenerla e di farle capire che deve lottare, ma alla fine Ana decide di partire, troncando il rapporto con Rodrigo, con il quale stava diventando difficile vedersi, per via della guerra che si è scatenata tra le loro due famiglie.
Rodrigo è confuso e corre anche in aeroporto per cercare di parlarle, ma Ana ha come eretto un muro tra di loro e non riesce a toccarla, anche per la presenza ingombrante, accanto alla ragazza, della madre Eva.
Le due partono per la Patagonia, mentre Manu se ne va dalla nonna a Porto Alegre. I mesi della gravidanza passano complicati e difficili. Ana non sembra particolarmente convinta, anche se un giorno bussa alla sua porta proprio Alice che le confida di essere la figlia che la sua allenatrice Vitória ha abbandonato.
La prega di ripensarci, ma lei la caccia, confusa, anche se, pochi istanti dopo, si rende conto che il parto è ormai vicino.
Nel 2011, Rete Globo, nella fascia oraria delle 6 del pomeriggio iniziò a trasmettere questa delicata telenovela, scritta da Lícia Manzo e diretta da Jayme Monjardim, con protagonisti Fernanda Vasconcellos, Marjorie Estiano, Rafael Cardoso, Thiago Lacerda.
Di tutto il cast, piuttosto noto, l'unica che mi era sconosciuta è proprio Fernanda Vasconcellos, la giovane e promettente Ana Fonseca. Gli altri volti, anche se più giovani, mi sono alquanto noti. Le vicende iniziano in una città piuttosto graziosa, Porto Alegre, sede del governo Farroupilha della precedente telenovela, A CASA DAS SETE MULHERES. Se in quest'ultima il paesaggio era ovviamente ottocentesco, adesso ci troviamo davanti a una città moderno, pur presentando un quadro antico.
Ana e Manuela sono sorelle, molto diverse l'una dall'altra. La prima, a soli 17 anni è considerata una stella del panorama sportivo brasiliano. È una tennista famosa che si trova a un passo dalla partecipazione e possibile vittoria di un torneo internazionale che si svolgerà a Buenos Aires.
Sua madre Eva è una donna che sembra aver riversato su di lei tutte le sue aspettative, trattando in modo meno affettuoso Manuela, la sorella meno appariscente che vive all'ombra della prima. Tra le due, comunque, sembra esserci un rapporto sincero e affettuoso.
Eva si è sposata sette anni prima con Jonas Macedo, un ricco imprenditore con due figli: Rodrigo e Fernanda. Tra il primo e Ana sembra esserci una strana tensione che viene allo scoperto durante una gita a cui i due partecipano, all'insaputa di Eva.
Ana, grazie alla copertura della sorella Manuela, infatti, parte con un gruppo di amici alla vigilia della partenza per l'Argentina. Durante l'escursione i due ragazzi, a seguito di uno scontro, finiscono per rivelarsi i reciproci sentimenti e si abbandonano alla passione che hanno, segretamente, nutrito l'uno per l'altra.
Nel frattempo, a casa, Eva sorprende Jonas tra le braccia della sua personal trainer e, furiosa, decide di lasciare l'uomo e di avviare le carte per il divorzio. La scoperta della simpatia tra i due ragazzi viene liquidata come una cosa senza importanza, in quanto per Eva la carriera della figlia viene prima di ogni altra cosa.
Ana vince il torneo a Buenos Aires e la sua carriera sembra quanto mai luminosa, anche se la ragazza, in realtà continua a incontrare segretamente Rodrigo, appoggiata dalla sorella. La sera in cui la madre, sconvolta, torna a casa dopo l'incontro con l'avvocato dei Macedo, rivelando loro che si ritrovano praticamente senza un soldo, Ana confessa a Manuela il suo segreto più grande: ha appena scoperto di aspettare un figlio da Rodrigo, evento che cambierà completamente la sua vita.
Sono davvero alle primissime battute e posso dire che i protagonisti giovani della storia appaiono particolarmente carini, che il posto dove è girata la serie è particolarmente interessante e che mi fido di Monjardim, che è sempre una garanzia, che spero non mi deluda neanche questa volta. Siamo solo agli inizi, ma ci sono buone premesse.
Gli ultimi due episodi della serie chiudono la lunga guerra dei Farrapos, durata ben dieci anni. Bento, amareggiato e deluso dalle morti di tante giovani vite, dai tradimenti di alcuni suoi compagni, appare un uomo vinto e amareggiato, che non desidera altro che ritornare nel seno della sua famiglia, sacrificata durante tutto quel tempo inutilmente, per un ideale nel quale ha creduto, ma che non è riuscito a realizzare.
L'orrore assoluto è la fine di tutti i neri che hanno combattuto con loro e che finiscono per sacrificare la loro vita, senza la speranza dell'abolizione. Vedere questa parte è stato sicuramente difficile. I sacrifici rivelatisi inutili fanno pensare che Garibaldi avesse scelto il momento esatto per tirarsi indietro.
Per quanto riguarda la estancia di Camacuán, la vita delle donne che hanno sofferto, aspettato, palpitato è a una svolta fondamentale. Mariana dà alla luce il piccolo Mattias, ma sua madre continua a rifiutare sia lei che il bambino, adesso per la vergogna di aver rinunciato a quello che avrebbe potuto essere.
Mariana soffre, ma continua a vivere a casa di sua zia Antonia, aspettando il ritorno di Joao che, con la fine della guerra, si ricongiunge con lei. Zia Antonia, donna generosa, decide di fare di loro tre i suoi eredi diretti e di lasciare a loro la grande tenuta dove vive.
Felice è anche il destino di Perpétua, che con il ritorno di Inácio, rimette piede nella casa che è appartenuta a Teresa ed i due avranno una bambina che chiameranno come la prima moglie dell'uomo.
Rosario, invece, consumata dalla tristezza per un amore impossibile, alla fine decide di congiungersi a Esteveo e la ragazza viene trovata morta, nella cappella del Convento dove lo aveva lasciato. Il suo corpo viene riportato dalle suore alla estancia dove tutte possono piangerlo tristemente.
Anche Manuela ha un finale triste amaro, con il fidanzamento con Joaquim rotto da quest'ultimo, amareggiato dal fatto che la giovane continui a seguire le vicende di Giuseppe e a soffrire per la sua storia con Anita.
La fine della loro unione porterà il medico a cercare Joana, che nel frattempo, dopo la morte del padre, aveva aperto una sartoria dove lavorava come stilista.
Con il trattato di pace, una strana amarezza resta di tutte le battaglie, delle sofferenze, dell'amore sognato e vissuto nella casa di Camacuán. Manuela decide di rimanere e a lei sarà affidato il racconto finale di questi ultimi momenti trepidanti, con i riferimenti storici di quello che succederà a suo zio, a Giuseppe, sorvolando su altri particolari che basta cercare in rete per scoprire, come la tragica fine di Inácio e Perpétua.
Racconto epico, interessante, che mescola una chiave romantica a personaggi e fatti vissuto e sofferti e che permette di conoscere una pagina della storia di un eroe italiano che pochi conoscono. Un prodotto decisamente di qualità, anche se doloroso in molti punti.
Ormai siamo agli sgoccioli e questa guerra ha logorato l'entusiasmo di tutti, anche dei valorosi eroi accorsi da lontano. Quando Anita rischia di perdere Menotti, salvato dall'intervento di uno dei capitani dell'esercito Farroupilha, Garibaldi si rende conto che è giunto il momento di lasciare.
Ha persona amici di una vita, compagnia, ma non è disposto a perdere anche sua moglie e suo figlio. Così si reca dal Presidente Bento per chiedergli di essere congedato e nello sguardo dell'uomo, a sua volta stanco della guerra, sembra quasi cogliere una sorta di invidia.
I due si lasciano, ma Bento gli chiede di andare a ritirare a casa di Antonia dei capi di bestiame (come forma di ricompensa per gli anni di lotta al suo fianco). Con quei capi, che potrà vendere al confine, riuscirà ad avere del denaro per poi stabilirsi a Montevideo, dove gli da dei contatti perché si possa stabilire lì.
Anita e Giuseppe si recano quindi alla casa a Camacuán, dove vivono tutte le donne di questa guerra interminabile, adesso che anche Rosario ha lasciato il convento e il fantasma di Esteveo.
Manuela e Garibaldi si rivedono e l'uomo la incita ad accettare Joaquim e a farsi una famiglia. L'incontro è emozionante, anche perché entrambi sanno che non si rivedranno più. Garibaldi si congeda dal Brasile e dalla famiglia di Bento, partendo con Anita diretto verso nuove avventure, pur cullando nel suo cuore il desiderio, prima o poi, di ritornare in patria.
Nel frattempo Mariana da alla luce un bambino maschio, che sua madre rifiuta di vedere, ormai caduta in una sorta di apatia, da quando ha scoperto che l'uomo che amava è stato ucciso dal padre. Manuela, dopo la visita di Garibaldi, decide di accettare Joaquim, pur non essendone innamorata, e questo suscita il dolore di Joana, che invece covava l'illusione che prima o poi lui si accorgesse di lei.
La guerra continua, ma ormai le persone sono sfinite e senza speranza.
Man mano che ci avviamo verso la fine della serie, le tinte si fanno più fosche. La guerra, prima presentata in una forma di esaltazione generale, dopo anni di lotta e di morti, comincia ad apparire cupa e drammatica.
Gli esiti nefasti scoraggiano il morale delle truppe e le spinte per la pace diventano più forti. Rosetti consiglia a Bento di firmare l'accordo, ma gli altri generali si oppongono. A peggiorare la situazione, durante le trattative, alcuni uomini dell'esercito assaltano il rifugio di Garibaldi e dei suoi uomini, facendo una vera e propria strage.
Si salva Anita, che fugge, a pochi giorni dal parto, insieme al piccolo Menotti, a cavallo. Quando Garibaldi arriva, ha solo la possibilità di osservare il disastro e di andare a cercare, disperato, la moglie e il figlio.
La guerra continua, ma subito reclama il suo tributo. A cadere è proprio Luigi Rosetti, il patriota con cui Garibaldi aveva lottato in tante imprese. I due ricordano la terra lontana, il loro sogno di cacciare gli austriaci e di riunire l'Italia e Giuseppe promette che lo realizzerà anche per lui.
Rosetti muore, lasciando Bárbara, la donna che amava, la figlia ripudiata di un generale dei Farrapos, che cadrà poco tempo dopo. Storia che finisce quindi tragicamente, un po' come quella dell'eroe Corte Real.
Nel frattempo a la estancia, a risolvere la situazione di Mariana arriva Antonia, la zia energica che non ha avuto figli e che la libererà, portandola a vivere a casa sua. Torna anche Manuela, che ha la possibilità di riabbracciare le sorelle e la cugina.
Intanto Maria scopre che l'uomo che ha amato e che ha in qualche modo amareggiato la sua vita era morto poco dopo il suo fidanzamento con Anselmo, ucciso dal padre per averla disonorata. Questa scoperta non sembra addolcirla e riconciliarla con il ricordo dell'uomo che non l'ha abbandonata e non ha smesso di amarla. Sembra renderla ancora più disperata.
Così accoglie freddamente il ritorno a casa di Rosario, che si è come congedata da Esteveo, al quale ha chiesto di continuare la sua strada e di lasciarla vivere la sua vita. Lui le ha solo promesso che l'aspetterà.
Mancano poche battute alla fine anche se Manuela, che ha recuperato i suoi poteri e le sue visioni, ha annunciato allo zio che ci saranno ancora lunghi anni di guerra, e questa volta Bento ha accolto la notizia con tristezza, stanco e ammalato, una malattia che non gli permetterà di avere una vita ancora lunga davanti a se e che lui sta sprecando in una guerra che diventa sempre più difficile vincere.