La quarta puntata della quinta stagione di OUTLANDER continua con il racconto "on the road", finendo per raccontare altre storie, pur cercando di dare spunti di riflessione sui singoli personaggi. Così abbiamo Roger Mac che deve fronteggiare questo nuovo ruolo di capitano, che gli è stato affidato dal suocero.
Che Jamie non si fidi molto di lui è evidente agli occhi di tutti e Roger cerca di provare di essere degno, anche se il ruolo dell'uomo d'armi poco gli si adatta. Arrivati in un villaggio, scoppia uno scontro tra gli uomini della milizia e gli abitanti del posto a causa di Elijah, uno dei soldati di Jamie.
È a lui e ad Alicia, la ragazza che lui ha sedotto e messo incinta, malgrado abbia una moglie a casa, che è dedicato il caso della puntata, mentre Claire cerca di trovare una nuova sistemazione per la bambina che gli hanno affidato.
Jamie pensa che lei possa desiderare un altro figlio, ma Claire lo rassicurerà sul fatto che la vita che sta conducendo è esattamente quella che lei desiderava.
Se i due sono sempre molto vicini, Bree, rimasta a capo di Fraser's Ridge, è angosciata dalla possibilità che Bonnet possa fare dei tentativi di avvicinarsi a Jemmy.
Marsali intuisce che c'è qualcosa che non va e cerca di starle vicino, anche se Bree non si confida con lei e cerca di trovare un modo per andare avanti, bruciando tutti i disegni che aveva fatto dell'uomo.
Intanto uno dei gemelli che Jamie ha preso nel suo gruppo si ammala e Claire, per poterlo operare, dovrebbe recuperare la penicillina che è rimasta al Ridge e Jamie affida il ritorno della moglie a Roger, che lo vede come un ennesimo tentativo di allontanarlo dal fronte.
Nel complesso la puntata è carina, regalandoci dei momenti che ricorderemo, senza però tirare fuori quelle emozioni profonde che FREE WILL ci aveva donato.
Non ho grandi aspettative per questa stagione, in quanto ho capito che ci siamo allontanati abbastanza dai libri, ma ho fiducia nei produttori della serie e mi auguro che possano sorprendermi in positivo.
FREE WILL
Qualunque cosa accada con i Regolatori, non c'è niente di scritto su di loro per quanto ne so. Non può essere troppo.
Claire
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Claire: Vengo con te.Jamie: Se ci sarà una guerra con i regolatori... Claire: Allora avrai bisogno di un medico. Murtagh, Knox, Tryon, hanno fatto tutti le loro scelte ed io faccio la mia. Hai bisogno di me. .Jamie: Sempre ne ho e sempre ne avrò.
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Claire: Perché tieni le anatre dentro casa?Girl: È troppo freddo nella stalla. Claire: Troppo freddo per le anatre, ma non per i domestici?
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Claire: È stato qui a terra per settimane, se non mesi. Jamie: Per amor di Dio, credi?Claire: Non è completamente volontà sua. Guarda. Lei lo ha nutrito solo il tanto per tenerlo in vita. Jamie: In miseria.
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Avere un figlio non fa di me una madre tanto quanto dormire in una stalla non trasforma qualcuno in un cavallo.
Frances
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Claire: Che razza di mondo è questo nel quale portare un bambino? Jamie: L'unico che c'è. Claire: No, non lo è, Jamie. Voglio che Brianna e Roger ritornino nel loro tempo appena Jemmy potrà viaggiare. È più sicuro per loro. Soprattutto per Jemmy. Roger la pensa nello stesso mondo. Vuole tornare a casa con loro. Jamie: Ovviamente lo pensa. La tua penicillina renderebbe questo posto più sicuro per loro, vero? Claire: Solo per le infezioni. Jamie: Beh forse sarebbe più sicuro nel tuo tempo, ma sarebbero senza la loro famiglia, senza il loro sangue.
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Credevo che un'apoplessia uccidesse un uomo sul colpo. Non ho mai pensato di chiedere a Janny se nostro padre abbia sofferto.
Jamie
L'ultimo episodio della seconda stagione in qualche modo conclude il percorso di studi di Elena e il matrimonio di Lila con Stefano.
A Pisa Elena ha conosciuto Pietro Airota, un ragazzo che viene da una buona famiglia, che resta colpito da lei e dalla sua dedizione e comincia a corteggiarla, introducendola negli ambienti che contano.
Elena si laurea con il massimo dei voti, ma scrive anche un romanzo che consegna al ragazzo perché lo legga. Nel frattempo decide di tornare a Napoli, dopo che Pietro le ha chiesto la sua mano, dicendole che si sposeranno tra due anni, quando lui sarà avviato con il suo lavoro di professore a Torino.
Elena torna a casa, dove il padre orgoglioso annuncia a tutto il rione i risultati accademici della figlia. Lei è in imbarazzo, ma scopre quasi subito dopo essere tornata che Lila è sparita, dopo aver lasciato per sempre Stefano.
Sembra infatti che l'uomo avesse una relazione con Ada, la sorella di Antonio, già da anni e che la ragazza sia rimasta incinta di un figlio suo. Turbata da questa storia, Elena non interagisce con nessuno del quartiere, fino a quando non le arriva un pacco da una parente della maestra Oliviero.
Nel pacco ci sono cose che le appartengono, come le sue pagelle, ma anche la triste notizia che l'insegnante è morta. Colpita dalla scoperta, Elena rimarrà anche turbata dal ritrovamento di un quaderno intitolato La Fata Blu, racconto che Lila aveva scritto quando era una ragazzina.
Leggendolo, Lenù si rende conto che il romanzo che ha scritto presenta degli innegabili tratti in comune con questo racconto e in lei rinasce il desiderio di rivedere Lila.
Cerca Ada, che lavora nella salumeria e che vive a casa si Stefano. Ada le racconta tutte le vicende e di come si sia scontrata con Lila per Stefano, fino a quando la ragazza non ha deciso di andare via con Rino, in compagnia di Enzo.
Le da l'indirizzo dove si trova ed Elena la cerca, scoprendo che l'amica vive in una condizione di miseria. Ha trovato un lavoro in una fabbrica di proprietà dei Soccaro, dove si è fatta conoscere per il suo carattere difficile.
Le due si ritrovano e si parlano e Lila, anche se provata dalla vita dura, sembra decisa a vivere la sua vita lontano da Stefano e dalla famiglia, in compagnia di Enzo, con cui non c'è nessun rapporto sentimentale, almeno da parte sua. La ragazzina che aveva scritto La Fata Blu sembra persa per sempre, con tutte le sue possibilità.
Elena torna a Pisa dove il suo libro viene pubblicato con un discreto successo. Durante una presentazione, davanti alle critiche che un giornalista le rivolge, a difenderla interviene Nino Sarratore e la storia sembra ripartire di nuovo.
Il penultimo episodio della seconda stagione ci riporta in scena Lenù, che nell'ultima parte della puntata precedente era sparita con il treno che doveva riportarla a Pisa. È passato del tempo ed Elena è andata avanti con la sua vita, gli studi, trovando anche un nuovo amore, Paolo, che però è un ragazzo di buona famiglia, deciso a fare la rivoluzione e non certo a continuare gli studi.
In qualche modo questa relazione segna una crescita del personaggio, ma molte delle insicurezze di Elena rimangono ancora, malgrado i buoni risultati. Le manca il rione, la famiglia e anche se non lo confessa anche Lila.
In seguito ad una febbre intensa che le impedisce di ritornare a Napoli per le vacanze, come aveva progettato, sua madre sale a Pisa per prendersi cura di lei nel momento del bisogno.
Durante la convalescenza, in seguito a dei riferimenti fatteli dalla madre su Lila, Elena decide di aprire dei quaderni che l'amica le aveva segretamente dato, in cui raccontava della sua vita, dall'infanzia all'età adulta, e che le aveva pregato di custodire, lontano da Stefano che voleva controllare la sua vita.
Di nascosto, Elena decide di leggerli, scoprendo quello che è stata la vita di Lila in quegli anni di separazione, dopo il suo ritorno a casa da Stefano.
La nascita di Rino, i difficili rapporti con il marito, finiscono per far emergere un quadro di disperazione che non si è attenuato, ma allo stesso tempo la decisione di Lila, il modo determinato in cui affronta la sua esistenza, inducono ancora una volta Lenù a meditare su come tutti i risultati conseguiti nella sua esistenza siano piuttosto blandi ed insapore, rispetto all'intensità della sua amica di sempre.
Di tutto il romanzo di LA CROCE DI FUOCO, prolisso, pieno di dettagli, decisamente quello che meno mi ha conquistato, c'era un episodio che si era impresso nella mia memoria e nei miei sentimenti, ed era quello che riguardava Aaron Beardsley, che gli autori della serie trasformano con mano sapiente, riuscendo a mischiare elementi di terrore, alla commozione che sul finale riscattano un episodio dalle tinte decisamente fosche.
Jamie torna a Fraser's Ridge, con il compito di reclutare uomini da usare nella lotta contro i regolatori e alla ricerca di Murtagh. In questa fase delicata della sua vita, il nostro eroe è sempre in bilico, cercando di sopravvivere tra quello che lo stato rivendica e quelli che sono i suoi principi.
Claire accoglie felice il ritorno del marito e decide questa volta di non lasciarlo andare da solo, ma di seguirlo nel suo viaggio, convinta che, se dovessero esserci degli scontri, la sua presenza potrò solo essere utile.
Partono da Fraser's Ridge tutti gli uomini, affidando il comando alle donne. Bree resta come riferimento della famiglia e del clan Frasers, mentre Marsali ha in carico i pazienti e lo studio di Claire.
Il viaggio degli uomini si rivela subito denso di sorprese. Mentre sono tra i boschi vengono raggiunti da due giovani cacciatori, Josiah e Keziah, due gemelli, che raccontano di essere fuggiti dal loro padrone, Aaron Beardsley, che aveva riscattato il loro contratto e che li teneva in condizione di vera e propria schiavitù.
Commosso dalla storia di questi due nuovi personaggi, che entreranno a far parte del vasto universo dei Frasers, Claire e Jamie decidono di andare a parlare con il Signor Beardsley per farsi affidare i ragazzi. Jamie affida a Roger il compito di reclutare gli uomini e parte in compagnia della fidata moglie e compagnia.
Appena arrivano al capanno dei Bearsley, nel cuore del bosco, subito si rendono conto di essere davanti a qualcosa di particolare. La casa sembra un luogo sinistro e ad aprirgli, in maniera reticente, la porta c'è solo la giovane signora Beardsley.
Il posto è terribile, come l'odore che si respira, e mentre la donna cerca inutilmente di trovare le carte dei ragazzi, dopo aver affermato che il Signor Beardsley è morto alcuni mesi prima, Claire fa una macabra scoperta.
L'uomo infatti non è per niente morto, ma è stato colto da un ictus che lo ha trasformato in un vegetale. La moglie, che ha subito per anni violenze continue, si è vendicata torturandolo per tutto quel tempo.
Difronte alla decisione di che cosa farne di lui, destinato ad una vita da vegetale e ad una morte in agonia, sarà Jamie, ancora una volta, a prendersi sulle spalle e sulla sua coscienza il peso di una scelta che per lui sembra l'unica degna di rispetto e di pace.
La parte finale è piena di tensione e di emozione, anche se difficile da elaborare, come lo era anche nei libri, ma gli autori decidono di seguire coraggiosamente il romanzo. Terzo episodio che lascia sicuramente il segno.
Il Brasile degli anni quaranta si presenta per molti versi molto più liberale di quella che era la società italiana del dopoguerra, ma esistono delle evidenti ingiustizie che riguardano la figura femminile. Iolanda, ad esempio, è stata denunciata per adulterio, legge ancora in vigore e applicabile solo alle moglie, che permetteva ai mariti di farle finire direttamente in carcere.
Anche se in questo caso la donna era fuggita da evidenti maltrattamenti, il fatto che fosse stata sorpresa con Mundo (secondo apposito inganno ordito a Hauser e Dalia), sembra condannarla inevitabilmente alla prigione.
Aurora Lincoln, personaggio alquanto atipico, piena di entusiasmo e di voglia di vivere, malgrado le sue maniere da diva, finisce per appassionarsi al caso e convince, insieme alle amiche di Iolanda che vanno da Amélia, alle ragazze del "cortizo", all'aristocratica Laura Pasos, ad organizzare un vero e proprio sit-in davanti al tribunale dove la donna deve essere processata.
Il gruppo compatto di donne, gente del partito comunista, di amiche, finiscono per accogliere i testimoni con determinazione e decisione, pronti a protestare fino a perdere la voce pur di farla liberare.
Manfred, non contento di quella protesta, decide di inviare i suoi uomini, guidati da Décio, per trasformare la protesta pacifica in un vero e proprio scontro, trasformando la situazione in una delle ennesime scene comiche, quando Décio vede la madre tra le donne che protestano.
A sedare gli animi interverrà la piccola Pérola, portata da Amazona, ma intanto i testimoni (tra cui anche Hilda e Franz) dimostrano l'inferno che era stato il matrimonio di Iolanda con Ernest Hauser e di come l'uomo avesse umiliato e maltrattato la moglie.
Alla fine Dalia ritratta e permette con la sua testimonianza di far assolvere Iolanda che finalmente è libera di vivere la sua vita e il suo amore senza più doversi nascondere.
Ernest incassa la sconfitta, ma deve fronteggiare anche la follia di Manfred che vuole costringerlo a sposarsi con sua madre Gertrude. Ormai da carnefice, il vecchio Hauser si sta trasformando rapidamente in vittima.