domenica 26 aprile 2020

IL GIGANTE (Stati Uniti 1956)


Ieri sera sono finita per caso sul canale La 7 dove stavano trasmettendo un film che avevo visto tantissimi anni fa, quando, ragazzina, ero un'appassionata di tutte le pellicole hollywoodiane degli anni d'oro. Era passato tantissimo tempo dall'ultima volta che avevo visto IL GIGANTE e ho deciso di fermarmi per dare un'occhiata.


Il fascino di certi film resta nonostante il tempo che passa e Liz Taylor, Rock Hudson e James Dean erano ancora fortemente carismatici, come mi ricordavo una volta, anche se l'impressione generale che mi ha dato è che forse, con il romanzo di Edna Ferber, sarei riuscita a capire meglio il passato di Jett Rink.


La storia, per quelli che lo hanno visto almeno una volta nella loro vita, è quella nota. Bick Benedict, barone del bestiame del Texas (interpretato da Rock Hudson), si reca nel Maryland per comprare un cavallo e qui conosce Leslie Lynnton (Liz Taylor), una bella e ricca ragazza di buona famiglia. Se ne innamora e i due si sposano prima di ritornare nel Texas, che è il vero grande protagonista di questa storia.


Leslie è una donna colta, sensibile, che si scontra presto con la mentalità del posto, con le abitudini che hanno gli uomini e con le suddivisioni classiste che inducono gli abitanti, soprattutto più ricchi, di separare i bianchi da quelli scuri di pelle, in modo particolare i messicani, anche se in realtà è un sentire comune di questo stato, visto che anche Jett Rink, un giovane e squattrinato bracciante, uomo di fiducia di Luz Benedict, la sorella di Bick, sottolinea continuamente che lui è "della stessa razza dei Benedict", ovvero bianca, rispetto agli altri braccianti.


Jett s'invaghisce di Leslie, che però, nonostante i contrasti con il marito, continua ad amarlo e gli darà tre figli, tra cui un maschio. Alla morte di Luz, Jett riceve in eredità un pezzo di terra apparentemente privo di valore. Bick, pur di non separare la proprietà, gli offre una cifra piuttosto sostanziosa, ma Jett decide di tenersi il pezzo di terra.


Poco tempo dopo, il ragazzo comincia a sospettare che possa esserci del petrolio ed investe tutti i suoi risparmi per comprare una pompa per trivellare, difronte alla derisione generale di tutti, tranne di Leslie. Quando le sue ricerche daranno finalmente i frutti sperati, la vita di Jett si trasformerà per completo portandolo a diventare un vero e proprio Re del Texas, senza però riuscire mai a conquistare la serenità che avrebbe sempre voluto.


Nonostante i figli di Bick e Leslie saranno completamente diversi da quanto sperato e perseguiranno obiettivi lontani da quelli sognati dai loro genitori, i due, invece, riusciranno a mantenersi saldi e sicuri, stretti in una famiglia che riuscirà ad adattarsi anche ad i cambiamenti che il Texas attraverserà durante i difficili anni della guerra.


Libro intenso, con interpretazioni memorabili, da vedere almeno una volta nella vita.

sabato 25 aprile 2020

LAST FAMOUS WORDS - Outlander- 5x8 - Citazioni


LAST FAMOUS WORDS


Roger: Le persone vivono e muoiono grazie alle loro parole. Modellano i nostri pensieri e le nostre azioni. Spesso ci definiscono. Come proiettili, una volta sparate, non possiamo riprenderle. Hanno un impatto, quindi sceglile saggiamente. Vivi una vita degna di loro, in particolare le tue ultime parole. Ci sopravvivono.
Morgan: E quale saranno le vostre, signore?
Roger: Il mio ultimo desiderio, o Signore, è che i miei studenti scrivano argomenti strutturati e supportati da prove e grafia leggibile. Amen!
Studente: No, davvero, signore.
Roger: Direi, direi che la storia dimentichi il mio nome, purché le mie parole e le mie azioni siano ricordate da coloro che amo.

 ***



Sei vivo. Sei intero. Tutto andrà bene. 
Jamie

 ***



Era leale prima di qualsiasi altra cosa. Non lo si può incolpare per questo. 
Jocasta 

***


Sono solo carte, lo sai. Parla con me, Roger. Non mi importa come suoni. So che è difficile. La tua voce, è il tuo dono. Ma sei ancora tu, sei ancora l'uomo che ho sposato e lo rivoglio indietro. Per favore. Non è nemmeno che non parlerai! Non ti impegnerai! So quanto sei stato ferito gravemente e quanto devi aver avuto paura. Ma ho anch'io vissuto qualcosa di terribile; qualcosa di oscuro e brutto e credimi, tutto quello che volevo fare era strisciare in un buco e morire. E a volte lo voglio ancora. Ma non l'ho fatto, e non l'ho fatto perché ho un marito e un figlio che hanno bisogno di me! Ho combattuto per noi! E ora ho bisogno di te. Jemmy ha bisogno di te. Sono stata paziente. Ma devo sapere. Devo sapere che non sei perso  per sempre. Stai ritornando? Combatterai per noi?
Brianna

 
***


Jamie: Siamo felicissimi di riaverti indietro, ma sembri fuori di testa, non più te stesso. Che cosa è successo con il Mohawk, ragazzo? Puoi parlarne con me se vuoi.
Giovane Ian: Non posso dirti la verità ora. Io non ho le parole. Ma ci sono cose che nascondi agli altri, sia tu che Claire.


***


Non ho sempre capito il Mohawk. A volte, invece, parlavo con gli uccelli, per non sentirmi così solo. Ti chiedi mai come fanno a capire da che parte andare quando arriva l'inverno? Sembrano sempre insieme e vanno sempre insieme. Vorrei che fosse così facile anche per noi.
Giovane Ian

 ***


Stavi sognando? Ovunque tu pensassi di essere, siamo ancora entrambi qui. 
Young Ian

 
***



Roger: Tutti vogliono il vecchio Roger. Non sarò mai più quell'uomo. Ho studiato storia. L'ho insegnato. Ora la sto vivendo. Quando ho visto quella carta dei tarocchi, ho pensato: 'Questo è quello che sono ora. Un uomo morente. " Forse questo è stato il mio destino. Il mio antenato ha cercato di uccidermi. Forse non dovevo esistere.
Brianna: Non è vero.
Roger: Forse no. Ma sono cambiato. Ricordi quando mi hai chiesto delle mie ultime parole?
Brianna: Sì.
Roger: Pensavo di sapere cosa sarebbero state, ma ciò che contava era l'ultima faccia che ho visto. Quella faccia era tua.
Brianna: Oh, Roger.
Roger: Canterò sempre per te. Non importa cosa, non importa dove. Che tu sia lì per ascoltare o anche se la mia voce non è in grado, canterò sempre per te.

OUTLANDER - Famous Last Words 5x8


La puntata precedente era finita in un modo che aveva lasciato il pubblico con il fiato sospeso, sopratutto quelli che non avevano letto i libri e non potevano immaginare che le vicende di Roger Mac sono solo agli inizi. Certo l'apertura sul futuro(passato) di Bree e suo marito, in qualche modo ci ricordano di come il personaggio sia passato dalla sicurezza di una cattedra, dove le sfide erano soprattutto di carattere intellettuale, alla violenza vera e propria della guerra.


Quali saranno le ultime parole che pronuncerò prima di morire? Roger non poteva immaginare che quell'istante sarebbe arrivato. La regia decide di farci vivere i momenti successivi al ritrovamento di Roger con la pellicola e i frammenti di un film muto, alludendo al fatto che, per tutto l'episodio, Roger non riesce a parlare, bloccato dal trauma.


Sono passati tre mesi da quel terribile momento che ci ha dato un altro lutto, ovvero la perdita di Murtagh. Jacosta è venuta al Ridge per salutare l'uomo per l'ultima volta e anche se non aveva accettato la sua proposta di matrimonio, è a tutti gli effetti una vedova.


Claire visita Roger dicendo che fisicamente è guarito e che dovrebbe poter parlare, ma lui è bloccato dai ricordi terribili dell'esperienza vissuta e Bree ha paura di aver perso per sempre il proprio marito, tanto che quando arriva Lord John con il regalo del Governatore Tyron, ovvero diverse migliaia di acri di terra per Roger e Bree, per ricompensare l'errore di aver scambiato Roger per un regolatore, non accoglie bene il regalo, interessata solo a che il marito si possa riprendere.


Intanto Claire e Jamie, che stanno giocando con il nipotino nei boschi, fanno un incontro incredibile. Nei romanzi ammetto che la scena era molto più romantica, ma sospetto che l'episodio sarà comunque utilizzato più avanti.


Ian ricompare con l'inseparabile Rollo, ma gli anni hanno trasformato il ragazzino pestifero e romantico in un uomo silenzioso, triste, che sembra portare sulle spalle un peso insostenibile, tanto che, durante la cena di bentornato organizzata al Ridge, con Marsali, Fergus e Bree, Ian non si sbilancia sulla vita vissuta, ma si trincera in un silenzio imbarazzante.


Jamie decide furbescamente di mettere insieme i due uomini malandati, ovvero Ian e Roger e di mandarli a misurare e controllare le nuove terre donate dal Governatore, sperando che, in qualche modo, i due possano superare i loro traumi.


La trovata si rivela vincente perché Roger in qualche modo affronta il trauma che si porta dietro da mesi, ripensando alla moglie e rendendosi conto che il suo ultimo pensiero, prima di morire, era stato proprio lei. 


Bree lo aveva accusato in una scena precedente di non voler lottare per lei e per il loro bambino, quando anche lei aveva passato l'inferno, ma lo aveva affrontato con coraggio e determinazione, decisa a non lasciarsi vincere.


La verità è che la natura di Roger è molto diversa da quella di Bree, ma tra i boschi, con Ian che porta il suo carico di dolori, ripensando a quei momenti tragici, Roger reagisce e si rende conto che, pur essendo cambiato profondamente, ha ancora qualcosa per cui lottare.


Sarà proprio lui ad intervenire e a salvare Ian, venuto in qualche modo da Jamie e Claire guidato sempre dal dolore e deciso a farla finita una volta per tutte. Roger riuscirà a fargli cambiare idea e in qualche modo i due riprenderanno la strada verso casa con il cuore più leggero.


Puntata di riconciliazione che ci offre uno spaccato più ampio sull'universo emotivo di un personaggio come Roger e che restituisce al ricco mondo del Ridge un personaggio fondamentale come Ian, nella speranza che l'assenza di Murtagh non pesi inesorabilmente.

giovedì 23 aprile 2020

IL ROMANZO DI UN AMORE (Stati Uniti 2015)


Ieri sera, alla ricerca di un film da vedere, sono ritornata su LA 5, che trasmette pellicole sentimentali che, pur non appassionandoti al punto da toglierti il sonno, finiscono per farti passare un paio d'ore di tranquillità. 


Ad attirarmi verso questo film è stata in parte la trama, che girava intorno ad uno scrittore di romanzi d'amore, ma anche l'attrice protagonista, Amy Acker, che non vedevo dai tempi mai dimenticati di ANGEL dove, nel ruolo di Fred, aveva sconvolto profondamente il mio cuore, lasciandomi poi un alone di turbamento nel personaggio pieno di potenzialità di Illyria.


La storia vista ieri sera era alquanto tranquilla.   Liam Bradley (Dylan Bruce) è uno scrittore di successo che ha pubblicato solo due romanzi con lo pseudonimo di Gabriel August. Il pubblico è interessato a scoprire la sua vera identità, come vorrebbe la sua agente e la sua casa editrice, ma lui è titubante.


Figlio di due famosissime stelle di Hollywood, morte in un incidente aereo, Liam è cresciuto sotto i riflettori e non ama la notorietà, temendo che le persone finiscano per vedere in lui lo scrittore di successo, il figlio di attori famosi.


Seguendo il suggerimento della sua agente, preda di un periodo di crisi creativa, decide di recarsi a Portland, dove possiede una casa di famiglia. Durante il volo, accanto a lui si siede Sophie Atkinson (Amy Acker), giornalista e critica letteraria dal cuore infranto quanto lui.


Liam si trova subito a suo agio accanto a Sophie, che è diretta e senza filtri, dolce e attenta al prossimo, e una volta arrivati a Portland farà di tutto per scoprire chi è e dove lavora, per poterla continuare a frequentare.


Anche se attirata da Liam, Sophie è frenata dalle amarezze di una passata relazione con un giocatore di hockey e dal tradimento pubblico dell'uomo nei suoi confronti. Questo la irrigidisce nei confronti del mondo della gente famosa e Liam, pur volendo raccontarle la verità sulla sua identità, non riesce a trovare il momento propizio per rivelargliela, fino a quando sarà troppo tardi.



Ovviamente la bellezza di questo genere di film è che "tutto è bene quello che finisce bene" e dopo la confessione, la separazione e un nuovo romanzo, le cose torneranno in linea e l'amore potrà trionfare.


Storia delicata, senza troppo impegno, con attori carini e una trama abbastanza scontata, senza la possibilità di sorprenderti, ma è stato carino seguirlo per Amy Acker, che mi ha portato indietro nel tempo, e per Portland, che si è rivelata una zona d'America piuttosto affascinante.

mercoledì 22 aprile 2020

HONEY (Stati Uniti 203)


Conosco Jessica Alba dai tempi di DARK ANGEL, che seguivo con passione ed interesse. L'ho sempre trovata molto bella e nel corso degli anni Hollywood si è accorto di lei, dandole diversi ruoli in varie pellicole. 


Questo film è uno dei primi che avevo adocchiato, ma in qualche modo non mi aveva mai convinto fino in fondo né tentato al punto tale da indurmi a  vederlo. Non che non ami il ballo, ma non sono neanche una di quelle talmente appassionate che ovunque si parli di una ragazza che balla subito mi prenoto. Temevo una di quelle storie dove passano un'ora e mezza a ballare e solo mezz'ora per l'evoluzione della trama. Non è stato così.


La storia racconta di Honey Daniels, una ragazza che vive e lavora in una zona difficile come il Bronx, sognando di sfondare come ballerina e frequentando tutti i provini, interessata a prendere parte ad un videoclip che possa spalancarle le porte di questo tipo di carriera.


Nel frattempo Honey da lezione nella palestra della madre, dove si concentrano ragazzi anche difficili che cercando una soluzione diversa ai loro problemi, lavora come barista in una discoteca e durante il giorno in un negozio di musica, insieme alla sua amica Gina, che la sostiene con convinzione.


Una sera viene avvicinata in discoteca da un tipo che si presenta come Micheal Hellische, un regista di videoclip musicali che sta cercando nuovi ballerini e che l'ha notata in pista. Dopo un primo momento di scetticismo, inizia per Honey una carriera che la porterà a diventare anche coreografa, spinta da Michael, colpito dal suo talento creativo.


Nel frattempo Honey, corteggiata da Chaz, un ragazzo che è riuscito a indirizzarsi sul giusto cammino, lavorando in un salone di parrucchiere per uomini, cerca anche di aiutare due ragazzini che sono corteggiati dalla malavita locale. Vorrebbe aiutarli a trovare una strada diversa e per farlo ha bisogno di denaro per poter comprare un locale che vorrebbe trasformare in una scuola di quartiere.


La sua carriera di coreografa in qualche modo l'aiuta con la liquidità, ma quando una sera Michael la invita ad una festa con il solo scopo di approfittarsi di lei, Honey mette subito in chiaro di non essere interessata e l'uomo come ripicca la licenzia e le fa terra bruciata intorno.


Determinata a non lasciarsi vincere, Honey organizza un ballo di beneficenza, coinvolgendo i ragazzi della palestra, sperando di trovare i fondi per aprire la scuola di danza. Nel frattempo gli artisti che l'avevano notata durante il suo lavoro di coreografa, cercando lei.


Storia fatta di buoni sentimenti, con un ruolo importante dato alla danza, senza però sacrificare la parte narrativa. Non certo un film indimenticabile, ma carino e adatto a trascorrere una serata tranquilla.

martedì 21 aprile 2020

L'EREDITA' DI NOSTRO PADRE (Rosamunde Pilcher - Germania 2018)


Come ogni lunedì La 5 ha trasmesso un nuovo film tedesco tratto da un romanzo di Rosamunde Pilcher, forse la scrittrice inglese più amata dai tedeschi, se dobbiamo valutare dal numero di adattamenti televisivi. La storia di ieri però presentava un certo interesse, anche per la costruzione della trama, che non permetteva di scoprire subito le carte in tavola, alimentando un certo mistero che mai guasta, anche nelle storie sentimentali.


Iris Harding ha frequentato una scuola di giornalismo, anche se al momento lavora a Londra in una società che vende computer ed ha una relazione con Mark, piuttosto blanda e poco coinvolgente. Un giorno le arriva una lettera da una certa Greta Winterbottom, che le dice di aver ricevuto il contatto dalla scuola che ha frequentato e di volerle dare un incarico.


Iris, attirata da quella che potrebbe essere la sua prima inchiesta, parte malgrado il parere contrario del fidanzato per andare in Cornovaglia ed incontrare Greta, gravemente malata. Le due giovani subito si piacciono e Greta le spiega che il suo desiderio è di rintracciare il grande amore di suo padre, morto un anno prima, che avrebbe voluto lasciare alla donna con cui aveva avuto una relazione poco prima della sua nascita, la sua barca chiamata SEA BREEZE.


Iris s'interessa alla storia, anche se viene scacciata in malo modo dalla famiglia della ragazza, ovvero dalla sua matrigna Maura e dal figlio di lei, Patrick. La ragazza muore durante la notte e quando il giorno dopo Iris si reca da lei, scopre che non c'è più. Decisa a indagare sul desiderio della ragazza, fa una scoperta sorprendente sulla donna con cui John, il padre di Greta, aveva avuto una relazione, rivoluzionando totalmente il suo passato e la sua vita.


Nel frattempo però le sue indagini la portano a incontrare spesso Patrick, un giornalista d'assalto, che ha lasciato il suo lavoro negli Stati Uniti, anche contro il parere contrario della madre, per poter tornare in Cornovaglia e combattere le sue battaglie ambientaliste.


Patrick infatti dirige la radio locale, Sea Breeze, e ha instaurato una vera e propria lotta con una compagnia petrolifera che vorrebbe fare trivellazioni davanti alla costa della Cornovaglia. Iris si lascia coinvolgere dalla sua battaglia e allo stesso tempo si rende conto che Patrick, oltre la sua aria burbera, è un uomo pieno di sentimenti nobili.


A turbare le acque arriverà Mark, quando scoprirà la vera natura delle ricerche di Iris, intenzionato a sfruttare il cambiamento degli eventi. Storia carina, ambientata nella splendida e soleggiata Cornovaglia, adatto a trascorrere una serata senza angosce. Piccola nota simpatica: nel ruolo del fidanzato scroccone e cattivo della situazione, troviamo il nostro Kaspar Capparoni.