lunedì 17 marzo 2025

HERCAI - Una voce dal passato (35)

 


Questa serie è fatta di scena d'impatto, fortemente visive e drammatiche, che lasciano nello spettatore un'impronta notevole, ma soprattutto provocano uno scossone nell'animo dei personaggi, soprattutto di Miran, protagonista fatto soprattutto di ombre e di poche luci che, nella sua ricerca di verità, viene messo alla prova ripetutamente, soprattutto perché deve passare dalla fede incrollabile che aveva in una donna che ha finto di prendersi cura di lui alla consapevolezza di essere stato solo uno strumento della sua vendetta.


 

Ormai abbiamo intrapreso il cammino della consapevolezza, ma ogni passo che compie verso la conoscenza, porta una profonda crisi in lui, soprattutto alla luce del fatto che Reyyan era priva di qualsiasi colpa, anche ancestrale, di discendenza, o qualunque cosa avesse utilizzato la sua coscienza per giustificare l'azione pianificata ai danni di una donna che si era innamorata di lui e che non gli aveva mai fatto alcun male.


 

Adesso che anche il testimone ha parlato, Miran caccia sua nonna dalla grande casa degli Aslanbey, dichiarandole tutto il suo disprezzo. Lei continua il suo cammino, dicendogli che se ne pentirà e che capirà che gli altri sono i grandi bugiardi e non lei. Questo, in una storia senza luci ed ombre, piuttosto lineare, ci offrirebbe un protagonista che intraprende il sentiero della luce, stringe la mano della donna ferita che l'ha perdonato, e insieme lotterebbero per trovare la verità sul delitto della sua famiglia. Ovviamente non è così, perché Miran è un personaggio complicato, pieno di sfaccettature che in una persona reale si ritroverebbero facilmente.


 

Si crea una sorta di distanza tra lui e Reyyan. Quest'ultima vorrebbe aiutarlo a superare la sua crisi, ma lui non ha il coraggio di guardarla in faccia. Si è come bloccato, ritenendosi indegno di lei, del suo perdono, del suo amore. Lei, comprensiva come poche, sa che Miran deve perdonarsi, ma non trova il cammino per avvicinarsi a lui, anche se poi il marito non riesce a starle troppo lontano, e la cerca, nel sonno, pur di sentirla vicina. Momenti di tenerezza gettati a un pubblico esasperato che vorrebbe entrare nel pc/televisore per prendere a ceffoni e coccolare questo ragazzo deviato e ferito in un gioco più grande di lui.


 

Per fortuna la nostra eroina resiste a tutti i colpi che vengono assestati a questa relazione, ma nel frattempo assistiamo all'esuberanza di Sultan, che festeggia la liberazione del castello e decide di andare a portare la dote a Elif, che ormai vive a casa degli Şadoğlu, tentando di avvicinarsi sempre di più ad Azat, che invece interagisce quotidianamente con Gönül, la sua diffamatrice. Questa coppia suscita qualche mio sospetto, ma vedremo andando avanti!


 

Il problema vero sta piano piano montando, non tanto per Azize che, per vendicarsi dei suoi eterni nemici, decide di esercitare il suo potere nell'azienda, costringendoli a pagare una somma enorme che era stata pattuita come garanzia, durante l'alleanza con Miran Azkoy, ma dallo solita Yaren, si la cugina folle che si è sentita privata di un diritto che non aveva nei confronti di un uomo che non l'ha mai considerata.


 

Infatti la ragazza, che a tratti suscita anche la nostra simpatia quando interagisce con il fidanzato posticcio che le è stato imposto, Harun che non intende minimamente sposarla, in quanto la sta corteggiando solo perché parte di un piano per colpire i veri nemici, ascolta per caso una conversazione tra suo fratello e suo zio e scopre che Reyyan non è la figlia di suo zio, ma frutto di una relazione passati di Zehra, personaggio scomparso nel nulla anche in momenti così critici. Come utilizzerà questa informazione? Lo scopriremo solo sul finale.


 

Nel frattempo Miran decide di portare sua nonna (quella buona) al villaggio, ma di accompagnare anche la piccola Gul, che lo aveva respinto davanti al suo ennesimo attacco di rabbia. In un primo momento la bambina rifiuterà, ma poi Hazar la accompagnerà entrando per la prima volta nella casa d'infanzia di Dilşah. E qui viene la parte più bella dell'episodio, con l'emozione dei due uomini che l'hanno amata, Hazar e Miran, che la sentono in ogni angolo, la vedono, fino al colpo finale, con una cassetta ritrovata, nella stanza della donna, che Gul vuole sentire per costringere Reyyan e Miran a ballare insieme, per farli riavvicinare.


 

L'emozione del momento viene spazzata via da una voce che emerge sul nastro e che è proprio quella di Dilşah, che, probabilmente, mentre cercava di andare indietro o avanti con il nastro, ha registrato una conversazione con Ayla, proprio in quella stanza, trent'anni prima. 


 

 

Bravissimi tutti gli attori nel rendere l'emozione del ritrovamento. Miran lamentava di aver dimenticato la voce di sua madre e questo affiorare dal passato, colpisce al cuore tutti quelli che, come lui, hanno smarrito nella memoria labile un ricordo così importante.


 

Ma l'importanza di questo ritrovamento non è solo emotiva, perché Ayla e Dilşah stanno parlando delle pressioni della famiglia Aslanbey su di lei, che non voleva Mehmet e di come Azize abbia reso la loro vita impossibile per accontentare il figlio e costringerla a sposarlo. Il dolore del passato devasta il protagonista e Hazar, ma non c'è pace per i giusti, questa è la verità, e neanche il tempo di digerire questa profonda emozione che, tornando a casa, Yaren affonda con crudeltà nel cuore della nostra eroina, che fino a questo momento è stato solida, stoica e irremovibile.

domenica 16 marzo 2025

HERCAI - Due dolori (34)

 


La verità, quando è a lungo taciuta, può fare un effetto strano, almeno nell'immediato. Invece di portare un senso di liberazione, si prova soprattutto smarrimento perché una bugia, per quanto dura, alla fine può illuderci di una certa stabilità, cosa che la verità, soprattutto dirompente, può frantumare. Ed ecco che, nel 34esimo episodio di HERCAI, abbiamo due uomini, padre e figlio inconsapevoli (questo infatti è un segreto che ancora non è stato rivelato!), che affrontano il drammatico impatto con due realtà che ignoravano.


 

Il nostro eroe turbolento e turbato, infatti, ha avuto prova che le menzogne raccontate da sua nonna, che hanno inciso profondamente nella sua vita, non sono una mera calunnia raccontata dagli altri. Il soldato che ha accertato la morte di sua madre, è stato chiaro. Nessuna violenza. Miran ricorda così quando sua nonna lo ha informato del suo terribile piano, quello della seduzione e del conseguente abbandono di Reyyan. "Usala e poi gettala via!", sono state le sue parole e quando il ragazzo, che ha un animo nobile, nonostante il leone che l'ha cresciuto, ha protestato, lei lo ha convinto con la crudeltà dei dettagli, ricordando come anche Dilşah fosse stata disonorata.


 

Adesso Miran è stravolto e non trova il coraggio di guardare Reyyan negli occhi, ma la moglie, decisa a non abbandonarlo, lo sostiene, cercando di farlo ragionare sul fatto che il perdono è già stato concesso e non è la scoperta dell'inutilità del male provocato, a cambiare la cosa. Loro hanno deciso di andare avanti e di riprovare. Ma Miran è come stordito dalla rivelazione.


 

Nel frattempo anche Hazar è stravolto. Il pensiero che Dilşah sia morta, senza l'aiuto di nessuno, se non il suo intervento tardivo, anni dopo, lo travolge. Lei non lo ha mai abbandonato, come credeva, ma ha sperato che potesse aiutarla, mentre suo padre l'ha mandata via. Disperato si reca sulla sua tomba, dove trova anche Miran. I due per la prima volta non si guardano in modo ostile, ognuno sentendosi in colpa nei confronti della donna. Che sia l'inizio, nel dolore, di una nuova alleanza?


 

I due infatti hanno deciso di continuare a indagare, anche se la verità sta portando ad emergere soprattutto cose dolorose, ma il soldato ha parlato di un testimone, un pastore, che quella notte era sul luogo dell'omicidio e Miran, fingendo di credere ancora a sua nonna, in realtà la segue per capire che cosa ancora gli stia nascondendo.


 

La donna si rende conto che lui la sta spiando e decide di recitare, come sempre, il suo ruolo di donna preoccupata per la tranquillità del nipote e chiede al pastore, minacciandolo, di tacere sulla verità, ovvero che Dilşah era una donna compromessa che aveva una relazione clandestina. Miran però si concentra soprattutto sul fatto che sta trovando conferme al fatto che Hazar non è l'assassino e che sua nonna gli ha mentito fin dal principio.


 

Anche Hazar, guidato dal dolore, arriva alla stessa porta, ma il pastore  ha in serbo per tutti loro una sorpresa, mentre Nasuh, corroso dal rimorso e spinto anche da suo figlio Cihan, che lo affronta determinato, rivela solo a quest'ultimo un'altra sconvolgente verità: è lui ad aver sparato quella notte. Possibile che sia l'assassino di Mehmet e di Dilşah?


 

Non ci è dato ancora di sapere e in questa storia tutto è il contrario di quello che sembra, ma Miran, incapace di resistere alla verità, decide di mettere da parte qualsiasi recita con Azize e porta Hazar e il pastore a confrontarsi davanti a lei e l'uomo riconosce che la donna è un essere crudele che ha rovinato la sua vita e che ormai è deciso a raccontare tutta la verità.

giovedì 13 marzo 2025

HERCAI - Tre amori (33)


 La storia raccontata da HERCAI è, a ben vedere, il racconto di tre amori, di tre generazioni, in cui due sicuramente non sono riuscite a perseguire i propri sogni, perché le aspettative di quelli che erano intorno a loro sono state tali da schiacciare l'amore vero. A Reyyan e Miran, la terza generazione, spetta il compito difficile di vivere i loro sentimenti, liberandosi dal passato, per proiettarsi finalmente nel futuro. È quello che si capisce in modo chiaro in una scena centrale di questo nuovo episodio, quando, in attesa della barca che dovrà portarli a fare colazione nel golfo di Istanbul, i due innamorati parlano della loro situazione, ascoltati da un vecchio con una rosa in mano.


 

Prima di arrivare a questo, ovviamente, abbiamo vissuto per la prima volta il turbamento di Reyyan per una sorta di gelosia nei confronti del passato di Miran, che sembra davvero non aver mai amato nessuno, ma questa misteriosa Dennis, arrivata dall'America, dove scopriamo Miran ha studiato, lascia una strana scia di fastidio che sembra destinata a rovinare questo weekend magico dei novelli sposi. 


 

In realtà è tutto un complotto, ordito dai soliti cattivi, per cercare di muovere le acque. Fino ad ora sembrano intenzionati ad aiutare Miran e Reyyan a scoprire il passato, ma c'è qualcosa di ambiguo in Harun e non sembra che ci si possa fidare pienamente. Ecco che, dopo i chiarimenti della serata, Miran il mattino dopo chiede a Firat di cercare informazioni sul tipo, misteriosamente comparso nel suo stesso hotel in compagnia di Dennis, una donna con cui lui aveva avuto una sorta di avventura anni prima.


 

La forza del loro sentimento, comunque, non sembra risentire di questo piccolo episodio e mentre parlano tra di loro, sul ponte, l'uomo anziano li nota e suggerisce loro di credere nei loro sentimenti e soprattutto non dare priorità al desiderio degli altri. Un pizzico di egoismo è quello che potrebbe portare loro la felicità.


 

Ed è proprio in questo momento che vediamo, per la prima volta, messi l'uno accanto all'altro i tre amori, due del passato, accanto a quello del presente. Nasuh e Ayşe, dove lui aspetta l'approvazione della famiglia per sposarla, Hazar e Dilşah, che si piega alla volontà del padre di andare nell'esercito, prima di sposare la donna amata, tutti rapporti destinati a finire in modo tragico. Miran e Reyyan sono l'ultima possibilità di felicità.


 

E vederli sulla barca, con lui stranamente sereno, che le regala una penna con il suo nome, dicendole che vuole che lei realizzi il sogno di studiare, di diventare quello che vuole, senza i limiti che la famiglia le aveva sempre imposto, è commovente, come una storia d'amore che sembra davvero unica e rara. Peccato che tutto, come al solito, precipiti sul finale.


 

Miran riceva una telefonata che lo informa che il misterioso Omer, il soldato che era arrivato sul posto dove i corpi dei suoi genitori erano stati trovati, è proprio a Istanbul. I due decidono di andare a cercarlo, mentre Miran chiede ad Hazar, dopo aver letto il biglietto che Harun ha lasciato nella sua stanca, di cercare la confidente di Dilşah, per indagare sul passato.


 

Questa ricerca parallela dei due uomini porterà a due rivelazioni sorprendenti che sconvolgerà entrambi nel profondo. Hazar, accompagnato dal fratello Cinhar, cerca Ayla, la migliore amica di Dilşah. Sui suoi passi però c'è anche Nasuh, che lotta per nascondere il passato. Chiede alla donna di tacere con il figlio, ma quando Alya incontra Hazar la verità taciuta emerge: Dilşah lo aveva cercato disperata, perché non voleva sposare un Aslanbey, ma il padre l'aveva mandata via. Hazar è sconvolto dalla rivelazione.


 

E a essere sconvolto è anche Miran che, dopo varie peripezie, riesce finalmente a parlare con il soldato che gli confessa di come sua nonna Azize abbia reso la sua vita miserabile perché non voleva che confessasse la verità, ovvero che sua madre era stata uccisa da un solo colpo di pistola, ma soprattutto che non era stata aggredita e violentata da Hazar, come lei invece aveva sempre rivendicato. È il colpo definitivo che manda in frantumi il passato di Miran.

lunedì 10 marzo 2025

HERCAI - Il primo San Valentino (32)

 


Quanto potevano Miran e Reyyan rimanere separati in una storia come questa, dove l'amore è la forza potente che smuove le montagne? Me lo chiedevo mentre osservavo la tristezza di Reyyan al tavolo per la cena per le nozze di Azat ed Elif, quel posto vuoto che pesava enormemente. Certo poi tutto, come al solito, è finito quasi in tragedia, con una sposa in fuga, il marito alla ricerca e la famiglia che precipita al palazzo Aslanbey per salvare Elif dalle grinfie di Azize che, pur amandola, non riesce proprio a lasciare che l'amore porti luce nel suo cuore oscuro.


 

Elif è sconvolta. Personaggio decisamente interessante, ma fragile nel vortice di odio in cui è cresciuta e incapace di elaborare le tragedie, dopo quella terribile della perdita dei suoi genitori. Così, pur avendo seguito la nonna che aveva minacciato Azat, preferisce salire sulla balconata dell'eterno palazzo Aslanbey e buttarsi di sotto pur di non continuare a respirare l'odio funesto che divide le due famiglie. Provano a dissuaderla Miran, Reyyan e Azat e sarà proprio quest'ultimo a salvarla dal salto, promettendole un tentativo sincero per una vita felice. E Miran, che pur essendo stato alimentato di odio, non è impenetrabile all'amore, punterà un'arma contro i suoi pur di permettere ad Azat di portare via Elif da quella casa che la sta uccidendo.

 


Ma intanto gli sguardi di Reyyan, feriti, parlano e quando a casa suo padre Hazar la vede abbattuta e senza speranza, il patto stipulato con Miran dura poco. Non vuole che sua figlia sia triste, preferisce raccontarle tutto, ma soprattutto chiama Miran dicendogli che Reyyan sta male e poco secondi dopo eccolo arrivare alla loro porta per portarla via. E tutta la sua ansia, il suo amore e la paura di perderla emergono poi nella scena dell'hotel, dove una febbre improvvisa della ragazza (perdonatemi ma credo frutto anche di un tempo dove non smette di piovere!!!), lo indurrà a passare una notte in veglia accanto alla moglie.


 

Se i nostri cuori teneri di spettatori esultano per il ritorno, tutto il mondo intorno a loro è in subbuglio. C'è il nuovo consiglio di amministrazione per la morte di un membro che porta alla nuova nomina del presidente. Dovrebbe essere rieletta Azize, in base ai voti, ma all'ultimo minuto arriva Gonul, decisa a giocare le sue carte. Rivendica di sapere chi sia suo fratello, per votare. Se la combattono lei e Azat. Azize le dice che suo fratello è Firat, ma lo sarà davvero?


 

Gonul esulta, ma quando poi deve votare si vendica delle sofferenze subite per colpa della nonna appoggiando la nomina di Azat, che diventa nuovo presidente, smacco  durissimo per la famiglia, ma in questa fase sono propensa a vedere Gonul in una luce diversa. Quando si allontana da Miran, che è palesemente innamorato della moglie, e cerca di lottare per quello in cui crede, recupera punti. Così la sua conversazione sulla terrazza dell'hotel, con Azat, mi ha quasi intenerito nei suoi confronti. Le auguro di trovare un giusto equilibrio, anche se ho i miei dubbi sul fatto che Firat sia suo fratello.


 

Intanto arriva il primo San Valentino e nella mia mente mi chiedevo come fosse possibile che in un mondo di cultura orientale e di religione mussulmana si festeggiasse una tale ricorrenza, che, per ignoranza mia, avevo sempre associato a una festa chissà perché della religione cattolica. Mi piace imparare e ne prendo atto. 


 

Comunque, poco prima di realizzare che siamo davanti alla festa degli innamorati, Miran ci regala un'altra scena da incorniciare, con uno dei suoi raptus di gelosia questa volta nei confronti dell'ambiguo Harun. Questi ha regalato una rosa rossa a ogni donna dell'hotel, ma quando Miran lo vede nell'orbita di Reyyan non capisce più nulla e attacca il futuro marito di Yaren come un toro che vede il drappo rosso.


 

La moglie, esasperata, cerca di farlo ragionare e per fortuna lui, preso dalla sorpresa che le ha preparato, presto lo dimentica. Regala a Reyyan una di quelle esperienze per le quali lo amiamo e gli perdoniamo tutti i suoi turbamenti mentali (che sono davvero tanti!). Reyyan non aveva mai visto il mare e lui la porta a Istanbul per regalarle una serata speciale, romanticissima, con tanto di scena divertente e sensuale nella stanza d'albergo, dove lui le fa credere di aver portato solo una valigia piena di baby-doll. Non è così, anche perché la cena, anche se praticamente solo per loro, ha anche un pubblico maschile, i musicisti, e dubito che, data la sua gelosia, avrebbe tollerato. Anche se il vestito rosso che le ha comprato rende chiare le sue intenzioni.


 

Sembra la serata perfetta, il primo San Valentino che trascorrono insieme, con dichiarazione di amore di lui, desiderio di famiglia, e regalo di lei, dei gemelli con le sue iniziali. Anche Miran ha comprato un regalo, dimenticato però nella camera, lo stesso posto dove un uomo, armato, sta girando con aria circospetta. Anche in un momento così ci viene ricordato che questa è una storia d'amore, ma nata dalla vendetta, e i nemici sono tanti e in agguato!

domenica 9 marzo 2025

HERCAI - La cena dei traditori (31)


In un episodio turco (quindi di circa due ore e mezza/tre) di questa serie avvincente, ne succedono davvero di tutti i colori e dover sintetizzare l'episodio in poche battute è piuttosto complicato perché la mente segue le mille cose che sono successe, anche se poi l'immagine che si ferma è tendenzialmente quella finale, che crea un cliffhanger che induce lo spettatore ad attendere l'arrivo della nuova puntata per capire come proseguirà e sicuramente la scena finale, quando, durante la cena per celebrare le nozze di Azat ed Elif, si presentano praticamente tutti gli Aslanbey, tranne Miran, provoca una stranissima sensazione e vedendoli con gli occhi di Azize Aslanbey, sono tutti traditori che si sono presentati al banchetto del nemico. Così non è, ma procediamo per gradi.


 

Credevamo tutti che con la lettura della lettera di Dilşah da parte di Miran qualcosa si sarebbe sbloccato, invece ecco il nostro confuso eroe ancora una volta sul bordo del precipizio, in questo caso letteralmente, visto che lo vediamo penzolare con le sue lunghe gambe sull'altalena che aveva costruito per conquistare Reyyan, nell'ormai lontano loro fidanzamento. Qui lui, angosciato su se stesso e il proprio passato, sempre più torbido e poco chiaro, sembra quasi pronto a saltare nel vuoto, ma a salvarlo, come sempre, arriva Reyyan, che cerca di stargli accanto, di farlo ragionare.


 

La nostra eroina ha una pazienza di Giobbe. Lo so che si tratta di un amore profondo e sincero, ma le continue esitazioni di Miran, pur comprendendole dal punto di vista di un personaggio travagliato, farebbero davvero impazzire chiunque e infatti, Reyyan, davanti alle sue ennesime esitazioni, gli dice che se la lascerà da sola nella casetta in mezzo alla radura, preda della sua rabbia, quando tornerà non la troverà.


 

Ovviamente questo frena il nostro eroe che rimane accanto a lei tutta la notte, ma il suo spirito irrequieto non riesce proprio a trovare un minimo di pace e quando sua nonna, che ha saputo che Şükran vuole parlare con Hazar, lo spinge a sorprenderli in un ristorante, mentre stanno parlando, è sempre Reyyan quella che lo convince a rimanere e ad ascoltare suo padre.


 

Hazar racconta di una notte di ventisette anni prima, quella che tutti nascondevano o ne davano un'interpretazione poco chiara. Ed ecco che, finalmente, anche agli occhi dello spettatore, vediamo Dilşah e un giovane Hazar che si incontrano nel loro posto segreto con la volontà di fuggire dalle torture di un marito crudele. La loro fuga, però, viene scoperta e Hazar colpito da un colpo di pistola. Quello che poi segue non ci è dato di sapere, ma questo racconto, che tocca la madre di Dilşah, si scontra contro il solito muro che Miran alza ogni volta che qualcuno cerca di fargli vedere le cose per quello che sono.


 

Reyyan è stanca della sua fede incrollabile in sua nonna, una donna che ha cercato di ucciderli più di una volta, che ha mentito, ingannato, ma che lui protegge ancora con un cuore che non si rassegna. A questo punto, si congeda da Miran e gli dice che se non è in grado di rinunciare alla sua vendetta, lei non può continuare a stargli accanto, perché non sta cercando la verità, ma solo di smentire gli altri.


 

Ovviamente questo devasta Miran, che si chiude ancora di più in se stesso. A cercare di scuoterlo è Fırat, l'amico di una vita, che a sua volta è alle prese con una profonda crisi, avendo capito che Azize lo ha sempre usato e non lo ha mai considerato parte della famiglia. I due si affrontano e Fırat arriva a picchiare Miran per farlo rinsavire. Qualcosa in  lui si muove, anche se quando raggiunge Reyyan sul tetto della sua casa, per rinnovarle il suo amore e la sua disperazione, e la prega di dirle cosa può fare per farla tornare, lei lo invita alla famosa cena di cui parlavo all'inizio. Se si presenterà, lei capirà che è disposto a mettere da parte la vendetta.


 

La cena arriva e sembra quasi che la piccola Elif sia davvero decisa a provare a essere felice con l'uomo che ama e che spera un giorno possa guardarla con occhi diversi. Ma può la felicità durare in un simile contesto? Ovviamente no ed ecco che compare anche Azize, che fa la sua proposta del diavolo ad Handan e quando vediamo la sposa fuggire disperata per i vicoletti di Midyat non dubitiamo che sia stata lei a parlare. E Miran?


 

Eccolo che compare sul tetto, proprio ormai come un gatto, che parla con Hazar a cui propone di allearsi per cercare la verità, ma nel segreto che coinvolge anche Reyyan, delusa e distrutta per il posto vuoto accanto a lei alla cena dei traditori, o di chi, ormai stanco, vede nell'alleanza con il nemico un barlume di pace, ma siamo solo al 31esimo episodio e la pace è solo un miraggio.

lunedì 3 marzo 2025

HERCAI - L'acqua che corrode (30)


 Se il fuoco è un simbolo molto forte in questa storia, inteso come rabbia devastante, dolore che brucia tutto quello che c'è intorno, la verità la potremmo vedere come l'acqua, come la corrente di un torrente che, piano piano, corrode la roccia, scavando buchi in un muro che sembra impossibile da sfondare e che può portare al passato, quello vero, non quello filtrato attraverso gli occhi neri e oscuri di Azize Aslanbey. E la rivelazione importante, quella della lettera ritrovata e persa, arriverà dopo che altri colpi saranno assestati al muro che imprigiona da anni Miran Aslanbey/Şadoğlu.


 

La guerra, quella vera, è quella che si combatte nella testa di Miran, sempre diviso tra il suo desiderio di amore e di essere amato anche da una nonna decisamente ambigua, e una verità crudele che emerge sempre di più. Quando scopre dalla donna manipolatrice che Şükran, la nonna buona, ha portato ad Azize un nuovo biglietto dello sconosciuto nemico, cerca di capire che cosa stia succedendo. L'anziana però è limpida nelle sue risposte e spiega che un ragazzino (lo stesso che ha mentito sul rapimento di Reyyan?) le ha consegnato questo biglietto annunciandole che presto avrebbe rivisto suo nipote in  cambio di portare quella nota ad Azize.


 

Ovviamente la donna cerca di manipolare Miran, dicendogli che sono sicuramente gli Şadoğlu a muovere quelle fila. La presenza di Reyyan è come sempre un balsamo sulle ferite di Miran che è combattuto tra la bugia, dolorosa ma sicura, e una verità che potrebbe sconvolgerlo ancora di più. La scena in cui porta al marito la cena e lui quasi si commuove al pensiero del suo amore per lui, perché, le dice, non è abituato ad essere amato, fa capire il peso della presenza di Reyyan nella sua vita. 


 

Ricompare anche Filipos, il figlio dell'orafo che aveva confermato la versione nota a Miran, sull'origine dell'anello. Il vecchio Gabriel è morto e l'uomo ha deciso di rivelare la verità, taciuta fino a quel momento. L'anello era stato fatto su richiesta di Hazar Şadoğlu per Dilşah e Azize li aveva minacciati.


 

Il sogno che Miran fa poco dopo, quello della morte di Azize e del dolore che lo travolge, portandolo poi a cercare la nonna nella sua stanza, ci fa capire come sia ancora quel bambino che si vuole aggrappare anche a una terribile bugia pur di non perdere le poche certezze che ha nella vita. Reyyan, addolorata, si rende conto che aprire gli occhi di Miran sarà piuttosto difficile.


 

Ci provano tutti, anche Hazar, che chiede a Fırat di incontrarlo e lo spinge ad affrontare sua madre, per chiederle la verità sul passato. Intanto Miran scopre che Filipos si è visto con Nasuh e crede che la confessione dell'uomo sia l'ennesimo trucco degli Şadoğlu per farlo impazzire e corre subito da Hazar per ribadirgli il suo disprezzo. In realtà Nasuh ha chiesto all'uomo di tacere sul passato, perché era intervenuto per troncare la relazione del figlio con Dilşah, che voleva contattare l'uomo amato e mandato nell'esercito. Tutte prove di una passata relazione, che tutti cercano di occultare.


 

Ma la verità è una corrente d'acqua che piano piano riesce a sfondare i muri, anche quelli più solidi, e la vecchia Şükran, esasperata dalle mille bugie, un giorno affronta Azize, davanti agli occhi di tutta la famiglia, aprendo una porta sul passato e sulle sofferenze di sua figlia che l'avrebbero portata alla morte. Miran è sempre più sconvolto perché la favola della famiglia felice distrutta da Hazar Şadoğlu si sta dissolvendo sempre di più.


 

E il colpo definitivo arriva sul finale, con una scena di grande impatto visivo, dove Miran accompagna la nonna sulla tomba della figlia per la prima volta e qui trovano, in ginocchio e in lacrime, quello che ha sempre considerato il suo assassino. In uno scontro vemente, dove si arriva a tirare fuori le armi, Hazar risponderà con la verità, tirando fuori la lettera (ritornata miracolosamente in suo possesso) in cui sua madre lo pregava di andarla a salvare. E questa è l'ultima fatidica goccia che farà venire giù il muro.