sabato 17 gennaio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Tra passato e futuro (34)


Fatmagul e Kerim sono come sospesi tra il passato e il futuro che potrebbero avere. Il passato, per la prima, è legato al processo, a tutti i tentativi della famiglia Yasaran di affossare la verità e farli passare per mitomani che hanno denunciato solo per estorcere qualche vantaggio. Fatmagul quasi non ci spera, continua ad andare dalla psicologa che con le sue sedute dovrebbe aiutarla ad affrontare il suo passato, ma sembra non convinta che i suoi carnefici pagheranno per quanto fatto.


Fa bene a dubitare, anche perché persino Vural ha ritrattato, anche se i suoi genitori non sembrano rendersi conto dell'abisso nel quale è precipitato e che i loro tentativi per coprire la cosa non fanno che trascinarlo ancora più giù. Kadir Bey, l'avvocato, il personaggio nuovo che è entrato nelle loro vite, va a parlare con lui e abilmente fa scivolare le foto di delitti simili, con conseguenze terribili di donne che hanno posto fine alla loro vita. È un colpo basso per scuotere Vural, per farlo vacillare. Cosa che succede, anche se per il momento continua a tacere e l'unica cosa che prova a fare è a fuggire dall'ospedale.


In carcere Erdogan e Selim non se la passano bene, isolati e bullizzati dal resto dei carcerati che li odiano per il delitto infame commesso. Erdogan, che è tra i due quello mosso da sentimenti di astio e negatività, esasperato, un giorno finisce per aggredire Selim, il più indifeso che ha accanto, pur di sfogare la sua rabbia. Nel frattempo Selim riceve anche un altro colpo durissimo, da Meltem, che lui continua ad amare  e invocare perché vada da lui.


La donna, dopo molto tempo, si presenta, solo per annunciargli di volere il divorzio perché nella sua vita c'è una persona nuova. Non è vero, anche se abbiamo assistito a una sorta di quasi bacio tra lei e Mustafa, che non sembra proprio trovare pace, dopo essere stato cacciato anche da Asu. L'affermazione però ha lo scopo di colpire duro nell'orgoglio di Selim, che credeva davvero che la moglie, dopo tutto quello che era successo, continuasse a credergli.


E nel passato in qualche modo continua a indugiare anche il povero Kerim, anche se è tutta colpa di Mukkades, che, intrufolatasi nella sua vita, rubando la lettera del padre, gli ha scritto per creare un contatto. Kerim non riesce a perdonarlo e Fatmagul confessa alla sua psicologa di non riuscire a capire perché desideri profondamente che lui lo faccia. In realtà per Kerim sarebbe come fare pace con quella parte dolorosissima della sua vita, legata alla morte della madre, che non riesce a dimenticare.


Quando il padre chiama sul cellulare di Meryem, lui le strappa il telefono solo per ribadirgli che non vuole avere niente a che fare con lui, che suo padre è morto prima ancora di sua madre, quando ha deciso di andare via e di abbandonarli. Sono convinta che, prima o poi, l'uomo ricomparirà nella loro vita, soprattutto dopo che il tornado di Mukkades ha sconvolto ogni cosa.


Se ci sono pesi legati al passato, c'è anche un tentativo di andare avanti. Il ristorante che hanno preso in affitto apre con una cerimonia importante. Lo hanno chiamato Gul Mutfagi (la cucina della rosa) e Fatmagul è felice, sorridente, perché finalmente ha qualcosa di suo. Ma ogni volta che i nostri personaggi sembrano raggiungere un minimo di felicità, qualcosa succede per guastare ogni cosa e la cerimonia di inaugurazione viene turbata dall'invio di un mazzo di rose con l'augurio, "hayırlı uğurlu olsun" (buona fortuna), fimato Mustafa. Sembra che il passato non voglia proprio mollare la povera Fatmagul.

Nessun commento:

Posta un commento