martedì 17 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Uno sparo nel buio (59)


Il mio cuore resta con Kerim, questo personaggio che, lungi dall'abbracciare l'immagine dura e virile che spesso questi prodotti vogliono presentarci, si offre come un essere umano pieno di sfaccettature, una persona per bene, che si è ritrovata in una storia più grande di lui, che però ha avuto il coraggio di affrontare i proprie errori, di combattere per riscattarsi, conquistando, nel percorso, anche l'amore per una donna che, soprattutto nella fase iniziale, sembrava davvero irraggiungibile.


Saremo felici, dice Kerim a Fatmagul, quando finalmente riesce a riaprire gli occhi in ospedale, dopo che sono stati sul punto di perderlo davvero. Saremo felici, malgrado tutto. E quel tutto è davvero enorme, in questa fase, perché anche se ormai Fatmagul e Kerim si guardano per lo più con gli occhi a cuore, si cercano e le loro mani si toccano sempre più spesso, i problemi sono ancora enormi.


Gli Yasaran sono ancora in giro, pronti a fare danni, pur di coprire un nome che è sempre di più trascinato nel fango. Quando si scopre dello sparo nel buio che ha abbattuto Kerim Ilgaz, subito si pensa a loro, ovviamente. Il processo è ancora in corso, Meltem e la madre sono in lotta aperta con i loro ex alleati.


Reşat è caduto in profonda depressione dopo che la madre di Meltem lo ha quasi estromesso dalla sua società. Perihan non crede al suo abbattimento ma lui sembra vinto dal pensiero di aver perso il potere che aveva. E Selim, invece, con la sua inutilità solita pensa solo a profumarsi e a riavvicinarsi a Meltem che invece continua a non voler avere niente a che fare con lui.


Ma il problema principale è Mustafa, l'elemento pericoloso e scombinato che sembra una pallottola impazzita pronta a colpire chiunque per smorzare la sua infelicità. Invece di pensare a quello che ha (denaro, la madre che lo ama, la moglie innamorata e un bambino in arrivo) è ossessionato da quello che ha perso: soprattutto Fatmagul o forse la serenità di un tempo. 


Certo capisco che ha commesso cose che non si risolvono facilmente, come l'omicidio di Vural  ma la mancanza di lucidità lo ha spinto oltre il limite, sparando al povero Kerim, che non è certo il più colpevole. Da questo momento comincia a vagare, cerca di fuggire dalla polizia che invece lo cerca per l'aggressione di Erdoğan. 


Tornato a Ildır, nel paese natale, chiede l'aiuto dell'amico pescatore, Sedar,  con  cui era rimasto in contatto ma il ragazzo capisce che Mustafa è in guai seri. Cerca di convincerlo ad andare alla polizia per chiarire e alla fine Mustafa lo asseconda, anche se crede che si tratti solo della richiesta di comparizione per l'inseguimento di Erdogan.


Quando però Mustafa mente alla polizia e poi dà dei soldi a Serdar, perché assecondi la sua bugia (ovvero che è rimasto a Ildir tre giorni e non solo uno) fornendosi un alibi per lo sparo nel buio che ha mandato in ospedale Kerim, Serdar comincia a capire che qualcosa di terribile deve aver commesso il suo amico. Parlerà?


Per il momento ci godiamo un momento di gioia nella stanza di Kerim, quando Kadir e Meryem si fidanzano ufficialmente, con tanto di scambio degli anelli, davanti a Fatmagul e Kerim che accolgono l'evento con infinita gioia. In tanto dolore, i sorrisi sono rari.


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