mercoledì 11 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Un nuovo colpo di scena (55)

 


Tra tutte le cose che potevo immaginare per sbloccare la situazione e allontanarci dall'obiettivo che sembrava prossimo, la condanna di Erdogan e Selim, non avrei mai immaginato che arrivassero a usare il più innocuo e pacifico della storia, quel Rahmi che fa tenerezza praticamente in ogni frammento della storia, che adora la sorella sopra ogni cosa e che vive terrorizzato dalla moglie despota che il destino gli ha trovato per aiutarlo nella vita complicata che gli è toccato di vivere. 


Eppure gli autori, con un colpo maestro, mentre vediamo la povera Fatmagul rivivere nel suo sguardo terrorizzato, mentre si trova bloccata in un tunnel di un sottopassaggio, il suo incubo peggiore, trovandosi faccia a faccia, da sola, con Erdogan, il peggiore di tutti, la mano gentile, amica di Rahmi la salva, con un colpo degno di Kerim, preso dalla peggiore rabbia.


La pala che colpisce Erdogan libera il braccio di Fatmagul che l'uomo aveva afferrato nel tentativo di convincerla a ritirare la denuncia, ma la violenza della reazione della ragazza fa scattare in Rahmi il timore che lui voglia farle nuovamente male e il suo intervento scatena tutta una serie di conseguenze. Fatmagul chiama Kerim per dirgli quello che è successo, mentre arriva l'ambulanza, la polizia e tutto il mondo.




Rahmi fa tenerezza con il suo ripetere: "Ben vurdum...o vurdum... Ben..." (Io l'ho colpito) a chiunque lo fermi. Ovviamente lo dice ripetendo mille volte di aver salvato la sorella, ma la polizia non ha altra possibilità di arrestarlo e portarlo in carcere. Ed eccoci dunque, in tutto l'episodio, a soffrire di un fastidio sottile, persistente, che ci fa leggermente rabbrividire.


I buoni sono in carcere, i puri, gli innocenti, mentre gli aguzzini li vediamo nelle vesti della vittima. Nil, la dottoressa, che Erdogan desidera nella sua vita, è al suo capezzale, confusa da tutto quello che sta succedendo e l'umore ballerino della stampa riprende a oscillare a favore degli Yasaran.


Chi è diviso tra la preoccupazione (perché avrebbe voluto che la dinamica si svolgesse in modo diverso e che fosse Mustafa a risolvere il problema) e che allo stesso tempo cerca di vedere come trarre il meglio dalla situazione è il viscido Resat Yasaran.


Lui odia Erdogan che ormai vede come il nemico e allo stesso tempo punta a salvare l'inutile figlio dal processo e da tutta la situazione. Quando giunge la notizia che Leman è morta, gettandosi dalla finestra della clinica dove era ricoverata, l'unico che la piange sincero sembra essere il viscido Munir, che con lei aveva condiviso qualche momento di piacere, ma la sua morte sembra troppo provvidenziale.




Tra un colpo di scena e un altro, tutto sembra andare contro i nostri poveri eroi. Rahmi viene portato in prigione, Fatmagul lo incontra solo per pochi momenti ma quando nei corridoi del commissariato si incrocia con Munir, quest'ultimo le fa il ricatto che potrebbe cambiare nuovamente il corso del suo destino. Ritireranno la denuncia contro suo fratello se lei farà altrettanto con quella sullo stupro. Che cosa farà adesso? So che Fatmagul ama Rahmi al di sopra di ogni cosa, ma il mio cuore si ribella al pensiero del ritiro della denuncia. Speriamo che gli autori ci sorprendano.

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