mercoledì 18 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - I nostri giorni migliori (60)

 


Quali sono i giorni migliori di Fatmagul e Kerim? Pochi momenti rubati in un fiume di dolore e sofferenza, ad essere onesti, anche se, piano piano, i due si sono avvicinati sempre di più, cercando di trovare un sorriso, un motivo di gioia. Adesso che Kerim ha rischiato seriamente di morire, Fatmagul ripensa a tutta la sua vita con lui, al lungo percorso intrapreso, al suo desiderio di stare meglio, di essere una persona normale, come tutti quanti gli altri, di recuperare parte dei suoi sogni.


Kerim sembra essersi ripreso, tranne per una fastidiosa tosse che gli è rimasta, e come un bambino desidera che Fatmagul resti al suo fianco tutto il tempo, senza lasciarlo mai. Lei accetta di buon grado, studiando nei ritagli di tempo, quando lui si addormenta. I dottori dicono che l'intervento è riuscito, che sta migliorando, tranne la tosse fastidiosa che lo assedia e che i dottori dicono che sia un fatto normale.


Lei stringe continuamente la mano di Kerim, lo accarezza, con uno slancio fisico che prima le era estraneo, promettendogli che tutto andrà bene, soprattutto quando lui le racconta della paura vissuta, nel buio della notte, con il dolore che cresceva sempre di più, sotto la pioggia, convinto che sarebbe morto senza rivederla. Lei stringe la sua mano e gli promette che "i loro giorni migliori" devono ancora arrivare e che saranno felici, sì perché se sono riusciti a trovare l'amore, nel contesto in cui si sono incontrati, avranno anche la forza di essere felici, nonostante tutto.


Fatmagul si aggrappa a quella speranza, mentre tutto il mondo impazzito intorno a loro gira vorticosamente. Mukkades è rimasta sola con Rahmi e il povero ragazzo assunto al ristorante e da sola, con il suo pessimo carattere, deve cercare di mandare avanti l'attività. 


Mustafa viene arrestato e portato in prigione perché chiarisca la sua situazione rispetto all'aggressione subita da Kerim. Nel frattempo sua madre, ricoverata in ospedale, sta sempre più male, assistita solo dalla povera Hacer che, pur tacendo, sospetta fortemente che Mustafa possa davvero aver sparato a Kerim, mosso dalla gelosia per Fatmagul, che non ha mai dimenticato.


E mentre Resat entra in profonda depressione, dopo aver perso l'azienda di famiglia, ed essere costretto ad avere a che fare con nuovi soci entrati nel direttivo, Perihan decide di prendere in mano le redini della famiglia, mentre i ragazzi, Erdogan e Selim, sembrano non rendersi conto di quello che succede intorno a loro, troppo presi da se stessi.


E intanto dall'Australia torna Fahrettin Bey, il padre di Kerim che, resosi conto che qualcosa non andava, torna precipitosamente, per scoprire quello che è successo al figlio. Il legame tra di loro, che sembrava al principio così improbabile, adesso invece si rafforza e sembrano esserci tutte le premesse perché davvero i tempi migliori possano arrivare.


Eppure c'è quella tosse, fastidiosa, insistente, anche se Kerim, quando Fatmagul chiede se si sente bene, risponde sempre "Iyiyim" (sto bene), quasi si fosse imposto che i loro giorni migliori debbano iniziare adesso, ma non è così, c'è ancora da soffrire, non solo per lui, ma anche per Fatmagul. Così a un certo punto la tosse rivela la sua vera natura, un'embolia che gli toglie il respiro e che lo fa finire in terapia intensiva, a rischio di vita nuovamente, con Fatmagul che piange dietro un vetro, invocando disperatamente che i loro giorno felici arrivino presto. Emozionante!

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