Fatmagül'ün Suçu Ne? - Un uomo pericoloso (63)
Questa è una storia piena di cattivi, di tutti i tipi: il ragazzo sadico e frustrato che cerca qualcuno di inferiore a cui fare del male (Erdoğan), il debole che si lascia trascinare in qualcosa di più grande di lui, fino a distruggersi (Vural), l'inutile donnaiolo, il bamboccio viziato che crede che tutto gli sia dovuto e che non capisce neanche l'enormità del male fatto (Selim) e il povero malcapitato che si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato e che per ingenuità finisce per essere travolto, pur facendo poi di tutto per farsi perdonare e redimersi (Kerim). E poi c'è quello più pericoloso di tutti, quello che la vita cambia, o svela, quello per il quale Fatmagul piange una sera, sorpresa da Kerim.

"Perché piangi?" "Pensavo a quanto una persona possa cambiare. Siamo tutti cambiati quella notte, ma lui ha tirato fuori un lato oscuro". Parlano di Mustafa, il fidanzato che non ha accettato la violenza subita da Fatmagul, che non le ha voluto credere, che ha distrutto tutto quello che aveva intorno, compreso la sua famiglia, restando da solo, con una moglie che non merita e un figlio che in un primo momento neanche voleva. È stata la vita a cambiarlo o è sempre stato così? Io sospetto che la verità sia quest'ultima.

Kerim è geloso, le dice che non può farci niente, che sentirla parlare di lui gli fa male, che vorrebbe sapere se nel suo cuore c'è solo lui o conserva ancora dei sentimenti per il suo primo fidanzato. Si comprende il povero Kerim; lui è lo sposo imposto, l'altro quello desiderato, ma la vita è passata e le cose sono cambiate, loro non sono più gli stessi e Fatmagul interrogando il suo cuore capisce che c'è ormai solo Kerim. Così, di notte, mentre tutti dormono, si introduce nella sua camera per condividere il lettino con lui, senza fare niente di che, tranne dividere la stessa aria, lo stesso spazio.

La mattina dopo ognuno esce dalla propria stanza per non far sospettare niente a nessuno, ma l'occhio attento e malizioso di Mukkades tutto vede e tra loro c'è complicità, affinità e alla fine anche la "yenge" risentita con la vita si lascia conquistare da questo amore innocente, profondo, che è nato dalla dedizione, dalla costanza, dalla vicinanza. E così quando Fatmagul comincia a lavorare al suo vestito da sposa, Mukkades l'aiuta con i riti propiziatori che dovrebbero portare amore e fertilità.

Ma se loro sono felici, innamorati, c'è qualcuno che non si rassegna ad aver perso la sua opportunità di essere felice. Mustafa è il colpevole. Ha ucciso il povero Vural, ha sparato a Kerim e adesso Hacer ha confessato tutto a Fatmagul La donna ancora lo ama e non lo ha denunciato alla polizia come avrebbe dovuto fare. Lo ha detto alla donna che il marito continua ad amare perché in questo modo il solco scavato tra loro due diventa incolmabile. Poi cerca di fuggire, di tornare a casa dai suoi che ignorano la vita che ha condotto a Istanbul. Sono Fatmagul e Kerim che corrono dalla polizia, supportati da Omer, per denunciare quanto scoperto. Quando però Hacer viene fermata, e interrogata, il pronto intervento di Munir porta a tacere la ragazza, già riluttante.

Cosa induce gli Yasaran a intervenire ogni volta e a cercare di salvare un uomo pericoloso come Mustafa Nalçalı? Mi viene da dire che il silenzio è quello che li domina, che cerca di salvare l'insalvabile perché Mustafa è un tipo che se vede una pistola pensa a come colpire, un uomo che davanti a un innocente come Kerim, pensa di abbatterlo ritenendolo colpevole della sua infelicità, senza capire che è tutta colpa sua, che è stato lui che ha perso Fatmagul per le scelte sbagliate, per la sua gelosia, per un senso dell'onore fuorviante e traviato che ha messo davanti a tutto l'opinione del paese al dolore della donna amata. Ma l'ama davvero?

Lui è ossessionato, chiuso in uno stanzino della casa degli Yasaran che cercano, ancora una volta di difenderlo dalla polizia solo perché lui potrebbe aprire il vaso di Pandora che trascinerebbe tutti verso il baratro. Quando Perihan, che non sospetta niente, scopre che tutti gli uomini della casa hanno nascosto un criminale sotto il suo tetto, verrebbe voglia di strapparla da questa vita che si è imposta e di dirle, "Fuggi, Perihan! Sei ancora in tempo per salvarti!".
E così arriviamo alla scena finale, quella terribile, quella che meriterebbe davvero che Mustafa venisse arrestato e sottoposto alla sofferenza che ha imposto agli altri. Perché come puoi dire di amarla, di essere stato costretto ad agire come agisci, a colpire una donna che ha già subito di tutto nella sua vita? Quello che tu chiami amore ha un altro nome e in una società come la nostra sappiamo bene cos'è. L'amore, davvero, non sai proprio dove sia di casa.
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