martedì 24 febbraio 2026

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Il rapimento (64)

 


E adesso Mustafa vorrei parlare con te? Vorrei che fossi un personaggio reale, in carne e ossa, per poterti affrontare e farti qualche domanda che continua a frullare nella mia mente. Immagino che forse vorrei parlare con gli autori e illudermi che tu sia solo frutto della fantasia di qualcuno, anche se, purtroppo, vedo riflesso in te una parte di quel mondo maschile che ancora crede che possesso equivalga al concetto d'amore. 


Ma la mia domanda è semplice: come puoi credere che una donna che ha subito tutto quello che ha subito Fatmagul possa amare una persona che la sottopone a tutto quello a cui l'hai sottoposta tu? E poi questa tua ossessione sul fatto di essere stata con qualcuno oppure no? Credo che in terapia dovresti andarci anche tu, ominicchio e quaquaraquà!


Ma mettendo da parte il furore, che può prendermi in certi momenti, bisogna analizzare l'episodio con una certa lucidità  quella necessaria per poter tracciare il confine tra Kerim e Mustafa e capire il cambio nel cuore di Fatmagul. Invece di prendere atto dei propri  errori e di farsi ragionevolmente da parte, Mustafa crede che minacciare la donna amata con una pistola, per costringerla a seguirlo, per poi schiaffeggiarla e drogarla, per allontanarla dal marito, siano alla base della seduzione e del tentativo di riportare indietro le lancette del tempo.


Quello che subisce questa poverina è disarmante e ci si chiede come potrà superarlo. A volte una vita intera d'amore non basta per ricostruire un barlume di fiducia nel cuore di una persona ferita e vessata; come potrà Fatmagul continuare il suo percorso? Ci viene da chiedere che amore è quello di Mustafa che l'ha trascina, drogata, incosciente in una fabbrica abbandonata, sempre di proprietà degli Yaşaran, la costringe con la forza a spogliarsi e che poi le punta un'arma contro cercando di costringerla a dichiarargli il suo amore.


Nel frattempo Hacer non può resistere all'ennesimo colpo di testa del marito e confessa alla polizia tutto quello che sa, compreso l'omicidio di Vural. Non sembra esserci speranza per Mustafa, ma lui è pronto a tutto, anche a morire con Fatmagul pur di sottrarsi a Kerim e questa forma di amore malato è ben nota alle cronache degli ultimi tempi.


Kerim è disperato. Tutti cercano la ragazza rapita, i giornali ne parlano, gli Yaşaran vengono convocati per essere interrogati perché la macchina usata appartiene a uno dei loro dipendenti. L'ansia cresce soprattutto quando si rintraccia il segnale del cellulare di Fatmagul e si scopre che l'auto usata da Mustafa è finita in mare da un precipizio.  È davvero finita? Fatmagul è morta insieme al suo rapitori?


Gli Yaşaran sperano di cuore che sia così e che sia finita tutta la vicenda che li vede coinvolti, ma Kerim non vuole rassegnarsi ad averla persa e quando gli arriva una telefonata di Hacer, che si è ricordata di una conversazione con il marito sulla famosa fabbrica, decide di andarci da solo, visto da suo padre preoccupato per le sue condizioni e per Fatmagul.


Kerim rintraccia la ragazza, dopo una telefonata allucinata di Mustafa che gli rinfaccia con orgoglio che la ragazza non è mai stata sua e che invece adesso gli appartiene. Kerim però capisce dove si trova e riesce a rintracciare Fatmagul e a liberarla. In uno scontro violento con Mustafa, Fatmagul per salvarlo, impugna una pistola e poco dopo risuona uno sparo. È stata lei? Mustafa è stato colpito? Corro a scoprirlo.

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