Fatmagül'ün Suçu Ne? - La cattura (66)
Episodio denso di tensione dove tutti cercano tutti e sembra quasi che non si riesca mai a catturare i malvagi. Lo so che dovrei considerare Erdogan e Selim i due malvagi per eccellenza. Sono loro gli animali che hanno aggredito una notte d'estate una povera ragazza che non aveva fatto loro alcun male e che hanno cambiato il suo destino per sempre. Ne sono consapevole e sicuramente meritano il carcere, eppure mentre li osserviamo fuggire per le strade della Turchia, viene quasi da chiedere come potranno, due figli di papà che finora si sono sempre affidati agli adulti per risolvere i loro problemi, sopravvivere nel vasto malvagio mondo.

Certo Erdogan è sicuramente più sveglio di Selim, lo capiamo quando, dopo aver parlato con la madre, consapevole che la donna è intercettata come tutti i membri della sua famiglia, nasconde il cellulare in un camion, mandando la polizia sulle tracce sbagliate, mentre lui trova rifugio in un faro, dove ha preso accordi con un tizio che dovrebbe procurare loro una barca per portarli fuori dal paese.
Eppure quando vediamo Selim piangere come un bambino, mentre ripensa al mondo che ha perso e attribuisce tutta la colpa al cugino, per un nano secondo mi ha quasi fatto tenerezza, anche se Erdogan lo inchioda davanti alle sue responsabilità. È stato sicuramente lui quello che ha avuto l'idea, ma gli altri si sono accodati e ognuno, alla fine, è responsabile delle proprie scelte e delle proprie azioni.
I due però sono complici e per il momento possono contare solo su se stessi, con l'avvocato che li odia, lo zio e padre in prigione e una mamma/zia che è arrivata al limite. Così si rifugiano nel faro in attesa dell'arrivo della barca per poter lasciare il paese, ma una giovane bussa alla loro porta, dicendo di avere la soluzione per loro. Sarà davvero così?

Se loro sono fuggiti e la polizia li cerca, senza grandi risultati, la vera caccia è quella che insegue Mustafa, decisamente pericoloso per tutti i capi d'accusa che lo perseguitano: omicidio, tentato omicidio, rapimento. Non credo che riuscirà a salvarsi dal carcere a vita, una volta catturato. Ma anche qui, siamo difronte a un uomo che ha fatto scelte completamente sbagliate, una dietro l'altra, senza riuscire a trovare il percorso giusto, di redenzione, come quello intrapreso da Kerim, che lo ha portato al cuore di Fatmagul e a quell'abbraccio, intenso quanto un bacio, che sorprende Mukkades in cucina e che le fa esclamare: "Che scenda Dio dal cielo per vederlo!" perché è una grande conquista rispetto a dove sono partiti.

Fatmagul ama Kerim, ma i traumi che porta dentro sono davvero troppi, tanto che mentre dovrebbe scegliere il modello del suo vestito da sposa, divisa tra la paura, i ricordi degli orrori vissuti, scoppia in un pianto irrefrenabile a cui assiste Mukkades che chiama tutto il mondo per frenare la crisi. La dottoressa che la segue arriva tempestosa, ma Fatmagul si sottrae, non vuole parlare con nessuno di quello che le è successo con Mustafa, vuole solo pensare a cose allegre, non tristi e questo atteggiamento da Nare (La figlia dell'Ambasciatore) non può portare a nulla di buono, come sanno tutti.

E Mustafa? Prima salvato da alcuni senzatetto, poi ceduto a una donna esperta di cure, che lo nasconde fino a quando Kerim non si rende conto che lui deve nascondersi nella baracca dove vive, e quindi sopraggiunge la polizia, il suo destino è legato a un filo. Non ha più alleati, gli amici, davanti alla pericolosità delle sue azioni, lo hanno abbandonato, e per il denaro fino a un certo punto dei poveracci lo possono aiutare e quindi finisce per essere abbandonato moribondo in mezzo al bosco.

E durante tutto questo periodo viene ossessionato dal ricordo di Fatmagul, la sogna, dolce e ancora innamorata, che lo tiene per mano, come non accadrà più nella realtà, perché è stato proprio lui a lasciarla andare. E così, alla fine, la polizia lo trova e mentre lo stanno portando in ospedale per soccorrerlo, accanto a lui, nell'ambulanza, la presenza, nei suoi sogni, è quella di una Fatmagul vestita da sposa, come quando lei lo aveva visto e invocato dopo la violenza, quella stessa che ha stravolto tutte le loro vite.
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