lunedì 17 luglio 2023

LA SPIAGGIA SEGRETA di Karen Swan


 Dopo il corposo romanzo di WILBUR SMITH, I FUOCHI DELL'IRA, mi sono dedicata a qualcosa di più leggero, che avevo comprato diverso tempo fa, ma che, per una cosa o un'altra non ero riuscita a continuare. In quest'estate dedicata alla lettura, sono riuscita a riprenderlo e a finirlo. 


 

La trama mi aveva attirato da una bancarella dove c'era un'offerta interessante di due libri a € 9,90 e quindi mi sono lasciata tentare, anche se poi la parte iniziale, piuttosto lenta, in qualche modo mi aveva dissuaso a continuare. Sono contenta di aver ripreso il romanzo, anche se mi sono rimasti molti punti interrogativi.


 

Siamo in Svezia e Bell è una giovane donna inglese che lavora come babysitter di una famiglia locale, i Morget, che hanno tre figli: Linus, di dieci anni, e due gemelline di 3. Sembrano una coppia affiatata e Bell, che si nasconde da un dolore che ha stravolto la sua vita, sembra aver trovato un certo equilibrio fino al giorno in cui il telefono di casa squilla, cercando Hanna, la sua datrice di lavoro, con la sconcertante notizia che suo marito, che non è Max, l'uomo che vive al suo fianco, si è risvegliato dal coma.


 

La notizia arriva come una bomba a stravolgere tutti gli equilibri, perché Emil, il padre di Linus, è un uomo fascinoso e potente, che ha amato Hanna follemente, la cui vita è stata sospesa per ben sette anni e che adesso vuole riprendersi tutto quello che gli è stato tolto.


 

Bell si lascia coinvolgere dalle loro vicende, soprattutto quando, senza saperlo, la sera di Midsommar cede al fascino di uno sconosciuto, senza sapere che si tratta proprio di Emil, finendo per essere trascinata in una girandola di emozioni e di sentimenti.


 

La storia c'è, la penna della Swan ci offre anche delle ambientazioni interessanti, ma c'è qualcosa di innegabilmente lento nel ritmo e di fastidioso nei personaggi, tutti presi da un accecante egoismo che alla fine fine anche premiato. 


 

Hanna si comporta come una bimba immatura, pur essendo una psicologa di fama. Costringe il figlio Linus a vedere un padre che non conosce, steso su di un letto d'ospedale, quando lui ancora non ha consapevolezza neanche del tempo reale passato, cosa che non succederebbe in nessun paese civilizzato, figuriamoci in Svezia. Come minimo ci sarebbe un team di psicologi al suo fianco per permettergli di digerire un salto temporale così grande, invece qui viene risolto in maniera piuttosto semplicistica. Il modo in cui poi la donna gestisce tutto sembra farla delineare come la vera cattiva della storia, ma alla fine, con un colpo di coda o una reticenza dell'autrice, è assolta felicemente per regalare anche a lei il lieto fine.


 

Anche Emil che dovrebbe essere il fascinoso eroe della storia, appare solo un egoista interessato a recuperare un mondo passato, senza che si capisca chiaramente i suoi sentimenti nei confronti di Bell, testimone silenziosa di tutti i loro eccessi e quando perdiamo anche Max, scoprendo il suo ruolo nel passato, restiamo con la sensazione che qualcosa non funzioni nella trama, conclusasi con un lieto fine forzato. Non fraintendetemi! Amo i lieto fine, che spesso nella vita non si possono ottenere, ma deve essere conquistato sempre con un certa coerenza e qui si ha la sensazione di una certa fretta.

 


Nell'insieme la storia è carina, ma ho letto sicuramente di meglio. Consigliato a metà.

sabato 15 luglio 2023

I FUOCHI DELL'IRA di Wilbur Smith

 


Questa è una calda estate all'insegna del maestro dell'avventura, Wilbur Smith. Ho comprato diversi romanzi e ho avuto la possibilità di leggerne qualcuno. Ricordo di aver comprato  questo, I FUOCHI DELL'IRA, mossa soprattutto dal desiderio di capire come il rapporto tra Mandred e Shasa, due personaggi che avevo amato in LA SPIAGGIA INFUOCATA E LA SPADA DEL POTERE, sarebbe evoluto in questo nuovo capitolo, ma la mia natura romantica si è scontrata con un libro possente e cinico, drammaticamente realistico, lontano dai miei sentimenti infatuati.


 

Il tempo è passato per tutti e Shasa è un affermato politico con una bella moglie, Tara, e quattro figli piccoli: Sean, Michael, Garrick e Isabella. Manfred, che siede sullo scranno opposto nel parlamento, finalmente al potere come Ministro della Polizia, si è sistemato con la bella Heidi e ha tre figli: due femmine ( a cui non viene data dignità narrativa in quanto sono solo cornice) e Lothar, l'orgoglio del padre, e per me una debolezza solo in ricordo del fascinoso nonno.


 

La situazione politica del Sud Africa è drammaticamente turbolenta. La lotta tra bianchi e neri è sempre più accesa. Le ingiustizie crescono (siamo in pieno regime del Partito Nazionalista con l'imposizione dell'appartheid), nuove figure si affacciano (tra cui anche Mandela) e gli schieramenti si inaspriscono in alcuni casi, mentre in alti si affievoliscono i confini. Così Shasa e Manfred, da sempre contrapposti, senza sapere la verità (almeno da parte di Shasa) finiscono per allearsi e ritrovarsi a combattere per non perdere i loro privilegi.


 

Contrapposta a Shasa c'è la moglie Tara, figlia di Blaine, il colonnello che aveva sposato Centaine nei romanzi precedenti. La donna, con idee politi opposte al marito, si lascerà conquistare dal fascinoso e spietato Moses Gama, leader indiscusso dell'ala più estremista del movimento per la liberazione dei neri. Creatura sensuale e spietata allo stesso tempo, userà tutto il suo fascino per contrapporre Tara alla sua stessa famiglia e per utilizzarla per i suoi scopi, in una lotta di potere dove la fantasia si intreccia con eventi storici che ben conosciamo, dando vita a un racconto potente e centrato.


 

Innegabilmente è una storia che, nonostante la sua lunghezza, finisce per travolgere il lettore guidandolo fino all'ultima pagina ma allo stesso tempo il cinismo e la spietatezza degli anni raccontati e dei personaggi che si affacciano spiazza il lettore che non riesce a provare simpatia per i personaggi descritti. Gli uomini sembrano guidati dalla brama del potere, del successo, del denaro, pronti a tutto pur di affermare se stessi.


 

Moses è guidato più dal desiderio di affermare il proprio io che da quello tanto osannato di liberare il suo popolo. Se fosse interessato a questo, non si preoccuperebbe di essere stato sorpassato da Mandela, ma penserebbe allo scopo non al ruolo che lui deve avere nella rivoluzione. Manfred muove tutti i tasselli, appoggiando e affondando tutti quelli che ostacolano il conseguimento del suo sogno, ovvero l'ascesa alla massima carica del paese, e Shasa non è la bianca colomba che dovrebbe portare l'onore o il rispetto. Anche lui è pronto a tacere, mentire pur di ottenere i suoi scopi.


 

Se gli uomini sono consumati dalla brama di potere, le donne descritte da Smith in questo romanzo si dividono in due categorie: quelle "rincoglionite" dalla lussuria/amore e quelle ciniche e interessate solo ai loro bisogni. Poche si salvano da questo schema. Tara non si rende neanche conto del disprezzo del proprio amante, che la usa vergognosamente contrapponendola alla sua famiglia e lei rinuncia a qualsiasi dignità per appagare le sue fantasie. Victoria, la moglie di Moses, sembra avere maggiore sostanza di Tara, ma alla fine è un'altra vittima del fascinoso leader. Kitty, l'insegnante di Sean, la viziata Isabella non conquistano certamente per integrità, principi o sostanza.


 

In questo mondo sconvolto, dove divampano fuochi tempestosi, diventa complicato simpatizzare, ma l'abilità narrativa dello scrittore ti porta comunque avanti, guidati dal desiderio di scoprire il destino di ciascuno di loro. Qualcuno sarà punito, più o meno duramente, altri saranno in parte assolti, ma un innegabile velo di tristezza si stende su tutti loro, in un'epoca che ancora gronda sangue. Interessante e da leggere se si è letta tutta la saga dei Courteney.

venerdì 14 luglio 2023

QUANDO VOLA IL FALCO di Wilbur Smith


Sono un'estimatrice dei romanzi di Wilbur Smith. Nel corso della mia vita ne ho letto diversi e uno dei suoi libri, UN'AQUILA NEL CIELO, è uno dei miei preferiti. Così quando trovo un suo volume mi coglie una strana debolezza e posso comprare, come se non ci fosse un domani. Uno di questi giorni ho fatto "razzie" in una libreria, ma poi, siccome i suoi sono spesso testi voluminosi, bisogna decidere di mettersi con impegno ad affrontare il viaggio. In pratica bisogna avere tempo. Siccome sono giorni di convalescenza, mi sono detta che potevo dedicarmi alla lettura, che tra tutte le attività, è quella che mi permette anche di riposare e riprendermi.


 

Avevo comprato, tempo fa, il primo volume della serie BALLANTYNE, QUANDO VOLA IL FALCO, e mi sono tuffata decisa a fare questo viaggio interessante in Africa e nel mondo degli schiavisti nel 1860. Siamo a una fase cruciale della storia. La tratta, che ancora alimenta le ricchezze di molti uomini, comincia ad essere osteggiata da alcuni paesi, tra cui anche la Gran Bretagna, che ha concesso ad alcuni capitani il diritto di controllare, nelle proprie acque, navi negriere che ancora attingono a piene mani nel territorio africano.


 

Quando il romanzo inizia, ci troviamo sul clipper Huran, capitanato da un fascinoso capitano, Mungo St John (che vi anticipo è tra le cose migliori del romanzo) che porta due passeggeri in Africa, i fratelli Ballantyne, la dottoressa Robyn e su fratello Zouga. I due sono figli di un noto missionario ed esploratore, scomparso anni prima. Il loro intento è quello di ritrovare il padre e di completare il suo lavoro, almeno all'apparenza. In realtà Zouga cerca ricchezza e fama e Robyn è mossa dal desiderio di dare un senso alla sua vita.


 

Mentre sono quasi arrivati, la nave viene quasi attaccata da quella di Codrington, ambizioso ufficiale della Marina britannica, incaricato di stanare navi negriere. Effettivamente St John è un trafficante, anche se in questa occasione la nave è vuota e Codrington non riuscirà ad arrestarlo. Il disprezzo e la forte attrazione che Robyn prova per quest'uomo produrranno sul suo destino delle svolte inattese, anche se ben presto i loro cammini si separeranno e i due fratelli intraprenderanno il difficile cammino per ritrovare la verità sul passato.


 

Romanzo corposo, fatto di storie, personaggi, di viaggio e di scoperta, ma anche di scontri, di avvicinamenti e di perdite. Resta un velo sottile di ambiguità nell'atrocità descritta del tempo, incarnata perfettamente dal personaggio di St John, sparito troppo presto dall'orizzonte, una volta sbarcati. Lui rappresenta le contraddizioni di un'epoca barbara e a suo confronto il candore di Robyn e la sua visione del mondo appare stridente e semplicistica, come Codrington, accecato da una visione quasi fanatica che gli impedisce di vedere la realtà (come l'ambiguo rapporto di Robyn con St John).


 

Si fatica a entrare in sintonia anche con Zouga, guidato più dal desiderio di ritrovare la famosa città perduta che dovrebbe offrirgli fama e ricchezza e il modo in cui il rapporto solidare con la sorella si sgretola, sul desiderio legittimo di lei di ritrovare il padre, induce il lettore a guardarlo con diffidenza.

 


Pur appassionandosi per il romanzo in sé, per le vicende narrate, innegabilmente i personaggi faticano a conquistare la simpatia del lettore. Robyn sembra scollegata dalla realtà, guidata da nobili principi, ma smesso incapace di cogliere la natura profonda degli esseri umani. Sembra quasi, infatti, che alla fine sia la condizione matrimoniale di St John a darle la spinta vendicativa nei suoi confronti e non una profonda convinzione di cosa sia giusto e sbagliato. Codrington vive in un mondo di fantasia, dove la donzella in pericolo chiede il suo aiuto, senza rendersi conto che Robyn ha provato a usarlo in più di un'occasione e anche la sua richiesta finale è solo una vendetta nei confronti di St John. Sembra quasi che solo con quest'ultimo, nella sua innegabile ambiguità, Smith riesca a offrirci tutti i chiaroscuri di un essere umano completo con il quale un lettore medio ha più facilità  a entrare in sintonia.


 

Nel complesso, comunque, romanzo interessante, con momenti più lenti e altri decisamente più riusciti. Pur non avendomi appassionato come altri, gli si riconosce il merito di aver aggiunto al mondo narrativo di Wilbur Smith un personaggio come Mungo St John a cui avrebbe poi dedicato un romanzo tutto suo, a merito. Consigliato solo per questo!

giovedì 13 luglio 2023

ANNA DAGLI OCCHI VERDI di Sveva Casati Modignani


Sveva Casati Modignani è una di quelle penne della narrativa italiana che mi è passata davanti agli occhi moltissime volte, tentandomi con le sue storie, anche se poi non mi era mai capitato di trovare un suo romanzo su qualche bancarella dove è facile che io cada in tentazione.


 

Quest'anno invece era lì, con questa storia, ANNA DAGLI OCCHI VERDI, che con la sua trama mi ha subito conquistato e mi sono detta che mi sarebbe piaciuto fare questo viaggio.


 

Si tratta del primo romanzo scritto dalla Modignani, o meglio da Bice Cairati e dal marito Nullo Cantaroni che, attraverso diversi personaggi, ci racconta le vicende di Cesare Boldrani e poi di Anna, la figlia, in un percorso a ritroso nel tempo che ci conduce sulla strada dell'Italia dal 1914 al 1980, raccontandoci di un mondo che si trasforma e di vicende umane vicine e lontane.


 

Tutto parte dalla morte del capostipite, Cesare, portato in chiesa per il funerale in una mattina fredda di Milano. C'è tutto il mondo che conta e tanti sono i bisbigli. Tra loro c'è anche l'unica erede di un immenso patrimonio, Anna, che si sente custode di un segreto che non ha condiviso con nessuno e che è legato alla sua nascita.


 

Attraverso i flashback risaliamo al giovane Cesare e alla sua vita misera in una casa di ringhiera, in una Milano molto diversa da quella di oggi. I sacrifici, il dolore sono la strada attraverso la quale Cesare dovrà passare, insieme al compromesso che gli permetterà di abbandonare la miseria alle sue spalle, puntando al riscatto sociale.


 

Bello, intraprendente, a volte senza grandi scrupoli, Cesare riuscirà a piegare il mondo ai suoi desideri, ma alla fine sarà una donna, l'intraprendente e passionale Maria, a tenerlo in pugno e a piegarlo ai suoi desideri.


 

Anna, attraverso vari frammenti, riuscirà a ricostruire, come tessere di un puzzle, la storia della sua famiglia e delle sue origini, per ritrovare un senso alla sua esistenza e per scoprire il vero senso della felicità.


 

Romanzo interessante, scritto con una particolare attenzione agli ambienti, ai luoghi e ai personaggi, tanto che il lettore ha la sensazione di avere davanti agli occhi un vero e proprio mondo che si disfa e si ricostruisce con lo scorrere del tempo. Forse al principio appare un po' lento, ma una volta superato lo scoglio iniziale, la navigazione è più scorrevole e veloce. I famosi occhi verdi di Anna, che sembrano celare un segreto, alla fine si riveleranno essenziali e ingannevoli allo stesso tempo.


 

 

Non conosco altri romanzi di questa autrice, ma è stato un viaggio decisamente interessante e mi auguro di poter recuperare altri suoi romanzi. Lo consiglio a tutti quei lettori che non hanno paura di immergersi in una storia che ha il potere di portarti lontano.

I PASSI DELL'AMORE di Nicholas Sparks


Avevo visto il film da cui è tratto questo romanzo diverse volte e, nonostante non sia un'amante delle trame così altamente drammatiche, mi era piaciuta la chiave di lettura che avevano dato dell'influenza della vita di Jamie in quella di Landon e come, a volte, un singolo incontro possa cambiare il nostro percorso e guidarci verso strade sconosciute.


 

Quando ho visto questo libro su una bancarella a un'offerta speciale, mi sono detta che, data la fama di cui gode l'autore, potevo intraprendere questo viaggio e farmi una mia opinione sulla sua scrittura. Sono sempre felice quando riesco a conoscere una nuova penna, indipendentemente da quale sia poi il giudizio conclusivo.


 

La storia è un po' diversa dal film, per quelli che l'hanno visto. Landon Carter non è il teppista disadattato della versione cinematografica, ma un ragazzo di provincia che vive i suoi turbamenti e la sua trasgressione massima è andare con i suoi amici, di notte, a mangiare nel cimitero e a ridare e fantasticare dei nomi sulle lapide.


 

Jamie è molto simile a quella del film, con il suo perenne maglione, la bibbia che si porta dietro e un sorriso per tutti, ma i toni sono più smorzati e meno drammatici della pellicola, offrendoci il punto di vista di un uomo ormai adulto che ricorda la sua adolescenza e un amore che nasce improvviso e sorprendente, cambiando per sempre il suo orizzonte.


 

La storia classica del cliché Bad Boy + Brava ragazza è sfruttato anche dalla sapiente penna di Sparks, pur togliendo molte situazioni tipiche del romance e concentrandosi piuttosto sul messaggio, su una forte spiritualità (che è quella che guida i passi di Jamie in questa vita) e che come una luce finirà per abbracciare tutti quelli che le sono intorno.


 

Come se fosse davvero l'angelo del racconto di Natale scritto da suo padre che lei porterà in scena con Landon (sono proprio le prove di teatro ad avvicinarli), Jamie riuscirà a essere più forte dei pregiudizi, della diffidenza e di un mondo precostituito, diffondendo amore su tutti coloro che saranno nella sua cerchia, primo fra tutti proprio Landon.


 

La scrittura di Sparks è semplice e lineare, il romanzo è scorrevole, con una parte decisamente drammatica, ma nel complesso appare più concentrato sui risultati che la presenza di Jamie apporterà alla vita di tutti, ma soprattutto di Landon. Adatto agli spiriti romantici che amano versare anche qualche lacrima. Interessante.

lunedì 10 luglio 2023

IL TULIPANO NERO di Alexandre Dumas

 


Era da un po' di tempo che non riuscivo a dedicarmi alla lettura e da molto più tempo che non avevo tra le mani un classico. Per caso, su una bancarella di paese, mi ero ritrovata tra le mani questa storia che, meno nota di IL CONTE DI MONTECRISTO o I TRE MOSCHETTIERI, sempre frutto della penna di Dumas, non avevo mai letto e che, per colpa di conoscente cartoniche della mia infanzia mi immaginavo ben diversa, tra uomini mascherati e scontri di spada.


 

Cogliendo questa fase particolare della mia vita, che mi ha indotto a fermarmi e a rallentare i ritmi, ho deciso di immergermi in questo mondo un tempo familiare, da cui mi ero un po' allontanata e che, però, è stato facile ritrovare.


 

La storia IL TULIPANO NERO è davvero completamente diversa da quello che mi ero immaginata per colpa de LA STELLA DELLA SENNA. Non siamo a Parigi, anche se la storia, in qualche modo, è l'elemento cardine di tutte le vicende, con i fratelli de Witt, condannati e barbaramente uccisi da una folla inferocita.


 

Siamo nei Paesi Bassi, nel XVII secolo. Mentre si sta svolgendo un'accesa lotta politica per il potere tra il Gran Pensionario, il borghese Giovanni de Witt, e lo Statolder, l'aristocratico Guglielmo III d'Orange, c'è chi rifugge a questi sanguinosi giochi di potere per dedicare il proprio tempo e il proprio denaro ai fiori, o meglio alla coltivazione dei tulipani, vero e proprio idolo del paese.


 

Cornélius Van Baerle, figlioccio di De Witt, membro di una ricca famiglia dell'Aja,decide di investire grosse somme di denaro nella sua mania per i tulipani alla ricerca di forme e colori sempre più nuovi fino a riuscire a creare l'impossibile tulipano nero, per il quale la città di Haarlem offre il ricchissimo premio di centomila fiorini.


 

La sua vita pacifica non lo mette al sicuro dall'invidia del suo vicino,  Isaac Boxtel, inferiore a lui per capacità e generosità che, guidato dal sentimento oscuro che lo acceca, passa il suo tempo spiandolo, fino al punto di denunciarlo alla polizia, quando i De Witt saranno uccisi dalla folla inferocita.


 

Giovanni, infatti, aveva dato a Cornelius delle lettere da conservare, senza leggerle, che riguardavano la sua vita politica. Cornelius, senza nessuna colpa, viene accusato di essere coinvolto nel tradimento dei de Witt e condannato al carcere a vita.


 

Lo salverà l'amore per i tulipani (tre bulbi che riesce a portare con sé in prigione e che conservano il segreto del tulipano nero) e quello per la bella figlia del carceriere che si occupa di Cornelius, che si dimostrerà appassionata e fedele.


 

In un racconto concentrato, Dumas riesce a mescolare bene intreccio, ambientazioni, politica, avventura e amore, offrendo una storia delicata che rispecchia la natura umana con i suoi palpiti, negativi e positivi, conservano un alone di favola che in qualche modo rende tutto più etereo. Da recuperare!

giovedì 4 maggio 2023

BODYGUARD - Sotto copertura di Marianna Vidal


Quando si parla di Marianna Vidal, una scrittrice di talento che in questi anni ci ha regalato storie appassionanti con personaggi entrati a diritto nel nostro immaginario, la nostra mente ci porta inesorabilmente verso lidi familiari, pur con un pizzico di magia che è propria di questo genere di romanzi. Ischia, Roma, sono ormai una terra che offre al lettore romantico spunti per poter spiccare il volo e sognare, ma qui la Vidal compie un passo ulteriore nella sua evoluzione dimostrandoci che non è la latitudine l'elemento che può imbrigliare o dirottate una storia d'amore. 

 


Siamo in America, in California, in un contesto molto diverso da quello abituale. Il nostro lui, a ben vedere, ha origini cubane che strizzano l'occhio a quel mondo latino che abbiamo imparato ad amare e che la Vidal padroneggia come nessun'altra, tanto che, nella descrizione del quartiere dove il nostro eroe, Blake, per il mondo americano, ed Einar per quelli che lo conoscono da una vita, vive, la padronanza e le conoscenze di quest'autrice diventano corpose tanto che ci sembra di sentire gli odori del cibo tipico, le nostre orecchie piene della musica locale, ma basta che Blake varchi il confine e approdi al suo incarico, che sarà quello di fare da guardia del corpo a una vera e propria figlia di papà, perché il panorama cambi completamente, offrendoci un universo letterario molto più ampio. 

 


Kelly Page è l'unica figlia del ricco imprenditore Oliver Page. È il sogno erotico di tutti gli uomini, ma sembra anche una ragazzina viziata che ottiene sempre tutto quello che vuole. Blake accetta l'incarico di avvicinarla, senza rivelarle il suo vero lavoro, solo per devozione al suo padrino, un generale amico di famiglia che è una figura chiave nella sua vita. Venuto da un ambiente complicato e con una formazione militare, sicuramente tallonare una figlia di papà interessata ai viaggi, allo shopping e ai fidanzati vari, non è certo un lavoro che sembra richiedere molte delle sue energie, ma il problema vero sarà quello di resistere a una donna pronta a tutto pur di averlo.

 

 

E in questo racconto dove nessuno è quello che sembra, dove ci si nasconde, per poi rivelarsi, la Vidal ci offre una storia che vi farà sognare, pur rimanendo con i piedi per terra, possibile e credibile in tutte le sue declinazioni, con un finale che in qualche modo offre quella certezza che solo l'amore e la vita, con tutto il peso delle sue scelte, possono offrirci e che il lettore desidera incontrare.

 

 

Bravissima la Vidal che riesce a creare un personaggio femminile molto diverso dagli altri di cui ci ha scritto che suscita simpatia, più che fastidio, e che piano piano svelerà, anche agli occhi sempre più incantati di Blake, una natura molto più generosa e meno frivola di quello che lui aveva immaginato e a quel punto per lui rimanere saldo nei suoi principi sarà sempre più complicato.

 

 

Romanzo intenso, pieno di scene di fuoco, ma allo stesso tempo scritto con la solita bravura che permette di avere una visione chiara di tutti i personaggi, che appaiono a tuttotondo e non solo uno sfondo sfocato, limite di molti libri di questo genere. Inoltre si respira un'aria fresca, dinamica e appassionata, che permette di staccare dalla quotidianità e dai problemi di tutti i giorni, concedendosi quello spazio d'evasione e di sogno che questo genere di romanzi sempre offre.

 
Per chi conosce i romanzi di questa autrice, BODYGUARD - SOTTO COPERTUNA non sarà sicuramente una delusione. Per tutti quelli che faranno questa nuova conoscenza, non posso che suggerirvi di fare un tuffo all'indietro e di recuperare anche gli altri libri della Vidal che vi faranno innamorare di una penna che sa offrire profondità, distrazione, passione ed evasione. Provare per credere! Piccola nota! Ho adorato il barrio di Blake, il mondo latino trapiantato negli Stati Uniti, questa piccola oasi dove si conservano le tradizioni delle proprie origini, pur lasciandosi contaminare anche da tutto il resto.

 

 

Interessanti i personaggi di Pablo e Marisol, che avrei visto bene insieme e che, nella mia fantasia di lettrice, forse un giorno si ritroveranno. Ma questo è frutto dei miei voli, che sono tipici di quei romanzi che mi appassionano a cui continuo a pensare, anche dopo l'ultima pagina, quasi esistesse davvero un mondo tutto loro dove la vita continua anche dopo la parola fine.