martedì 25 marzo 2025

HERCAI - Il divorzio (41)


 Ho sentimenti contrastanti dopo la visione di questo quarantunesimo episodio, il secondo della terza stagione. Una parte di me è davvero arrabbiata e vorrebbe entrare nel pc per afferrare i personaggi e distribuire quattro ceffoni che loro di solito regalano con molta generosità. Un'altra parte di me si chiede che cosa sia successo e se ci vogliano far girare a vuoto in questo mare di frustrazione che perennemente mantiene separati i nostri eroi e che ci induce a vederci intrappolati come i topolini bianchi che corrono sulla ruota senza arrivare mai da nessuna parte. Per fortuna, sul finale, una sorta di mini riscatto c'è e mi induce a sperare, ma quanto mi ha fatto arrabbiare quest'episodio!


 

La famiglia di Reyyan continua nel suo mondo dispotico a fare di lei quello che vogliono senza considerare che esiste un marito, che è una donna adulta e che potrebbe pensare con la sua testa. Hanno deciso che, dato che Miran ha sparato ad Azat e ha dichiarato alla nonna di volersi ancora vendicare, lei non debba più rimanere sposata con lui. Fanno di tutto e si comportano come se lei non avesse una sua volontà. Il padre Hazar, che è stato perdonato da poco dalla figlia per le sue bugie sulla sua identità, sembra più feroce degli altri, deciso a troncare il rapporto tra la figlia e l'uomo che ama.


 

Sorpresa in compagnia del marito (e sì è ancora il marito!), la costringe a lasciarlo, la trascina a casa dove già la famiglia bisbetica le ha preparato le carte del divorzio da firmare, con tanto di avvocato che la stava aspettando. Un altro personaggio si sarebbe imposto. Reyyan firma, anche se spera nel suo cuore che qualcosa fermi quest'evento che lei comunque considera catastrofico. Il modo in cui decidono della sua vita è vergognoso, ma posso capire il contesto che è quello dove la prendevano a ceffoni un giorno sì e l'altro pure, nel silenzio assoluto dei suoi genitori che si suppone l'amassero.


 

Miran soffre per la separazione, arriva al punto di comprare la casa accanto a quella degli Şadoğlu, per poter tranquillamente saltare il muretto e trovarsi sul tetto della loro casa dove incontrare la propria moglie. Reyyan è lusingata, lui invece, eterno Otello, vede seduto accanto a lei, durante la cena di famiglia, il misterioso Aslan e comincia a vedere rosso.


 

La moglie lo prega di mantenere la calma, ma per una volta tanto il suo furore è giustificato. Aslan è un tipo strano. Il suo compito sarebbe quello di aiutare i due innamorati e di vendicarsi della nonna che lo ha strappato alla sua famiglia, ma la sua ossessione segreta per Reyyan ce lo mette in cattiva luce e quando entra in possesso della lettera di Dilşah, quella che Zehra, smarrita chissà dove e dimentica di tutti i problemi della figlia e della sua famiglia, aveva cucito nella bambola di Gül, temporeggia invece di darla a Miran, risolvendo vari conflitti.


 

Mahfuz, il padre di Reyyan, insinua che lui speri di avere una possibilità con Reyyan ed è per questo che non l'ha ancora consegnata. Scopriamo infatti che l'uomo che aveva rapito Reyyan nella seconda stagione, durante il confronto tra le due famiglie nella villa di campagna, è proprio Aslan. Reyyan aveva raccontato della presenza di qualcuno di inquietante nella stanza che la spiava. Ovviamente era lui.


 

La gelosia di Miran quindi ci sembra stranamente giustificata, mentre non capiamo come lui possa avere la foto scattata da Aslan nella sua stanza che lo ritrae con Reyyan. Strano scivolone di una produzione che in generale è molto attenta ai dettagli.


 

Intanto Reyyan viene costretta ad andare in tribunale per firmare il divorzio. Miran ha detto che lo vuole per convincere la nonna della sua intenzione di vendicarsi, anche se il suo scopo è quello di smascherarla davanti a tutti, ma neanche lui è così propenso. Per fortuna ci salva da questa separazione che risultava piuttosto forzata dopo tutto quello che hanno passato, la stessa Reyyan che blocca il padre fuori dal tribunale per dirgli che non può divorziare perché aspetta un bambino da Miran. 


 

A questo punto per un attimo ci ho creduto anch'io, pur sapendo che non poteva essere opera dello Spirito Santo, ma ho pensato che l'estremo pudore di queste produzioni (dopo averci illuso con il bacio sul ponte ed essere stati multati) ci avesse fatto perdere un momento fondamentale nell'evoluzione di quest'amore estremamente intenso, ma difficilmente consumato.


 

Si rivelerà una bugia, quando lo svelerà a Miran che però la guarda quasi con il mio stesso stupore. Ovviamente Reyyan ha mentito per convincere il padre sul fatto che non possa divorziare. Per tutto il resto del mondo risulteranno separati, ma in realtà restano ancora marito e moglie.


 

La gioia della mancata separazione dura poco, il tempo di tornare a casa della famiglia Şadoğlu che il nonno terribile, Nasuh, si sta sbarazzando del povero Mavi, avendo deciso anche che Reyyan, oltre al divorzio, non può neanche circolare fuori dalla casa. Verrebbe voglia di unirsi alla vendetta di Azize e di fargli fuoco una volta per tutte.


 

Il dolore di Reyyan per fortuna dura poco perché il marito in incognito la rapisce la sera per portarla alla casa nella radura, dove le mostra il povero Mavi, recuperato solo per lei. E quando le dice di aver fatto testamento, nel caso le cose si dovrebbero mettere male, perché non debba mai più dipendere dalla sua famiglia, ci viene davvero voglia di coccolare questo povero sventurato ragazzo che ha tutti i pregi per diventare davvero un principe azzurro, malgrado il mantello nero che sua nonna ha cucito per lui.


 

E mentre i nostri due innamorati si baciano felici, pensando a un possibile futuro insieme, nella notte l'inquietante (e mi dispiace assai perché l'attore è molto fascinoso!) Aslan li spia, chiaramente non intenzionato ad aiutarli per colpa della sua passione insana per Reyyan. Speriamo che andando avanti il fastidio provato in questo episodio si attenui! Gli elementi per amare la serie ci sono ancora. Cercherò di aggrapparmi a quello.

lunedì 24 marzo 2025

HERCAI - il figlio perduto (40)

 




Questa serie presenta schemi che oggettivamente si ripetono e quello della separazione dei due innamorati ritorna diverse volte, anche se declinato con lievi differenze. Adesso, anche se avevamo sperato, dopo tutto quello che era successo, che finalmente potessero vivere una sorta di tregua e felicità, per colpa di Azize sono tornati su fronti opposti, anche se i due si amano e fingono soltanto di essere separati per non accentuare l'astio tra le due famiglie.


 


Ancora una volta Hazar però è contro di loro, soprattutto dopo che Reyyan e Azat hanno ammesso che è stato Miran a sparare. Conflitti vari e soliti, i due innamorati che sono separati anche se si amano e vorrebbero potersi vedere, Reyyan che finge di voler divorziare e Miran che pensa di farlo davvero per indurre sua nonna a credere che sia ancora dalla sua parte, pur di scoprire come sono andata le cose.


 

Tutte le dinamiche sono in atto, soprattutto se si pensa che siamo all'inizio della stagione, ma l'attenzione, onestamente, si concentra tutta su Aslan Aslanbey. Lungi dal voler rivelare pubblicamente la sua vera identità, si è rivelato solo a sua nonna e a sua madre, mentre tutto il resto del mondo si chiede perché in un primo momento si sa preso la colpa di aver sparato, per errore, ad Azat.


 

Il suo coinvolgimento è sospetto e il pubblico, pur essendo intenerito dall'idea di questo figlio perduto, che Azize ha cresciuto lontano da qualsiasi contatto con la famiglia, per salvarlo dalla minaccia della vendetta che segue tutti i suoi passi, non può però guardarlo con tranquillità. C'è qualcosa di lui decisamente inquietante. Sarà il seme malato degli Aslanbey da cui Miran si salva grazie ai geni che nulla hanno a che fare con una famiglia dove i suoi uomini sono decisamente tutti pazzi.


 

Miran ha respirato l'odio e il risentimento che Azize ha alimentato nel suo cuore e certe esasperazioni sono frutto proprio di quello, ma la sua è una natura buona, che è emersa fin dai primi episodi, dove il senso di colpa nei confronti della ragazza sedotta e abbandonata è stato tale da stravolgere tutta la sua vita.


 

Aslan invece è un Aslanbey puro, anche se odia sua nonna, vuole vendicarsi di lei ed è il misterioso nemico che ha aiutato diverse volte Miran nel suo tentativo di scoprire la verità. Eppure non possiamo non considerare quel muro inquietante, nascosto dietro la libreria, con le foto di Reyyan, da cui sembra stranamente ossessionato.


 

Quando Miran si reca a casa sua, insieme a Firat, per cercare di capire questo strano personaggio, trova soltanto l'ultima foto che si è fatto arrivare. È identica a quella che nell'altro episodio aveva strappato tenendo solo Reyyan. Qui, giustamente, Miran diventa una furia scoprendo che ha fotografato la moglie, che in qualche modo li ha seguiti e visti. Se avesse trovato il muro segreto, sarebbe crollata la casa.


 

Aslan tace e continua i suoi giochi, seguendo anche Gonul, che nel frattempo, presa da un moto di indipendenza, decide di andare a vivere lontano da Azize, in un hotel dove il fratello la controlla, perché sia al sicuro. Il suo incontro con Azat nel cimitero mi fa ben sperare per loro come coppia, mentre la situazione si complica ancora di più quando scopriamo chi è l'uomo che lo segue ovunque e che sul finale dell'episodio, mentre si svolgono i drammi di Miran e Reyyan, contrapposti ad Hazar, che cerca di uccidere il ragazzo, rivela il suo legame di parentela con la nostra Reyyan. L'orizzonte della storia diventa sempre più oscuro, ma noi volevamo un po' di luce con Miran e Reyyan. Speriamo che ce lo concedano.

venerdì 21 marzo 2025

HERCAI - Un inizio adrenalinico (39)


Dite la verità! Ci avevate proprio sperato, soprattutto dopo la visione di una prima manciata di episodi. Vi eravate illusi, soprattutto vedendo Reyyan uscire di casa, la casa degli Sadoglu, all'alba, con il vestito blu che ricorda quello del primo episodio, per incontrare Miran sul ponte mai dimenticato (sì, quello del famoso bacio!) che le cose finalmente si stavano orientando verso la felicità. Quando Miran poi la riaccompagna a casa, anche se sono sposati, sembrano quasi due fidanzatini, che chiedono il permesso ad Hazar di potersi frequentare.


 

Pura illusione dei primi minuti della storia, dove vediamo persino Hazar invitare Miran a pranzare con la famiglia, visto che Handan ha riportato a casa la bambina nata nei momenti drammatici del ritrovamento del corpo di Elif. La malinconia c'è tutta, soprattutto per Azat che non ha dimenticato. Anche la terribile Azize non ha rimosso la perdita della nipote, ma ovviamente ne ha dato una sua interpretazione, ritenendo come unico responsabile Azat, senza prendere atto che è stato il suo odio a minare la personalità fragile della nipote.


 

Lei però non vedo oltre il proprio naso e ha deciso di farla finita con la sua vita, per ricongiungersi con le persone perse, non prima però di aver assestato un colpo finale. Così ecco che la povera Gonul (e permettetemi l'aggettivo per questo personaggio che non sempre ci suscita simpatia) viene prelevata a forza insieme alla madre e alla povera Esma. Ci va di mezzo anche la domestica che viene trattata come arredo della casa. Tutte spedite via, in un luogo lontano e fantomatico dove ricostruire la loro vita. Gonul riesce solo a pensare che la donna è sul punto di fare qualcosa di terribile che coinvolgerà sicuramente Miran che passa ai suoi occhi ormai come un traditore.


 

Mentre le donne vengono allontanate, Azize ha fatto prelevare il corpo di Elif dal cimitero degli Sadoglu, dopo i 40 giorni di lutto, per spostarla accanto ai suoi genitori. Non c'è pace per la ragazza neanche dopo la morte. Nel frattempo Miran e Reyyan sognano di poter lasciare Midyat e di ricostruire la loro vita lontano, al punto da congedarsi anche dalla vecchia Sukran la cui casa è stata incendiata con tutti i ricordi della figlia. E chi sia la responsabile appare evidente a tutti anche se nessuno pronuncia il suo nome.


 

E che la pace sia finita, è evidente anche per l'arrivo del fascinoso Aslan Aslanbey, misteriosamente invocato durante tutta la stagione precedente e che qui ha il volto interessante di  Dogan Bayraktar. E che l'uomo porti tempesta ce lo dimostrano due cose: il tatuaggio a forma di scorpione e la parete nascosta, nella sua nuova tana, dove ci sono tutte le foto di Reyyan durante  le passate stagioni e che lui ha spiato o fatto spiare in ogni suo momento di vita. Decisamente una situazione preoccupante.


 

E tutto precipita in un incalzare di eventi non appena Miran e Reyyan si recando dalla nonna di lui nella grande mansione e trovano il posto completamente disabitato. Da quel momento la pace sognata si sgretola sempre di più e ci ritroviamo in un crescendo adrenalinico in cui Miran decide di affrontare sua nonna faccia a faccia, non avendo ancora imparato niente dalle esperienze precedenti.


 

Reyyan viene lasciata a casa, ma la donna, che ha un piano malefico, le invia una macchina per portarla dove vuole lei. E ci chiediamo perché lei sia salita sulla vettura. Il punto in cui si incontrano è una sorta di diga, dove Miran si confronta con la donna che ha portato con se un'arma. Sotto minaccia, all'arrivo di Azat, il ragazzo si vede costretto a sparare. Se non l'avesse fatto Mahmut avrebbe puntato alla testa di Azat per ucciderlo e sua nonna avrebbe poi sparato a lui. La scelta che compie è quella di sparare Azat sapendo dove colpirlo.


 

Reyyan vede solo parzialmente la scena, in modo da indurre a credere che il marito non abbia mai dimenticato la vendetta e che abbia fatto del male al cugino. Costretto a seguire sua nonna, Miran avvisa Firat alla prima occasione, sperando di salvare Azat, che invece è scomparlo, salvato da Aslan. E mentre la famiglia Sadoglu viene avvisata e attirata nella tana del leone, per indurli a uccidere Miran, ed eliminare loro stessi uno di loro, l'arrivo finalmente manifesto di Aslan infrangerà tutti gli equilibri.


 

Puntata decisamente inquietante che apre nuovi scenari che potrebbero portare a mille altre cose per quanto riguarda questa ultima stagione di HERCAI. Speriamo che non deluda come, tutto sommato, non hanno deluso neanche le prime due. Incrociamo le dita.

giovedì 20 marzo 2025

HERCAI - Un finale di stagione dolce amaro (38)


 La seconda stagione di HERCAI, durata decisamente di più rispetto alla prima, ci ha in qualche modo illusi che la pace fosse vicina, per poi stravolgere tutte le carte sul tavolo con un finale decisamente doloroso e drammatico, che soffoca qualsiasi speranza di serenità. Ma procediamo per gradi! Qualcuno ha aggredito Reyyan sulla riva del fiume? O è caduta da sola? Certo è che qualcuno l'ha salvata, recuperandola dalle acque del lago per portarla nella casetta in mezzo alla radura.


 

Vediamo la disperazione di Miran, che in quanto a drammaticità è decisamente il nostro eroe. A farlo correre nel luogo giusto è un messaggio dal cellulare della moglie, scritto dal vero salvatore, che lo induce a raggiungerla. Arriva prima lui, e scopre che accanto alla donna c'è sempre il solito bigliettino azzurro, che si congratula con lui per il fatto che stia smascherando piano piano sua nonna, avvicinandosi alla verità. Il tempo di metabolizzare che qualcuno li segue passo passo, che arriva anche Hazar, deciso a parlare con la figlia.


 

Avendo visto Miran avvicinarsi alla ragazza, piuttosto morbida con lui, ci siamo illusi che il perdono arrivasse anche per Hazar, invece non è stato così. Reyyan prende tempo, per meditare e capire il suo cuore, ma nel frattempo Miran compie l'atto che lei gli aveva chiesto alla fine della prima stagione, quando non si era sentito pronto a dirle di sì. Adesso, con la prospettiva di felicità davanti a lui, e la consapevolezza del mare di bugie che la nonna gli ha raccontato, chiede a Reyyan di seguirlo. Vuole darle la risposta davanti alla persona che reputa responsabile di tutto il suo dolore.


 

Azize Aslanbey non può credere alle proprie orecchie quando Miran rivendica la sua decisione di smettere di cercare la vendetta, ponendo fine a una faida che lo aveva trascinato sulla soglia dell'omicidio più di una volta. Lei ha lavorato per distruggerlo durante tutto questo tempo e la prospettiva di pace decisamente non concilia con i suoi desideri.


 

Mentre Reyyan è travolta dalla gioia alla prospettiva della fine di una guerra che l'ha logorata, tutti accolgono con stupore e gioia la notizia, persino Hazar, che però è interessato soprattutto al perdono della figlia. Lei, guidata da questo nuovo clima d'amore, decide di concederglielo, ricordando come, in un'altra occasione, il padre avesse tentato di dirle la verità.


 

L'abbraccio collettivo rivendicato da Gul, che allarga il cerchio della famiglia anche a Miran, suscita un leggero imbarazzo nel nostro eroe che però timidamente comincia a mostrare di poter davvero imparare la felicità, nonostante il suo passato. Potevamo a questo punto chiudere tutto con rose e fiori? Ovviamente no, sapendo che esiste anche una terza stagione. E poi troppi nodi si devono ancora sciogliere, come fa notare Hazar allo stesso Miran. 


 

Non sarà finita fino a quando non si scoprirà chi ha ucciso Dilsah, gli annuncia ma lui sembra quasi scettico e al momento interessato soprattutto a ricucire il suo rapporto con Reyyan, che è stato sul punto di perdere nuovamente. Sicuramente Azize non può lasciare in pace nessuno, soprattutto i suoi morti, così, dopo aver pregato sulla tomba del figlio, ordina che venga distrutta quella della nuora, come segno di sfregio nei confronti del ragazzo e della donna. Il suo scopo è ancora la vendetta e decide di prendersela con le sue mani.


 

Nel frattempo bisogna dire che a casa Sadoglu è successa una cosa piuttosto inquietante. Elif, fragile e insicura nei suoi desideri, è caduta in una sorta di buia depressione e la notizia della fine delle ostilità invece di renderla felice, come dovrebbe essere per una ragazza che ha dato tutto per la pace, la fa precipitare ancora più in basso, convinta che Azat, adesso, possa liberarsi di lei per cercare di riconquistare Reyyan. Chiusa nella sua stanza, senza mangiare e senza parlare con nessuno, ci appare piuttosto inquietante, anche perché ci viene il sospetto che l'attrice abbia lasciato la serie, visto che non ce la fanno mai vedere, inquadrano sempre la ragazza di spalle e la sua voce sembra camuffata.


 

Ci prova a farsi aprire anche Miran, ma nulla può contro la sua disperazione. Ottiene dalla cugina solo la promessa che la mattina dopo parleranno. Non avranno il tempo di farlo perché il giorno dopo tutto precipita nel caos come è tipico della serie. 


 

Mentre Handan è preda dei dolori del parto, Hazar è partito per andare dalla moglie, Azize Aslanbey arriva al palazzo Sadoglu armata di pistola, ordinando a Cihan di consegnare il fratello se non vuole che uccida suo figlio Azat. Arrivano anche Miran e Reyyan, che cercando di farla desistere e di avere un minimo di compassione per Handan che sta soffrendo e non può essere portata in ospedale. La tensione, alle stelle viene smorzata dall'arrivo della polizia. Quasi comico il momento in cui, rendendosi conto del loro arrivo, tutti nascondono le armi, consci che non è certo molto legale questo scontro armato continuo tra di loro. 


 

La polizia però porta una notizia sconvolgente per Azat. Una giovane donna vestita da sposa la notte prima si è lasciata andare nelle acque del fiume e il suo corpo è stato ritrovato poco dopo. Sulla riva c'erano i suoi documenti e una lettera per lui. La fine tragica di Elif cade come una scure su tutti i presenti e soprattutto sull'illusione della pace. Per fortuna non dobbiamo attendere nessuna pausa per vedere la terza stagione. Magico potere dello streaming di oggi!


 

Nel complesso la seconda stagione, pur non concentrandosi prevalentemente sull'innamoramento, come era stato nella prima, ha offerto momenti decisamente interessanti e un mutamento convincente nel nostro eroe e nella nostra eroina che speriamo porti alla meritata felicità nella prossima stagione.

mercoledì 19 marzo 2025

HERCAI - Silenzio, solitudine... e Miran (37)


 Reyyan è ferita e delusa dai due uomini che più ha amato nella vita. Arrivata a questo punto della storia, soffocata dal dolore, desidera troncare tutti i rapporti con le persone che la circondano, essere finalmente se stessa, lontano da loro. Cerca di far capire ad entrambi di non voler più avere a che fare con loro, ma sembra che i due parlino due lingue diverse e appena la rintracciano corrono da lei, divisi tra preoccupazione e il bisogno di essere perdonati. Come può Reyyan trovare la sua strada autonoma in questa situazione? La giovane decide di andare via e i suoi passi la portano alla stazione.


 

Nel frattempo Miran e Hazar corrono da Azize, convinti che la donna possa averle fatto qualcosa. In realtà aveva intercettato Gul e per mettere pressione al secondo, l'aveva portata da lei, per poi restituirla. Nel frattempo anche Firat è alle prese con un senso di disinnamoramento nei confronti della donna che ha sempre considerato una sorta di nonna. Gonul, infatti, gli ha rivelato le ultime bugie: di come le avesse fatto credere che era adottato e che si trattava di suoi fratello. Disgustato, il giovane va da lei per rivendicare alla madre l'abbandono, ma scoprirà, proprio grazie alla presenza di Miran, che è stato proprio lui a chiederle di rimanere accanto a lei per spiarla.


 

Intanto però Firat, sentendosi in colpa anche nei confronti di Reyyan, si unisce alla ricerca ed è proprio lui a rintracciarla alla stazione, dove lei non ha avuto il coraggio di salire su un treno che potesse portarla lontano. Firat le parla e Reyyan gli chiede di accompagnarla nell'unico posto che le interessa davvero, da Azize, a cui chiede se era consapevole del fatto che non fosse la figlia di Hazar quando l'ha coinvolta nella sua vendetta. La donna l'ammette ferendola ancora di più.


 

Mentre Miran e Hazar continuano la loro ricerca, Firat decide di avvisare la vecchia Sukran, nella speranza che quest'ultima possa dare a Reyyan il silenzio e la solitudine necessaria per curare le sue ferite. La donna l'accompagna a casa, dandole la stanza di Dilsah, i suoi vestiti e le sue cose, dicendole che si prenderà cura di lei. Peccato che Firat, consapevole della preoccupazione di Hazar, lo abbia informato di dove si trova la ragazza.


 

Entrambi arrivano come al solito nel tentativo di parlarle, ma Reyyan prega il padre di lasciarla da sola, di non voler parlare, di voler vivere il suo dolore in solitudine, senza doversi preoccupare della loro sofferenza, come ha sempre fatto, anteponendo loro ai suoi bisogni.


 

Hazar capisce e anche se addolorato, decide di andare via. A resistere è sempre Miran, che non vuole andare via, teme il momento in cui lei capirà di poter andare avanti da sola, senza di lui, perché il suo senso di inadeguatezza e la sua insicurezza lo rendono consapevole che è lui ad avere bisogno di lei.


 

Reyyan prova ancora a mandarlo via. Ci riesce per un paio d'ore, dopo di che Miran si ripresenta a casa della madre, portando Mavi, il cavallo purosangue sul quale stava cavalcando il giorno del loro primo incontro. Adesso le propone una cavalcata e lei sembra ritrovare la voglia di vivere, lottare, anche se poi chiede a Miran di lasciarle del tempo, solitudine per poter capire cosa fare e come superare il dolore.


 

Lui tentenna, ma alla fine, dopo mille conversazioni decide di fare quello che gli ha chiesto, anche se poi andrà da Sukran per parlare con lei, chiedendole perdono per il male fatto e pregandola di accoglierlo tra le sue braccia. Il tempo di maturare questo nuovo riavvicinamento che a casa Sadoglu arriva Mavi da solo, mentre Hazar sta litigando con suo fratello che ha riaccolto a casa Yaren.


 

Il cavallo solitario è un segnale di allarme e Hazar chiama subito Miran per informarlo che Reyyan potrebbe essere in pericolo. A salvare la ragazza, svenuta sulla riva del lago, è un misterioso personaggio vestito di nero che non ci viene svelato. Che sia il nemico tanto temuto da Azize? Finalmente sarà rivelato? Ormai manca solo una puntata al finale di stagione.

martedì 18 marzo 2025

HERCAI - Solo su se stessi (36)

 


Eccoci arrivati alla svolta che mi aspettavo. Reyyan è uno di quei personaggi apparentemente classici: la brava ragazza che finisce per pagare per le colpe degli altri, ma che riesce in qualche modo a conservare puro il suo cuore. Rientra tra i cliché tipici e necessari, soprattutto quando abbiamo un personaggio complicato come Miran. La pazienza, diciamolo, è la virtù principale di qualsiasi donna che voglia in qualche modo conquistare il suo cuore e lei ne ha davvero in quantità esorbitanti.


 

Eppure eccoci adesso a una svolta, dove questa volta il dolore è tutto suo non più soltanto di Miran. La scoperta che il padre amato in realtà non ha il suo stesso sangue sconvolge la ragazza, che si rende conto che le persone che ha amato, non hanno mai messo lei come priorità davanti a loro stessi. Hazar avrebbe potuto salvarla dall'odio del nemico, semplicemente rivelando la verità sulla sua identità, ma il timore di poter perdere il suo amore e le domande che sarebbero poi emerse lo ha indotto a tacere.


 

Miran a sua volta l'ha respinta, troppo preso dal suo senso di colpa, senza pensare a lei, che era davvero la vittima di tutto quello che lui aveva fatto. Il dolore che l'attraversa è enorme e la ragazza allontana da sé entrambi. Vedere Miran e Hazar, che si sono fatti la guerra fino a poco tempo prima, dormire spalla a spalla, sull'uscio della porta della casa della nonna buona davvero è scioccante, ma Reyyan non si lascia intenerire e quando Şükran le chiede che cosa le abbia fatto Miran, questa volta non tace, e racconta alla donna ogni cosa, sconvolgendola.


 

Intanto sparisce Gul, che, nel trambusto della casa, pensa bene di fuggire, per finire tra le grinfie di Azize. Hazar deve corre da lei, ma prega Miran di rimanere accanto alla figlia grande. Lui la tallona, ma quando Reyyan lo affronta e guardandolo negli occhi gli dice che lei c'è sempre stata per gli altri, ma che invece è sempre stata sola, non riesce a trovare le parole giuste per smentire questa verità.


 

"Nella vita, ho capito, bisogna solo contare su se stessi per essere felice". La sua determinazione scuote Miran, che teme davvero di essere al punto di rottura con lei. Reyyan pensa di aver sempre rinunciato ai suoi sogni, di aver messo le priorità degli altri davanti alle proprie e che questo, alla lunga, si sia rivelato un errore.


 

Gli studi, la sua felicità, sono cose a cui ha rinunciato, per poi essere ripagata nel modo che tutti sappiamo. Scrive una lettera a sua madre, rivelandole tutto il suo dolore e decide di andare a parlare con la sua famiglia, quelli che l'hanno cresciuta, per congedarsi da loro perché d'ora in avanti penserà solo a se stessa, a come realizzare i suoi sogni e essere felice.


 

Miran la implora con lo sguardo di restare, ma lei sembra decisamente determinata come in poche altre occasioni. Che sia arrivata davvero a una svolta? Sarà la volta buona e Miran smetterà di ripiegarsi su se stesso e cercherà di starle accanto per riconquistarla?


 

Intanto Gonul, pensando alle menzogne di Azize, si rende conto che le ha sicuramente mentito e che Firat non può essere il fratello che sta cercando disperatamente. Così in una notte di pioggia, approfittando della solitudine che la circonda, scava per aprire la tomba del fratello (immagine decisamente shakespeariana) e trovare uno dei soliti bigliettini azzurri dove le dicono che il fratello è vivo, che Azize ha mentito e che deve avere pazienza. Davvero una storia che farebbe impazzire chiunque!