Fatmagül'ün Suçu Ne? - Finale di Stagione (39)
Kerim, Kerim, Kerim! Cosa devo fare con te? Il mio cuore è lacerato e se da un lato volevo passare quest'ultimo episodio della prima stagione immersa nel dolore di Fatmagul, costretta a rivivere, inutilmente, visto la sospensione del processo, la notte peggiore della sua vita, eccomi a perdermi nella disperazione di questo personaggio che, pur guidato da sentimenti nobili, finisce per commettere errori su errori.
Kerim è un gentiluomo, come ho letto in vari articoli in giro che parlavano di questa serie. Un ragazzo cresciuto da una donna di solidi principi come Meryem abla, che, pur non avendo una famiglia, ha fatto da madre e da padre a questo ragazzino segnato dall'abbandono dei suoi genitori. Cresciuto dedito e assennato, senza mai averle dato un grattacapo, come racconterà in un episodio, sbaglia amicizie, o meglio si fida di un gruppo di figli di papà che lo trattavano con apparente affetto solo per comodità.
Trascinato in qualcosa di più grande di lui, la sua vita cambia per completo, viene sbattuto davanti alla sua responsabilità di aver procurato danno a una persona innocente, una ragazza per la quale ha provato fin dal principio una misteriosa attrazione e che poi piano piano si è legata con le sue vicende al suo cuore.
Kerim soffre per Fatmagul, ne siamo consapevoli durante tutti gli episodi, ma la rabbia a volte lo offusca e lo induce a commettere cose estremamente impulsive e pericolose, come quello che succede qui, alla fine del processo che getta la nostra eroina in una dolorosa condizione di rassegnazione. Lei ha sperato di poter avere giustizia, ma vedere tutti i suoi aguzzini mentire sistematicamente l'ha segnata nel profondo.
Chi invece ha ritrattato è il pericoloso Mustafa, che in realtà vorrebbe riconquistare la sua fiducia e attraverso questo quel rispetto di se stesso che ormai ha perduto. Altro personaggio estremamente complesso che è interessante analizzare e che trovo più inquietante del gruppetto di figli di papà che hanno distrutto la vita di Fatmagul.
Lui ritratta, ma senza la testimonianza di Mukkades, senza prove, tutto diventa complicato, anche perché i colpevoli si blindano dietro testimonianze false e concordate. La corte rimanda il processo a novembre, mettendo in libertà gli accusati, felici di respirare nuovamente l'aria pura.
Kerim, sconvolto dal risultato, si reca sul posto del delitto e mentre gli altri lo cercano sprofonda nel dolore per la mancata giustizia per Fatmagul. Se Erdogan pensa solo a godere dei privilegi riconquistati e Selim è ossessionato da Meltem e dalla scoperta che la donna lo ha tradito con Musfata, quello che non regge il colpo della liberazione è Vural.
Personaggio complicatissimo, divorato dal senso di colpa, drammatico fino all'eccesso con genitori troppo piccoli per poterlo aiutare. Loro pensano a tirarlo fuori dal carcere, ma la prigione della sua mente e della sua anima sono troppo grandi, un pozzo nero che lo trascina verso il basso e dal quale non riesce ad emergere.
Così, nel cuore della notte, guidato dal senso di colpa, eccolo comparire davanti a Kerim, in quel posto dove la sua pace mentale è finita. In una lite violenta, dove Kerim è trascinato dalla rabbia perché Vural ha mentito come tutti gli altri, lui accetta la violenza e lo invoca per essere ucciso. Kerim qui si frena e va via, ma nell'oscurità si cela Mustafa, il vero demone oscuro che segnerà per sempre la vita di Vural.
Ucciso, quasi accidentalmente, Vural lascia la scena, si libera da una vita che per lui era diventata un inferno, mentre nel frattempo Kerim incontra Fatmagul, triste e abbattuta, e cerca di darle coraggio, di farla credere ancora e che qualcosa di buono possa arrivare è evidente dal modo in cui i due si abbracciano, ormai davvero uniti, anche se divisi da mille barriere.
E il giorno dopo cosa succede? La polizia arriva per portarsi via Kerim, che reputano colpevole della morte di Vural, ritrovato senza vita nel posto dove aveva litigato con lui. E la stagione termina con Mustafa che raggiunge Fatmagul che corre disperata verso l'auto che sta portando via Kerim. I colpevoli liberi e gli innocenti in prigione. Davvero non vedo l'ora che arrivi anche solo una goccia di felicità.
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