giovedì 28 novembre 2024

HERCAI - Salvatore e Carnefice (4)




Eravamo rimasti sospesi nel vuoto, sul punto di precipitare con la povera Reyyan, colpevole di essere caduta vittima del fascino misterioso di Miran Askoy e di aver assecondato il volere della famiglia che poi non l'aveva tutelata. Sospesa nel vuoto, con il cuore infranto in mille pezzi, un cugino a cui è stato dato l'incarico di ucciderla, ma che la vorrebbe per sé, e l'uomo che l'ha disonorata e rifiutata davanti agli occhi di un paese intero, lei decide di saltare, ma lui, come nella famosa scena dell'altalena, salta con lei, pur di non lasciarla andare. 


 

E la bellezza della serie sta tutto in quest'innamoramento contro la sua stessa volontà che travolge un personaggio complicato come Miran Aslanbey, che era pronto a tutto pur di vendicare la sua famiglia, ma che scopre di non poter andare contro il suo cuore.


 

Salvata da Miran, che la riporta a riva e che poi a forza la costringe a seguirlo, intanto la famiglia di lei non crede alla sua morte e ordina che cerchino entrambi, nella speranza di trovarli e ucciderli, pur di ripulire l'onore perduto. Diverso però è il discorso di Hazar e Zehra, la madre e il padre adottivo della ragazza, che vogliono salvarla a tutti i costi. E nella bontà del primo già è rivelata l'impossibilità che sia colpevole del crimine che gli imputa Miran. Come può un uomo del genere aver stuprato e ucciso la madre del ragazzo? Impossibile a crederci e sicuramente una spiegazione ci sarà.


 

Intanto Reyyan cerca di sfuggire al ragazzo,  ma finisce a bordo della macchina di Firat, l'amico e braccio destro del nostro eroe. Ovviamente in trappola, per Reyyan non c'è altra possibilità che quella di seguire i due uomini in una tenuta di campagna degli Aslanbey. Qui, sola con il suo carceriere, Miran non riesce a spiegare a parole quello che prova per lei, né a dirle la ragione per cui l'ha disonorata. Non lo capisce neanche lui perché voglia salvarla a tutti costi dalla famiglia di lei che vorrebbe lavare l'onda con il suo sangue. Lui riesce solo a pensare che non può vivere senza di lei e che non permetterà a nessuno di ferirla.


 

Reyyan però è preda della rabbia e in un momento in cui lui la istiga a sfogare tutto il suo disprezzo su di lui, dandole anche un'arma, lei non esista a puntagliela contro e a sparargli, colpendolo alla spalla. Cerca poi di fuggire, ma a differenza di lui, arrivata al cancello del giardino, torna indietro, impossibilitata ad abbandonarlo in quelle condizioni.


 

Si prende cura di lui, estrae persino la pallottola dalla sua spalla e si occupa della sua ferita tutta la notte, spiazzando il ragazzo che si rende conto di quanto lei sia migliore di tutti loro. Eppure ancora tace, non rivela né a se stesso né a lei cosa lo spinga verso di lei, ma il suo corpo parla, i suoi occhi disperati che la guardano raccontano tutta la verità, merito decisamente dell'attore che riesce davvero nel difficile compito di comunicare al telespettatore senza usare le parole.


 

E il mattino dopo, quando sembra sentirsi meglio, vengono scoperti dal padre di Reyyan, arrivato per fare giustizia ed eliminare l'uomo che ha ferito la sua bambina, ma quando suo fratello lo avvisa che il terribile Nasuh Şadoğlu sta arrivando, Hazar si rende conto che Miran ha ragione, che lui è davvero l'unico che può salvare la ragazza, tenendola al sicuro. Ma si può affidare l'agnello al leone? E questo il dubbio terribile che lo attraversa, ma le possibilità non ci sono e disperato dice ai due di fuggire.


 

Miran trascina con sé una riluttante Reyyan, che vorrebbe solo mettere distanza tra di loro e non vederlo più, ma il problema del leone è che prima o poi dovrà tornare alla sua tana e la sua scelta, spiazzante, è quella di portare la ragazza a casa, da una famiglia che accoglie sconvolta la sua decisione.

mercoledì 27 novembre 2024

Çalıkuşu - Lo strappo definitivo (29)


Ed eccomi qui a commentare il penultimo episodio e la voglia che ho di prendere a ceffoni Feride è arrivata alle stelle. Sì, lo so. Molti di voi non la penserebbero come me, ma diciamoci la verità. Kamran può avere tutti i difetti di questo mondo, essere impulsivo, drammatico, ma chi lo spinge a commettere l'errore, se tale lo vogliamo chiamare, finale è proprio la cugina, che crede a tutti, si lascia convincere del bene supremo degli altri mettendolo sempre in secondo posto. Sta di fatto che per me una donna è libera di decidere di voltare pagina, di chiudere definitivamente con chiunque, anche il padre dei propri figli (secondo una mentalità ovviamente di oggi che mi rendo conto difficile all'epoca e in quel contesto, e quindi gli attacchi di gelosia di Kamran sono a volte stridenti), ma è proprio lei che continuamente gli ricorda che la loro storia è finita, che lei sta andando avanti. Quindi perché poi reagirà, perché sono sicura di questo, in maniera drammatica per la caduta di Kamran? 

Ma partiamo dal principio. Feride riconquista Murat Bey trovando la piccola Gulce, che era fuggita di casa. A questo punto il politico la riprenderebbe a casa sua, ma teme l'Otello furioso del suo fidanzato. Feride gli assicura che la storia con lui è finita e che lui non si intrometterà più nel suo lavoro. L'uomo quindi l'accoglie felice, soprattutto per la bambina, che coltiva il sogno che i due si possano sposare. 


 

Murat le regala anche una bicicletta, per permetterle di arrivare autonomamente al lavoro. La notizia che Feride non solo ha ripreso a lavorare, ma anche che arriva pedalando fino alla casa dell'uomo, spinge Kamran a seguirla e trova la ragazza in giardino, insieme alla bambina e al padre, come una famiglia felice.


 

Kamran è l'unico che ha combattuto fino a questo momento, diciamocelo apertamente. Feride, anche se soffriva, andava avanti decisa sul suo cammino. Questa scena lo devasta e sconvolto sale sul cavallo che aveva smesso di cavalcare per una promessa fatta a lei. Quando poi la sera si reca all'istituto per parlarle e Feride lo sorprende che sta bucando le ruote della sua bicicletta (come un maniaco!!! diciamolo pure), lei ricorda di una conversazione avuta con Neriman in ospedale qualche ora prima.


 

Avendo saputo che stava male era andata a trovarla, e la donna le confessa che Kamran si è indebitato pur di trovare i soldi per comprare di nuovo la casa e restituirgliela e che lei sta alimentando le illusioni del giovane medico che per colpa sua si rovinerà. Così Feride decide di strappare definitivamente il vincolo che la univa a Kamran e gli mente, dicendogli che si sposerà con Murat Bey con cui costruirà una famiglia lontano da lui.


 

A quel punto Kamran, che ha continuato a portare l'anello di fidanzamento, lo lancia nel mare, distrutto, furioso e deciso ad andare avanti. Su di lui si avventa la solita Azeyla che ronza su di lui, minacciosa e decisa a distruggerlo. Possiamo incolpare Kamran per questo? Decisamente no, a mio parere! Anche se nel frattempo la domestica fedele di Neriman, stanca dei maltrattamenti continui della donna, decide di aprire la bocca, rivelando alla ragazza che il suo sacrificio è stato inutile, perché il figlio che Neriman aspetta è di un altro uomo. Eh sì, Feride! Non era proprio una dolce e ingenua signorina! Dovevate riflettere prima su tutto questo.


 

E se ormai abbiamo capito quello che succederà, in questo mare di disperazione, ci salvano Yusuf e Mujgan, teneri, romantici. Per un attimo ho temuto anche per la loro felicità, ma per fortuna Seyfettin è stato pronto a cambiare i suoi piani quando ha capito che Yusuf amava Mujgan e non si sarebbe mai potuto impegnare con Necmiye. Meno male che ci sono loro che addolciscono questo sapore amaro del finale.


 


 K -Il cuore conosce la poesia dell'impossibile?
Si, ma i miei occhi? La parte più ferita di me.
Come può passare la notte se non vedo i tuoi occhi?
Il mondo non diventerà oscuro? Una vita intera?
Come posso insegnare alle mie mani l'impossibilità di te?
F - Le nostre mani, quando non sono unite per un minuto, distruggono tutto.
Che strano! Anche  la mia testa preferisce riposare sul tuo petto.
La mia testa era giusta per appoggiarsi alla tua spalla.
Con questa testa di orfana, non posso piangere per nessun sogno.
Il mio collo è come una foglia che cade dal ramo.
Mi hanno esiliano senza che fosse la stagione adeguata.
Per vivere senza di te.
La gente non ama solo con il cuore, quindi non si può dimenticare solo con lui.
L'oblio è un pozzo cieco.
L'oblio è un'oscurità senza fondo.
K -Per dove comincio a dimenticarti? Non lo so.
Comincerò a dimenticarmi di come ero io quando stavo con te.
Dirò che quello che abbiamo non è amore, né impossibilità, né separazione.
Abbiamo il dolore di un ciliegio che voleva fiorire ma non ha potuto.


lunedì 25 novembre 2024

ENDLESS LOVE - Il segreto di Asu (226-230)

 


La bellissima Asu è un personaggio centrale in questa storia. Avrebbe potuto essere un'eroina romantica in cerca di vendetta per la sua famiglia, una sorta di Miran Aslanbey di Hercai, invece, frutto del destino infelice, si ritrova a essere un'antagonista, o forse frutto di quel sangue malato che è tipico di tutti i Kozcuoglu, perché non riesce proprio a rassegnarsi al mancato amore di Kemal e invece di lasciarlo andare si ossessiona con lui e trama come solo Emir può fare.


 

Quando vediamo il terribile fratello, intrufolarsi di nascosto, per piangere al suo capezzale, dopo che lei ha provato ad uccidersi, capiamo la disperazione di Emir che non vuole perdere l'unico essere umano che davvero possa capirlo in questo mondo perché Asu è esattamente come lui. Intanto però il muro di bugie della nostra mancata eroina è sul punto di venire giù sotto la forza devastatrice di uno tsunami come Kemal Soydere. Tutto nasce per caso.


 

Kemal, che sta cercando di salvarsi dall'accusa di rapimento di Galip, con i suoi soliti modi, nel frattempo riesce anche a raggiungere Asu, che è stata dimessa dall'ospedale. Tutta la famiglia Soydere è da lei, per starla accanto, per non farla sentire sola, ma tra loro c'è anche Zeynep che, avendo visto Emir al suo capezzale in ospedale, sospetta che i due possano avere una relazione, ignorando la verità. 


 

Kemal cerca di mostrarle il suo affetto, senza però darle speranze di un ritorno di fiamma, ma mentre si trova da lei, vede una borsa che aveva notato a casa di Tufan. Nulla viene mostrato per caso in questa serie e quella borsa sblocca in lui un ricordo e soprattutto un sospetto. Che legame può esserci tra Asu e Tufan, il braccio destro di Emir, ma soprattutto il contatto con il ricattatore? Ed ecco che i pezzi del puzzle, prima dispersi, cominciano a combinarsi in modo vorticoso.


 

Intanto Emir sevizia Nihan, convinto che la donna abbia riallacciato i legami con il suo eterno nemico. Così la costringe a dare appuntamento all'uomo al porto, la costringe ad aspettare l'ora dell'incontro insieme a lui, per non darle la possibilità di avvisarlo, dopo aver drogato sua madre per non permetterle di avvisare il nemico (Eh sì, Emir è un caso patologico), e la manda all'incontro microfonata e spiata per capire il legame tra i due. E Kemal? Ovviamente alle parole di Nihan: "Emir ha scoperto tutto!" risponde con una prontezza e una bravura da attore da Oscar: "Non c'è niente da scoprire! Io sposerà Asu! Tra di noi non c'è più niente!". E tutto il pubblico si chiede: Ma come ha fatto? Come ha capito?


 

In verità Kemal ha capito che l'appuntamento era strano e ha sospettato una trappola. Nel frattempo è completamente preso dal segreto di Asu, su cui sta indagando, ritrovando i certificati originali di morte dei suoi presunti genitori, morti nel 1988, mentre il suo certificato di nascita è datato 1991. Impossibile quindi il legame con i parenti di Haki.


 

Convocati anche Nihan, Ayahan e Leyla, Kemal rivela a tre, molto sorpresi, i suoi sospetti, ovvero che Asu possa essere la sorella di Emir, e i quattro decidono di indagare per scoprire la verità e cominciare a far cadere il castello di carta che i due Kozcuoglu hanno costruito in tutto questo tempo.


 

E se Kemal Soydere inizia a indagare abbiamo la certezza che anche questo segreto, a breve, sarà svelato. Ma una volta avuta la certezza di tutte le bugie di Asu, che cosa farà Kemal? Ci lasceremo sorprendere come sempre.

venerdì 22 novembre 2024

HERCAI - Del perduto onore (3)

 



Parte del fascino di questo racconto è una dimensione arcaica e lontana da noi, un mondo “moderno”, ma allo stesso tempo antico dove valori (o disvalori, passatemi il termine) sono molto diversi da noi, ma che ci ricordano qualcosa di noto, dal sapore delle favole. Ed ecco che l’importanza di una donna, o il suo onore, viene associato a una verginità che un tempo era considerata l’unica cosa importante e che oggi per la maggior parte della società occidentale è più un peso che qualcosa di prezioso da consegnare a qualcuno che si ama.

 



 Due estremi, sicuramente, in quanto il valore di una donna o il suo onore non si misura certamente sulla base di questi parametri, ma qui siamo davanti a un altro estremo e se si è capaci di contestualizzare, capiamo tutta la drammaticità dell’abbandono, vissuto più dai familiari di Reyyan che dalla ragazza, il cui cuore ferito è legato soprattutto alla durezza con la quale Miran ha posto fine al loro legame che al perduto onore.


 

Certo eccoci davanti alla scena in cui la ragazza, intontita per l’abbandono, si riveste con l’abito da sposa, si toglie gli anelli e la corona, e dà letteralmente alle fiamme il loro nido d’amore, lasciandosi circuire dal fuoco, quasi sperasse di far evaporare il dolore che la sta devastando. Non le sarà concessa una simile tregua perché la vecchia Azize, dopo aver scoperto dove si trovava la ragazza, si precipita lì per sottoporla a una nuova offesa.


 

Trascinata a forza nel centro della piazza di Midyt, viene abbandonata davanti a tutto il paese, costretta ad affrontare “la vergogna” di essere stata abbandonata la mattina dopo le nozze davanti a tutti. La camminata della vergogna la porterà ad essere salvata da un vecchio saggio, che si prende cura di lei, mentre Firat, l’amico di Miran che lo affianca sempre, mandato dall’uomo sul luogo del delitto, per accertarsi che la ragazza stia bene, per quanto possa esserlo, chiama l’amico per dirgli che ha trovato solo cenere.


 

Miran, che già stava male per quello che le aveva fatto, perde ogni lume della ragione e corre sul posto dove trova solo il bracciale che la ragazza gli ha regalato (è una sorta di rosario che i mussulmani usano per pregare) affidandolo al Signore con tutto l’amore che provava per lui. Questo ricordo sblocca qualcosa dentro di lui e il senso di colpa lo travolge, mischiato ai sentimenti potenti che sta provando per la prima volta nella vita. La moglie su carta, Gonul, non è riuscita a sedurlo la sera prima, quando è tornato a casa dopo aver vendicato l’onore degli Aslanbey, proprio perché lui ormai si è legato sentimentalmente a Reyyan, assolutamente innocente nei confronti di tutti.


 

L’idea che lei possa essere morta per colpa sua lo travolge e comincia a cercarla disperato per tutto il paese, mentre a Kars, dove vive la sua famiglia, la matriarca decide di chiudere la villa per ritornare a Midyat, per sbattere in faccia al vecchio Sadoglu che l’onore è stato ripulito con la vendetta.


 

Ma allo spettatore interessa soprattutto Reyyan, donna che, una volta tornata a casa, viene travolta dal disprezzo della famiglia, soprattutto il nonno e la cugina Yaren. Il primo è preoccupato che quando si saprà del disonore ci saranno ripercussioni anche economiche. Tale è il peso del perduto onore in questo contesto decisamente lontano dalla nostra società, ma che rispecchia drammi medievali o ottocenteschi, dove un affronto simile avrebbe danneggiato tutta la famiglia.


 

E quindi, cosa fare con una donna disprezzata dal marito il giorno dopo le nozze? Tutti crederanno che è stata ripudiata perché non aveva onore già prima. La soluzione è drastica. Solo la morte potrebbe salvarli, ma Hazar, il padre di Reyyan, avvisato da Azat, corre dalla figlia per salvarla, implorando il padre che trova come soluzione quella di farla sposare con un vecchio e mandarla via.


 

Reyyan si rifiuta davanti al rabbino e al vecchio, devastato dall’odio, resta solo la soluzione della morte. Hazar, in un momento di consapevolezza, chiede che a ucciderla sia Azat, il cugino innamorato, sapendo che lui la porterà via e la salverà. Il nonno decide di accettare e l’uomo trascina via Reyyan sotto gli occhi addolorati del padre, ma soprattutto sotto lo sguardo disperato di Miran, fermo in macchina in attesa di un momento propizio per poterla portare via e salvarla. Firat cerca di farlo ragionare: quello che è successo era prevedibile e non capisce perché lui adesso, dopo il male fatto, voglia aiutare Reyyan, ma i sentimenti sono irrazionali e Miran sa solo che non permetterà a nessuno di ferire la donna.


 

Le due macchine raggiungono un ponte sospeso su un fiume dove Miran blocca la vettura di Azat per costringerli a scendere. Quando Reyyan vede l’uomo colpevole delle sue sofferenze, ferma il cugino, desiderosa di un confronto e quando Miran tende la mano per aiutarla a fuggire, lei gli rivela tutto il suo risentimento e il desiderio di non aggrapparsi mai più a lui. Poi, divisa tra il disprezzo della famiglia e il suo carnefice, decide che la soluzione è solo una: lanciarsi nel vuoto! 


 

E con un tale cliffhanger impossibile perdersi la puntata successiva!

 

giovedì 21 novembre 2024

Çalıkuşu - Il rivale (28)


Nel ritratto di un personaggio come Kamran ci sono molte sfumature. Possiamo dire che mentre Kemal Soydere di ENDLESS LOVE è quasi un'immagine di perfezione assoluta, difficile da trovare in questo mondo, Kamran è più realistico, con le sue intemperanze, con le sue fragilità e insicurezze. Pur essendo un uomo buono, innamorato, spesso è preda di insicurezza assolute, dovute a una donna, Feride, che fin dall'infanzia ha mostrato di avere più forza e carattere di lui. Tra le sue ombre c'è anche una gelosia insana che a tratti sfocia in un possesso decisamente fastidioso per la sensibilità moderna, pur capendo la contestualizzazione dell'epoca. 

Tutto ruota sulla comparsa di un personaggio come Murat Bey che presenta tantissime caratteristiche da protagonista. In un romanzo classico e sentimentale il nostro eroe, apparentemente vedovo (in realtà scopriremo che la moglie è fuggita di casa) e con una bambina piccola, piena di problemi, da crescere, bello, ricco che offre un lavoro alla nostra eroina, ci riporta indietro a storie alla Jane Eyre. Feride ha sicuramente la stessa tempra e in un primo momento, nei confronti di quest'uomo arrogante che tratta i propri dipendenti come esseri inferiori, la ragazza non nasconde una certa insofferenza.


 

Eppure la piccola Gulce è letteralmente invaghita della sua Çalıkuşu, il passerotto che l'ha conquistata dal giorno in cui, in collegio, lei le ha insegnato a salire sugli alberi. Murat Bey però non è un uomo propenso a debolezze sentimentali e quando Kamran, informato da Yusuf sul lavoro di Feride (in realtà in un primo momento il nostro Otello aveva provato ad attaccare il ragazzo convinto che lui stesse frequentando di nascosto Feride), si reca deciso nella casa del datore di lavoro della ragazza.


 

Quando vede Murat Bey, in un primo momento crede che sia lui lo studente di Feride, troppo giovane e aitante per essere già un padre di famiglia. Quando l'uomo chiarisce l'equivoco, le insicurezze di Kamran si ingigantiscono e rivendica che l'uomo mandi via la sua fidanzata. 


 

Feride, quando scopre della visita di Kamran, reagisce come era prevedibile e gli dice di farsi da parte e di non intromettersi più nella sua vita. Kamran però reagisce con la sua solita impulsività e, convinto che la ragazza lavori per poter pagare la retta della scuola, decide di restituirle tutto quello a cui lei aveva rinunciato per lui, compresa la casa di famiglia e si rivolge a un noto usuraio per trovare il denaro da dare poi all'infida Azeyla, che nel frattempo cerca di trovare un modo per far cadere l'uomo nella sua rete.


 

La donna si finge amica e confidente, ma Kamran è nel pieno della depressione per Feride che, quando sorprende Kamran affrontare nuovamente Murat Bey esigendo e ottenendo il suo licenziamento, lo respinge con violenza in una scena significativa che ricalca quella del primo bacio. "Abbi il coraggio di dire alle tue amiche che non mi ami più!", la sfida Kamran, convinto che lei non lo farà.


 

Feride allora si reca in aula e sulla lavagna scrive 40 volte in francese "Nous Nous sommes separés!", colpendo al cuore il nostro insicuro Kamran, ma bisognerebbe far notare a Feride che usa una lingua diversa dalla sua e non "pronuncia la frase", si limita a scriverla quasi augurandosi nel suo cuore che in questo modo non si avveri davvero.


 

Ma Kamran si sente rifiutato e nella scena degli spilli vudu, significativamente a ogni spillo messo da Feride per sfogare la sua rabbia, corrisponde il tocco di Azeyla che cerca di irretire il suo Kamran. E intanto Gulce fugge di casa, alla notizia che la sua Çalıkuşu non andrà più in casa, spingendo il rivale ad andare a cercare Feride, chiedendole di aiutarlo a trovare sua figlia, aprendo nuovamente la porta della sua casa. 

mercoledì 20 novembre 2024

ENDLESS LOVE - Il rapimento di Galip (223-225)


Non c'è pace per Kemal, dovrebbe essere il titolo alternativo di questa storia. A ogni colpo dato, ne arriva un altro altrettanto violento e dopo la breve vittoria avuta sull'avversario, con la storia di Mujgan, ecco che Emir e suo padre decidono di ripagarlo con la stessa moneta, senza sapere che in realtà Kemal e Nihan sono quanto mai vicini, dopo la lunga separazione tra i due.


 

La trappola è elaborata da Galip e suo figlio, utilizzando la moglie di Zehir che, ingenuamente, ha mostrato il fianco permettendole di copiare la sua firma e di intestargli un capannone dove Galip, simulando il suo stesso rapimento, si farà trovare da Kemal, per accusarlo del reato. Kemal ha solo il tempo di capire quello che hanno organizzato prima di essere interrotto da una telefonata. È la nostra eroina, Nihan, che come la più classica del suo genere, si è messa nei guai.


 

I due si erano lasciati con lei che rivendicava di poter cercare la verità da sola, ma invece, seguendo Emir che si era incontrato con Resat, finisce per essere chiusa in una cella frigorifero. Ed ecco Kemal che sfugge alla polizia di Istanbul e al mondo intero per correre a salvare la donna che ama, riuscendo nell'intento e regalando al pubblico che li segue uno die rari momenti di intimità tra i due.


 

Tutto molto poetico, ma neanche in questo momento i due innamorati infelici trovano pace, perché Nihan riceve un messaggio vocale da Asu, che ha provato a togliersi la vita. Ed ecco che i nostri eroi, con la polizia che cerca Kemal, riescono anche a raggiungere il lussuoso appartamento di Asu e a salvare la donna, portandola in ospedale.


 

Tutti corrono da Asu, persino Emir, che pur avendo un cuore di ghiaccio, è preoccupato per la sorella che onestamente è l'unico essere umano che gli somiglia, con le sue ossessioni e la sua incapacità di accettare una semplice verità, ovvero che l'oggetto del desiderio è soggetto e ha una sua volontà.


 

E anche qui arriva il codazzo di poliziotti intenzionati ad arrestarlo, ma il nostro Kemal (novello Paladino degli indifesi) esce con nonchalance dall'ospedale dove ad aspettarlo c'è una versione agée di Kemal, ovvero Ayhan, che lo sta aspettando con la sua macchina.


 

Cercando di ricostruire come sia finito nel tranello dei Kozcuoglu, alla fine viene raggiunto anche da Nihan, mentre tutto il mondo lo cerca. Ad avvisarlo dell'arrivo della polizia è Zeynep, che una ne "azzecca e cento ne sbaglia", come dicono dalle mie parti. In questo caso il legame fraterno è più forte e sentendo Hakan che organizza l'irruzione, avvisa Zehir e Nihan e Kemal riescono a mettersi al riparo.


 

E la sensazione che ha il telespettatore è di essere in una centrifuga dove tutto accade a una velocità incredibile, senza dare il tempo neanche di respirare. Qualche pausa, anche in una storia come questa, bisognerebbe proprio concederla, anche solo per illuderci di una possibile felicità.