IL SARTO - l'ultima cena (3x7)
Ed eccoci al penultimo episodio, tutto giocato su un simbolismo religioso, recitato in un unico posto, con solo tre personaggi sulla scena, nel rappresentare un "ultima cena" tra Dimitri (che si vene come una sorta di Gesù), gli apostoli manichini, vestiti da sposi, e i due Giuda (Peyami ed Esvet) che accolgono il suo invito e si recano in un posto sconosciuto dove il pazzo li accoglie con la chiara intenzione di un confronto a tre.
Questo che dovrebbe essere un momento emozionante, che colpisce per l'intensità della scena, dai primi piani sul quadro de "L'Ultima cena" di Leonardo, alla recitazione incentrata soprattutto su Salih Bademci, l'attore che dà vita al pazzo Dimitri, non riesce però ad arrivarmi pienamente, perché per tutto il tempo, mentre Dimitri li costringe a sedersi, a cenare, a confrontarsi con lui per farli cadere in trappola, e confessare la loro relazione clandestina, la mia testa era un vortice di domande.

Sì, perché vorrei proprio chiedere a Peyami e ad Esvet (che tra i due era quella più intelligente) per quale macabra ragione, dopo che l'uomo aveva ucciso il padre, che era andato a rivelargli la relazione che avevano, hanno accettato di andare da lui, di affrontarlo da soli, quando sarebbe stato capace di commettere qualsiasi follia, come davvero succede? Perché non prendere bagagli e famiglia e fuggire lontano? Questo non ci è dato di sapere! Che sia pazzo è evidente, capace di qualsiasi cosa pure, ma loro vanno, accettano l'invito e quando scoprono che è una trappola, lasciano a lui tutta la scena.

Dimitri inveisce, farnetica, li attacca, usa un linguaggio volgare, ma alla fine rivela di aver scoperto della loro relazione (il che davvero non mi sembra una grande scoperta se si pensa che l'unica cosa che era mancata tra di loro era la consumazione della relazione, visto che si sono innamorati fin dalla prima stagione). Lui ne fa una questione di affronto, di mancanza di lealtà, ma un fidanzato che rinchiudeva la sventurata che era stata costretta ad accettarlo in una cassa, per me non ha nessun diritto a niente.

Intanto il cronometro della bomba comincia a scorrere e i tre si ritrovano prigionieri insieme, perché lo scopo di Dimitri è quello di uccidere tutti e tre, non avendo trovato un modo per superare i suoi traumi e per vivere come una persona normale. Peyami, però, dopo la furia, le botte, alla fine riesce a toccarlo, sbloccando un ricordo di quando erano ragazzini e sembra quasi che, in memoria dei vecchi tempi, siano tutti disposti a morire insieme. L'unica che mi appare meno convinta, e a ragione, è Esvet che caro le è costato essersi imbattuta in questi due.
Dimitri viene colpito e alla fine concede loro il codice per sbloccare la serratura e farli fuggire, ma il suo scopo è più subdolo. Non portarli con sé all'inferno, ma lasciarli in questa terra con la consapevolezza che lui si è ucciso per colpa loro.
Così li caccia fuori e si rinchiude con la bomba che sta per esplodere, ma a questo punto io ci avrei messo una croce sopra e lo avrei mandato davvero all'altro mondo, dove gli auguravo di trovare un minimo di equilibrio, senza farmi troppi scrupoli e problemi. Mi resta solo un episodio e mi chiedo che altro metteranno per allungare il brodo che, ormai, è diventato freddo e sciapito, decisamente difficile da mangiare e digerire.
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