Fatmagül'ün Suçu Ne? - L'innocenza di Fatmagul (19)
Quello che mi colpisce di questa storia, almeno in questo momento, è come sia intrecciata e scritta, il modo in cui lo spettatore è portato a proseguire, incalzante, episodio dopo episodio, trascinato come in un vortice dal quale vuole emergere, ma non riesce in nessun modo, prigioniero, come Fatmagul, di un incubo dal quale ci si vuole risvegliare e che non si riesce a lasciare.
Le cose che accadono anche in questa puntata sono tante: il matrimonio rovinato di Selim e Meltem, anche se lei pronuncia il sì davanti a tutti, per poi ritrattare poco dopo, nonostante tutti cerchino di convincerla che si tratta di un errore. Lei sente che le cose che sono successe sono ben diverse da quello che loro raccontano e, disgustata, cerca solo di nascondere alla sua famiglia la verità.
Nel frattempo però Erdogan, il vero personaggio oscuro della storia, decide di partire per una spedizione punitiva. È lui il vero personaggio oscuro della storia, quello che non mostra mai un minimo di pentimento, che pensa solo a sopravvivere, che utilizza il prossimo per ottenere quello che vuole. Travolge, nella spedizione, anche Vural, che però resterà in macchina, sconvolto dalla ferocia con cui si abbattono sulla casa di Fatmagul.
La verità è che lui non ha perdonato Kerim per il pugno che ha ricevuto e pensa di spaventare Fatmagul che ha osato interferire nella vita di uno di loro, puntato a rovinare il matrimonio di Selim. Questa non è una storia dove l'azione ci porta a cose sorprendenti. Ci troviamo davanti alla barbarie possibile e realistica dell'essere umano e anche nell'arrivo di una banda di uomini che travolgono una ragazza, chiusa in casa con un bambino, difesi solo da un giovane, Kerim, uno contro cento di loro, cogliamo tutto l'orrore verosimile della natura umana.

Kerim lotta, ma nulla può, né contro i pugni che riceve, né riesce a impedire a Erdogan di entrare in casa e minacciare Fatmagul. Quello che però scatena questa scena è il primo vero avvicinamento di Fatmagul e di Kerim, quando lei corre in giardino e lo tocca (per la prima volta volontariamente) per accertarsi che sia ancora vivo e si prende cura di lui, portandogli le creme di Meryem perché si possa curare. Lo odia ancora, a livello razionale, ma gli permette di dormire in casa, perché lui non vuole lasciarla nuovamente sola.
I due si trovano in casa da soli con Murat perché Mukkades, Meryem e Rahmi sono tornati al paese, cadendo in una nuova trappola degli Yasaran, che li ha portati a cedere le loro proprietà. Quando tornano è successo di tutto, ma la cosa più grave è che non trovano Kerim, che ha chiesto a Emre di stare con Fatmagul, timoroso che qualcuno possa tornare.
La corsa di Fatmagul che lo prega di non andare per la prima volta ci sembra mossa da una preoccupazione nei suoi confronti e non per quello che può succedere a tutti gli altri. E qui succede un altra scena terribile e fondamentale: il faccia a faccia tra Kerim e Mustafa, improvviso, imprevisto. Mentre gli Yasaran cercano di capire come utilizzare Mustafa contro Kerim, quest'ultimo, furioso con Erdogan, si reca a casa sua, ma trova solo il suo autista.
Nello scontro violento che i due hanno, Kerim, stanco e desideroso che Mustafa veda davvero la verità, gli svela cosa è successo davvero la notte in cui tutte le loro vite sono cambiate, rivendicando l'innocenza assoluta di Fatmagul, ponendolo davanti all'enormità della sua colpa, di quella degli Yasaran e anche la sua, che le ha voltato le spalle, cedendogli, letteralmente, l'arma che aveva strappato a Mustafa, dandogli la possibilità di farla finita con lui una volta e per sempre.
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