mercoledì 31 dicembre 2025

Fatmagül'ün Suçu Ne? - I primi passi dell'amore (21)


 Kerim ama Fatmagul, lo capiamo dagli sguardi, dal modo in cui si prende cura di lei, dal suo desiderio di curare le sue ferite, anche quelle che gli ha inflitto lui. È la persona che, lontano da ogni forma d'egoismo, racconta a Mustafa, che in qualche modo ancora occupa un posto nel cuore della ragazza, la verità sulla sua innocenza, per ripulire il suo nome, la sua reputazione, ammettendo la propria colpa, anche a costo della vita. 


Che lui la ami ormai ci appare evidente e ne ha preso coscienza nel momento in cui decide di non partire, ma di restare accanto a lei, sopportando il suo disprezzo, tutte le difficoltà perché non può più vivere senza averla accanto. Ma Fatmagul? La bellezza di questa storia e la bravura degli attori è quello di renderci credibile in una situazione decisamente stridente e difficile da accettare.


Come può la vittima innamorarsi del suo carnefice? Certo Kerim non l'ha violentata, ma la sua complicità ha aiutato gli altri ed è per questo che Fatmagul lo respinge, ma pian piano la convivenza forzata le sta permettendo di vedere Kerim e qualcosa tra loro è decisamente cambiato, soprattutto se si pensa a come lo tratta dopo la nuova aggressione da parte di Erdogan, dove la differenza dagli altri appare evidente.


Adesso torna dal passato anche Mustafa, personaggio complicato a sua volta, prigioniero di un concetto d'onore che non riesco proprio a capire. Cerca Fatmagul, soprattutto adesso che ha scoperto che lei è innocente. Lo era anche quando lui le ha voltato le spalle, anche prima della bugia che si sono inventati per nascondere l'atrocità del delitto, ma lui sembrava quello davvero disonorato, senza pensare al dolore che lei stava provando.


E in questo primo confronto, in questo faccia a faccia che ha aspettato mesi prima di esserci, Fatmagul non è più la ragazzina remissiva e innamorata che aveva conosciuto lui. È una donna ferita, che ha imparato a sopravvivere, che non vuole più essere sottomessa a nessuno. Così quando lui le chiede perché abbia accettato di sposare Kerim, lei, pur senza rinnegare il solito disprezzo, gli dice che è stato più uomo di lui, perché ha cercato di riparare ai suoi errori, mentre lui si è negato anche come confroto.


Confronto duro, al punto che Mukkades chiama Kerim (che era stato chiamato in centrale) e il ragazzo torna, spaventato da quello che può succedere e quando insegue Mustafa, sarà la voce di Fatmagul, che pronuncia per la prima volta il suo nome, a bloccarlo e a trasformare l'ansia in un vero e proprio momento di gioia.


Kerim si aggrappa alle piccole cose, al suo nome pronunciato per la prima volta, a lei che non lo offende, a quando lo cerca per chiedergli scusa, a cose che alimentano l'inizio dell'amore. Ma Fatmagul è un insieme di sentimenti complessi, turbolenti. Se la vediamo sussultare perché ha sentito la voce di Kerim in cucina, finalmente per la prima volta cogliamo una luce di piacere, subito scacciata dal solito cipiglio, sarà lei stessa a spiegare a Kerim le ragioni del suo rifiuto.


All'ennesimo attacco della ragazza, lui le dice che si è reso conto che lo fa a posta, che cerca in tutti i modi di trattarlo male per tenerlo lontano e lei gli dice che è così, che non può assecondarlo perché una parte di lei sente di tradire se stessa. Qualcosa dovrà sbloccarla, ma al momento, come Kerim, ci accontentiamo di una piccola, flebile speranza, che è quel fazzoletto di Mustafa, che lei aveva conservato per tutto l'episodio e che qui lascia andare, finalmente, nel fiume, come ad abbandonare una speranza che ormai non esiste più.

 


Nota al margine. Il personaggio di Rasat Yasaran, odioso fin dai primi episodi, qui mi ha fatto quasi tenerezza, nel vederlo fronteggiare Mustafa, che vuole sfruttare al massimo le disgrazie di Fatmagul per sistemarsi il futuro. Quando arriva anche Meryem, l'uomo sembra davvero circondato. È solo l'inizio di una punizione davvero più grande che meriterebbe.


martedì 30 dicembre 2025

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Il prezzo dell'anima (20)

 Qual è il costo della propria anima? Quanto siamo disposti a rinunciare per un futuro diverso, per una sicurezza? Questo è il grande enigma a cui viene sottoposto Mustafa, personaggio che, sinceramente, non ho amato fin dal primo episodio, ritratto come l'uomo duro e intransigente, geloso e possessivo che non ha la capacità di rendersi conto del mondo intorno a lui, mosso solo dal suo orgoglio e da un'insensata gelosia. Già questo basterebbe per non inserirlo nella nostra lista di preferiti, ma adesso siamo davanti a un vero e proprio dilemma.



Kerim, per puro caso, si è trovato faccia a faccia con lui, e lo ha costretto ad aprire gli occhi. Fatmagul non è solo innocente di tutte le accuse, ma è la vera vittima di tutti loro. Ci ha messo la faccia, come è tipico del suo personaggio e non ha nascosto le sue colpe, dando a Mustafa, adesso, tutti gli elementi per rendersi conto della realtà. Adesso tocca a lui fare i conti con la sua coscienza, l'anima tormentata che si è portato dietro durante tutti questi mesi.


E mentre la famiglia Yasaran pensa di usarlo contro Kerim e Fatmagul, lui spiazza tutti, presentandosi in ufficio, devastato e sconvolto, brandendo una pistola, deciso a farla pagare a quelli che hanno distrutto la sua vita. E chi paga per tutti? Il più inutile, a mio parere, Selim, che è quello tipico nel gruppo che si lascia trascinare dagli altri, non avendo idee proprie, né buone né cattive.


Selim arriva all'improvviso, durante la pseudo riunione, e Musfata lo colpisce d'istinto, seguendo il desiderio di vendetta. Selim viene portato d'urgenza in ospedale, mentre Mustafa, invece di essere consegnato alla polizia, dove potrebbe raccontare ogni cosa di quello che è successo, quindi anche dell'origine della sua vendetta, viene rinchiuso in un deposito dell'azienda, sorvegliato dagli uomini di fiducia di Resat Yasaran.


La sua vita è finita, pensa lui, diviso tra il senso di colpa nei confronti di Fatmagul, ingiustamente condannata, e la consapevolezza che è sul punto di finire in prigione. Mustafa è lacerato. Non è un assassino, ma un uomo mosso dalla rabbia. E quando la situazione di Selim si chiarisce, migliorando, i solito confabulatori adulti decidono di giocare le loro carte.


Raccontano che Selim ha provato a uccidersi sparandosi allo stomaco per il rifiuto della moglie, cercando con questa carta di riavvicinare la coppia che era sul punto di divorziare. Nel frattempo però fanno anche una proposta tentatrice a Musfata.


Spetta a Resat Yasaran, il più ambiguo e spiegato, parlare con il ragazzo, con una valigetta piena di denaro che dovrebbe essere il suo lasciapassare per una vita migliore. Questo o il carcere, con la denuncia per aver provato a uccidere suo figlio. Lui è tentato, diviso, lacerato, ma la sua anima è in vendita, Resat lo sa e finirà per accettare il patto del diavolo che gli è stato proposto.


Intanto però noi cogliamo i primi segni di cedimento tra Fatmagul e Kerim. Lei come al solito lo attacca, lo incolpa, non vuole distinguerlo dagli altri tre che hanno rovinato la sua vita, ma nel frattempo lo spia, cerca di capire quello che ha dentro e, per la prima volta, dopo avergli detto cose cattive che riguardavano sua madre, lo cerca per chiedergli scusa: "özür dilerim" dirà a un sorpreso Kerim. E il momento successivo, quello del mattino dopo, quando si incrociano in bagno e si scostano, l'imbarazzo adesso ha poco a che fare con il senso di colpa o la paura, ma con una sorta di infatuazione che, anche se agli albori, è un segno di un cambiamento.


Peccato che, subito dopo, come al solito, succeda di tutto. La polizia bussa alla porta della loro casa. Le varie segnalazioni li hanno portati a sospettare che stiano nascondendo qualcosa e Kerim viene portato in caserma, seguito da Meryem che non lo lascia solo. E mentre Fatmagul, confusa, guarda la macchina allontanarsi, vediamo Mustafa che la spia dall'altro lato del fiume, deciso, finalmente, ad avere un chiarimento con lei. 

lunedì 29 dicembre 2025

Fatmagül'ün Suçu Ne? - L'innocenza di Fatmagul (19)

 


Quello che mi colpisce di questa storia, almeno in questo momento, è come sia intrecciata e scritta, il modo in cui lo spettatore è portato a proseguire, incalzante, episodio dopo episodio, trascinato come in un vortice dal quale vuole emergere, ma non riesce in nessun modo, prigioniero, come Fatmagul, di un incubo dal quale ci si vuole risvegliare e che non si riesce a lasciare.


Le cose che accadono anche in questa puntata sono tante: il matrimonio rovinato di Selim e Meltem, anche se lei pronuncia il sì davanti a tutti, per poi ritrattare poco dopo, nonostante tutti cerchino di convincerla che si tratta di un errore. Lei sente che le cose che sono successe sono ben diverse da quello che loro raccontano e, disgustata, cerca solo di nascondere alla sua famiglia la verità.


Nel frattempo però Erdogan, il vero personaggio oscuro della storia, decide di partire per una spedizione punitiva. È lui il vero personaggio oscuro della storia, quello che non mostra mai un minimo di pentimento, che pensa solo a sopravvivere, che utilizza il prossimo per ottenere quello che vuole. Travolge, nella spedizione, anche Vural, che però resterà in macchina, sconvolto dalla ferocia con cui si abbattono sulla casa di Fatmagul.


La verità è che lui non ha perdonato Kerim per il pugno che ha ricevuto e pensa di spaventare Fatmagul che ha osato interferire nella vita di uno di loro, puntato a rovinare il matrimonio di Selim. Questa non è una storia dove l'azione ci porta a cose sorprendenti. Ci troviamo davanti alla barbarie possibile e realistica dell'essere umano e anche nell'arrivo di una banda di uomini che travolgono una ragazza, chiusa in casa con un bambino, difesi solo da un giovane, Kerim, uno contro cento di loro, cogliamo tutto l'orrore verosimile della natura umana.


Kerim lotta, ma nulla può, né contro i pugni che riceve, né riesce a impedire a Erdogan di entrare in casa e minacciare Fatmagul. Quello che però scatena questa scena è il primo vero avvicinamento di Fatmagul e di Kerim, quando lei corre in giardino e lo tocca (per la prima volta volontariamente) per accertarsi che sia ancora vivo e si prende cura di lui, portandogli le creme di Meryem perché si possa curare. Lo odia ancora, a livello razionale, ma gli permette di dormire in casa, perché lui non vuole lasciarla nuovamente sola.


I due si trovano in casa da soli con Murat perché Mukkades, Meryem e Rahmi sono tornati al paese, cadendo in una nuova trappola degli Yasaran, che li ha portati a cedere le loro proprietà. Quando tornano è successo di tutto, ma la cosa più grave è che non trovano Kerim, che ha chiesto a Emre di stare con Fatmagul, timoroso che qualcuno possa tornare.


La corsa di Fatmagul che lo prega di non andare per la prima volta ci sembra mossa da una preoccupazione nei suoi confronti e non per quello che può succedere a tutti gli altri. E qui succede un altra scena terribile e fondamentale: il faccia a faccia tra Kerim e Mustafa, improvviso, imprevisto. Mentre gli Yasaran cercano di capire come utilizzare Mustafa contro Kerim, quest'ultimo, furioso con Erdogan, si reca a casa sua, ma trova solo il suo autista.


Nello scontro violento che i due hanno, Kerim, stanco e desideroso che Mustafa veda davvero la verità, gli svela cosa è successo davvero la notte in cui tutte le loro vite sono cambiate, rivendicando l'innocenza assoluta di Fatmagul, ponendolo davanti all'enormità della sua colpa, di quella degli Yasaran e anche la sua, che le ha voltato le spalle, cedendogli, letteralmente, l'arma che aveva strappato a Mustafa, dandogli la possibilità di farla finita con lui una volta e per sempre.

sabato 27 dicembre 2025

Il Sarto - uno strano finale (3×8)


 Era partita con i migliori auspici e, a essere onesti, devo dire che la prima stagione è stata decisamente buona, anche se poi è stato un precipitare verso un trascinamento senza senso che a nulla ci ha portati, riuscendo nell'insolita impesa di rendere lento e pesante un prodotto decisamente breve. Ed eccoci, dopo l'esplosione, a mostrarci un finale strano che avremmo potuto evitare tranquillamente, perché nulla ci offre di interessante, lasciando invece in sospeso o chiudendo frettolosamente quesiti molto più importanti: la nuova famiglia di Kiraze, il passato di Esvet.


Ma si decide ancora una volta di puntare sui particolari, invece che sulla sostanza. Così scopriamo che, dopo mesi, Peyami ancora piange la morte dell'amico, pensando che non possa davvero essere morto. Esvet è al suo fianco, la sua profezia che continuerà ad essere con loro è solo in parte avverata, perché Peyami ed Esvet hanno deciso di continuare a stare insieme. 


Il pazzo Dimitri è andato via, lasciando a Peyami mille ricordi. Un giorno un ragazzo la avvicina sulla tomba dandogli un messaggio. Peyami si illude, follemente, che Dimitri possa non essere morto, anche se Esvet cerca di farlo ragionare sul fatto che non potrebbe essere sopravvissuto.


I due seguono gli indizi e si ritrovano in una casa che era il rifugio segreto di Peyami e Dimitri quando erano bambini, e qui trovano delle carte indirizzate a loro, tra cui una lettera con una foto che spiega come Esvet sia proprietaria delle azioni della società. che passa automaticamente a lei. Certo, questa dovrebbe essere la grande rivelazione, ma viene fatta in modo frettoloso, senza sviluppare in modo chiaro cosa sia successo, senza che lei scopra davvero come la famiglia di Dimitri abbia rovinato la sua esistenza.


Se questo è un filo che, anche se molto impreciso, viene comunque ricondotto al suo finale, dopo vari mesi li vediamo vivere immersi nella natura, in una casa in mezzo al bosco dove Esvet si dedica alla casa e Peyami si è trasferito, allontanandosi dal marchio che aveva creato. Si sono portati dietro anche Mustafa e Kiraze, che vede per videochiamata il nipote che scopriamo Peyami sa essere il figlio di qualche eventuale fratello o sorella avuti dalla donna. Quando questo sia stato svelato, non si sa, perché persi dietro al racconto di Dimitri e del tradimento (ma neanche tanto visto che lui sapeva che lei non lo ha mai amato!), ci siamo dimenticati di tutto il resto.


Esvet e Peyami vivono felici, ma da lontano, un uomo sfigurato, che scopriremo essere il solito Dimitri, li spia guardando la loro felicità. Sarà felice così o deciderà di tornare? Non ci è dato di sapere, ma a me resta l'impressione che abbiamo perso tutto il terreno guadagnato e quella che poteva essere un'ottima serie finisce per essere un tentativo riuscito solo in parte.

martedì 23 dicembre 2025

Fatmagül'ün Suçu Ne? - La decisione di cambiare (18)

 


Ogni cosa che facciamo dovrebbe insegnarci qualcosa e l'esperienza che Fatmagul fa, lontano da casa, finisce per mostrarle delle cose importanti su se stessa, come il desiderio di non essere più una vittima, ma di voler mettere in moto le cose, di agire. Allo stesso tempo scopriamo che qualcosa sta cambiando, dentro di lei, nei confronti di Kerim che, da estraneo e nemico, si avvicina sempre di più a lei, anche se solo nella sua mente, perché esternamente continua a rifiutare qualsiasi contatto.


Eppure Kerim è la persona che la trova, quella che la prende tra le braccia per riportarla a casa, chi cerca il medico, chi va a prenderle le medicine, che porta a casa dolci, i suoi preferiti. Tutte queste attenzioni, silenziose, attente, la irritano a livello razionale, tanto che lei lo respinge in uno dei loro ennesimi litigi, dicendogli che la sua strategia non servirà che lei non vuole fargli pena, non vuole niente da lui, che mai lo perdonerà, anche se poi di nascosto pensa a quando lo ha sorpreso piangere durante la notte e a quando l'ha portata a casa tra le sue braccia. Una piccola fiammella di speranza!


Intanto anche Kerim capisce sempre di più quello che prova nei suoi confronti. Se potevamo credere che potesse dipendere dalla colpa, dalla pena, i suoi sentimenti si delineano in maniera sempre più chiara ed evidente. Lui ama Fatmagul, vuole vederla felice, vorrebbe che si fidasse di lui, che credesse al fatto che non potrebbe mai farle del male, ma lei ancora non è pronta ad ammetterlo neanche a se stessa, figuriamoci a lui e quindi gli chiede il divorzio e lui, dopo averglielo promesso in passato, adesso, con l'egoismo tipico dell'amore, rifiuta e le dice che non glielo concederà perché non è pronto a lasciarla andare.


Lo sguardo di Fatmagul ci trasmette panico, ma anche meraviglia e in questa povera ragazza confusa è davvero tanto. Nel frattempo lei scopre, sempre dall'insopportabile Mukkades, che a tratti non vi nego mi strappa qualche sorriso, che Asu è una prostituta che ha una relazione con Mustafa e lei si rende conto di essere stata ingannata ancora, che l'uomo dei fiori era proprio lui. Furiosa, decide che nessuno si prenderà ancora gioco di lei.


Così la cassa con il suo corredo, così sacra, intoccabile, che racchiudeva tutti i suoi sogni infranti, viene buttata fuori, nella gioia di Mukkades che sfacciatamente fa il tifo per Kerim (e per questo non possiamo che amarla!) e butta via ogni cosa, decisa a voltare pagina. Vuole studiare, migliorare, non essere più la vittima che il mondo può sbranare senza problemi.


Ma nel frattempo Selim è a un passo dalle nozze con la bella Meltem, che, pur avendo avuto dei dubbi, si è rasserenata. Tutto sembra spingere nella direzione di uno di quei matrimoni fastosi di cui la stampa ama parlare, famiglie importanti, bellezza e potere, ma Fatmagul, vista la notizia sui giornali, nonostante il parere contrario e preoccupato di Kerim, che teme ripercussioni, fa di tutto per trovare il numero di telefono della ragazza.


Quando lei si sta recando proprio dal suo fidanzato, per il rito, Fatmagul riesce a trovarla e a chiamarla, per metterla in guardia. Gli occhi di Meltem cambiano bruscamente, rendendosi conto che sì c'è una verità che stanno provando a nasconderle. Che cosa farà a questo punto? Manderà a monte il matrimonio o non avrà il coraggio di affrontare la verità? Corro a vedere!

lunedì 22 dicembre 2025

Fatmagül'ün Suçu Ne? - La ricerca (17)

 


Tutto l'episodio diciassette è una lunga, affannosa ricerca che coinvolge tutti i personaggi, persi sulle tracce di Fatmagul e in questo processo ritroviamo contrasti, speranze, solitudini varie. Il personaggio di Asu si presenta pieno di sfaccettature e interesse. Accoglie nella sua casa la ragazza che chiede il suo aiuto, ma in realtà anche lei è una persona da salvare. La vita che conduce è violenta e pericolosa, basti pensare a come ritorna a casa, dopo la serata di lavoro.


Fatmagul è un pesce fuor d'acqua. Spia la vita degli altri, portandosi sulla pelle il peso della propria, e non riesce a capire davvero cosa stia succedendo ad Asu, né che l'uomo, Mustafa, che le ha portato dei fiori, è lo stesso uomo che ha sognato tutta la vita, prima che la realtà, violenta e crudele, l'aggredisse, strappandole tutte le speranze. 


Nel frattempo tutti la cercano, in primis Kerim, con l'aiuto di Emre, che cerca di rintracciare quella che crede si chiami Enise. Scoprono, dal suo numero, che tutta la storia raccontata era puro inganno e che la ragazza, una prostituta di professione, era sulle tracce di Fatmagul da tempo, essendo arrivata nel quartiere chiedendo di lei.


L'ansia prende tutti e si convincono che Erdogan, insieme agli altri, siano responsabili della scomparsa. Il solito gruppo è interessato solo a che si risolva la faccenda senza coinvolgimenti, ma Kerim è esasperato e preoccupato. Dopo essere andato in un quartiere a luci rosse e aver avuto conferma che Enise non esiste, ma che si trattava di Asunde, l'ansia cresce anche perché quando arrivano nell'appartamento della donna, che trovano ferita, Fatmagul se n'è già andata.


Infatti la mattina prima degli uomini hanno fatto irruzione nell'appartamento aggredendo Asu e Fatmagul, spaventata, ha preso la sua valigia ed è andata via. Ha cominciato a vagare per la città, cercando un posto dove stare, senza soldi, senza riferimenti, si è sentita davvero un pesce fuor d'acqua e tutto il suo carico di problemi emerge nella scena in cui prova a lavorare come lavapiatti, dopo che ha visto un cartello appeso.


Quando entra nella cucina e vede tutti uomini che la guardano, tutte le ferite di Fatmagul si aprono ancora di più e la ragazza fugge, non sapendo dove andare. Che cosa fare? Come trovare uno spiraglio? Lei credeva che la famiglia, Kerim, fossero il problema, ma ormai non riesce a stare bene da nessuna parte, nella sua stessa pelle e il modo semplicistico come Erdogan risolve la questione con Kerim, ci regala, finalmente, una reazione dura da parte di questo protagonista dall'animo gentile.


Kerim, esasperato da una ricerca non fruttuosa, dall'ansia che lo divora per le condizioni della ragazza, incontra il solito manipolo di scapestrati, tra cui Vural che ha riconosciuto Asu, e tutti temono che dietro a queste strane coincidenze possa esserci Mustafa e il suo desiderio di vendicarsi.


Kerim ormai odia gli ex amici, ma Erdogan, l'unico tra i tre a giocare con il pericolo, istiga Kerim, sostenendo di essere innocente e di non aver fatto del male a sua moglie, dopo che si sono sposati. Finalmente Kerim dà quel pugno trattenuto nelle mani a ciascuno di loro tre, con un sorriso di Munir che la dice lunga sull'esasperazione dell'avvocato nei confronti dei ragazzini viziati che gli è stato chiesto di proteggere.


Kerim torna a casa, per passare una notte tormentata dalla paura e dall'ansia, ricordando i momenti con Fatmagul. Lei, senza che lui lo sappia, lo spia nel buio. È ritornata sui suoi passi, non sapendo dove andare, ma è sfinita, triste, ferita nell'animo. La mattina dopo sarà proprio Kerim a trovarla, svenuta, accanto a un albero, che stringe tra le dita una pietra per difendersi e tutti i sentimenti, speranza, dolore, paura, emergono sul viso del nostro eroe.

sabato 20 dicembre 2025

Fatmagül'ün Suçu Ne? - Scomparsa (16)


 Che cosa può succedere a una ragazza come Fatmagul in una città enorme e pericolosa come Istanbul? È questa la domanda che  angosciati  si fanno tutti i personaggi, o forse soprattutto Kerim, Rahmi e Meyrem. Gli altri sono mossi da una preoccupazione che poco ha a che fare con il benessere della ragazza.


L'avvocato Münir, ad esempio, avvertito da Mukkades che Kerim è andato alla polizia per denunciare la scomparsa, lo chiama subito interessato a coprire quella verità che è alla base della sofferenza della ragazza. Kerim è irritato con tutti loro, perché nessuno si preoccupa davvero per lei.


Quello che preme ai suoi ex amici, o almeno a due dei tre, Erdoğan e Selim, è mantenere il segreto e la vita di sempre, anche se il primo, personaggio più complesso, ha scelto di dare lavoro a Mustafa come suo autista personale. È una forma di controllo ma allo stesso tempo si è messo accanto una bomba ad orologeria pronta ad esplodere alla prima occasione.


Selim vuole solo tornare alla sua vita vuota, alla fidanzata perfetta che invece sospetta tradimenti ovunque e teme che le voci sulla storia di Fatmagul non siano completamente infondate. E Vural? Lui è quello che sembra incapace di dimenticare,  quello più  vicino alla colpa, come Kerim, ma senza una madre e un padre che possano aiutarlo a prendere consapevolezza. Rivela il suo bisogno di perdono solo alla prostituta Asu, che ignora quanto sia vicina alla storia della sua colpa.


È infatti proprio Asu chi ha dato rifugio a Fatmagul, che l'accoglie in casa mentre il resto del mondo la cerca. Kerim ed Emre arrivano al suo telefono ma le cose che Fatmagul dice a Kerim sono come una lama che affonda dentro di lui.


Lei prova solo odio, un odio profondo, e dolore per ferite che non si chiudono e lui si porterà dentro la colpa per il male fatto per il resto della vita, perché per lui non c'è perdono.


Kerim soffre, ma non si rassegna e  chiede a Emre di indagare sul contatto telefonico di Enise, la donna conosciuta per caso, ma nel frattempo Mustafa, dopo essere stato congedato da Erdoğan, decide di andare da Asu e portarle dei fiori per scusarsi per averla evitata in questi giorni.


Nel appartamento resta solo Fatmagul dopo che Asu è andata a lavoro, un lavoro strano che la ragazza non immagina neppure. Finalmente ci sarà il famoso faccia a faccia? Non credo, ma sarebbe interessante anche se forse la nostra eroina deve ancora continuare il suo percorso in solitaria prima di poterlo vedere per quello che è, ovvero, usando le stesse parole di Kerim, un uomo egoista che ha amato il suo onore più di lei.