Tutto l'episodio è fondamentalmente costruito intorno al sentimento di perdita, allo smarrimento per Omer, colpito durante un'operazione in cui ha cercato di salvare la madre di Metin. Il fratello traditore, la nostra Elif, la sua famiglia e persino la povera Pelin, che si sente responsabile dell'evento per non essere stata cauta nei confronti dell'uomo arrestato, che si è liberato e ha colpito il nostro eroe, sono tutti mossi verso Omer, steso su un letto d'ospedale, in coma.
Mentre il mondo intorno a lui sembra impazzito, lui è distaccato e lontano, così perso che sembra destinato a non tornare. Nel corridoio dell'ospedale c'è di tutto e di più: dalla sua famiglia, con il fratello accecato dal dolore e dal senso di colpa che poi sparisce per aggredire fisicamente il vecchio Tayyar Dundar, che in qualche modo identifica come il male assoluto, colui che lo ha tentato e lo ha fatto tradire il suo stesso sangue.
Convinto di averlo ucciso, si allontana, disperato all'idea che il fratello anche stia morendo, ma Tayyar è un gatto dalle sette vite e anche se per un breve istante, Pinar, che lo odia, è tentata di lasciarlo morire, alla fine prevale il senso umano e chiama i suoi uomini per aiutarlo e dato che siamo solo al principio della storia è chiaro che non ci lascerà a breve.
Intanto in ospedale, Elif è in compagnia anche delle sue due sorelle, Asli e Nilufer, entrambe preoccupate per l'uomo amato dalla sorella e che ha cercato di aiutarle in diverse occasioni. Elif resiste, è una roccia che sembra sostenere il mondo intero, mentre gli altri sono disperati. È quella che entra dentro per vederlo, dopo che il fratello è fuggito, incapace di entrare.
La sua è una presenza solida, mentre Pelin è disperata ed è consolata da Arda, che le è accanto anche quando Ali sospende la poliziotta su richiesta di indagini da parte di Sami. La verità è che c'è un traditore e tutti sono sospettati, anche se agli occhi di Arda si concretizza sempre di più la terribile verità che sia davvero Huseyin il traditore. Ma come fare a dimostrarlo?
La madre di Metin, spaventata dal potere di Tayyar, prega il figlio di tacere e lui, anche se segretamente grato a Omer per averla salvata, rifiuta di parlare se non riuscirà a vedere il poliziotto. Tutto gira intorno all'attesa e alla grande paura che Omer possa non svegliarsi.
E dopo tanta attesa, alla fine, proprio con la presenza costante di Elif, che ha retto i pianti e le ansie di tutti, il poliziotto le stringerà la mano e aprirà gli occhi, permettendo a tutto il mondo di riprendere a respirare. E solo in questa occasione Elif si lascerà andare a un pianto disperato, facendo uscire tutta la paura accumulata, che aveva trattenuto, quasi non dandosi il permesso di cedere neanche un secondo.
Quello che segue sono episodi che strappano un sorriso, con la dimissione di Omer, con la presenza di Elif e delle sue sorelle in una casa decisamente umile e lontana dal loro ambiente, con una cena confusa, piena di persone imbarazzate che non sanno cosa dirsi e che indurranno Asli, sempre senza filtri, a commentare con la sorella Nilufer che Elif e Omer appartengono a due mondi troppo distanti per stare insieme. Il silenzio di Nilufer, che si è innamorata di un uomo come Fatih, la dice lunga sul suo pensiero.
Ma intanto ci concediamo e ci coccoliamo con la vicinanza tra Elif e Omer, fino al giorno successivo al suo ritorno in casa, quando Sami spiega a Omer che Metin aspetta solo lui per confessare, ma Elif blocca Omer con una rivelazione scioccante. La grande paura provata per lui l'ha indotta a decidere di ritirare tutte le accuse contro Metin, desiderosa di chiudere per sempre la guerra contro lo zio, terrorizzata anche solo dal pensiero di poter perdere Omer. Ma potrà lui accettare un simile compromesso? O lei o la giustizia? Mi sembra una richiesta troppo grande anche per un cuore innamorato come quello di Omer! Bisogna proseguire per vedere a che cosa porterà.
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